Welcome CP3

L’ufficialità era ormai da tempo andata in porto, ma soltanto ieri Houston ha potuto salutare per la prima volta il nuovo pezzo da novanta che va ad aggiungersi al già ben collaudato sistema di gioco di Mike D’Antoni, ossia Chris Paul, ex principale punto di riferimento dei Los Angeles Clippers. Ed è stato un saluto particolarmente emozionante, con numerosi supporter dei Rockets che si sono radunati al Toyota Center per abbracciare calorosamente CP3, il cui arrivo ha acceso la lampadina della fantasia del popolo biancorosso, che già pregusta quello che il duo Paul-Harden potrà offrire loro.

Chris Paul posa con la maglia degli Houston Rockets insieme al general manager Daryl Morey e al coach Mike D’Antoni. (Fonte: Profilo Instagram Ufficiale Houston Rockets)

Arrivato in pompa magna nel Texas, Chris Paul si è tuffato con entusiasmo nella sua nuova avventura, assaporando al meglio ogni istante dell’accoglienza da star qual è riservatagli dal pubblico presente al Toyota Center in occasione del #CP3DAY. È stata una giornata particolarmente positiva, dunque, per Paul, che a 32 anni ha deciso di dare una significativa svolta alla propria carriera, abbandonando la “sua” Los Angeles – che lo ha visto affermarsi come uno dei playmaker più forti della lega nei sei anni trascorsi in California – per spostarsi di circa 2209 km, a Houston, dove dovrà anche girare le lancette del suo orologio ben 2880 volte (il capoluogo della contea di Harris, infatti, è due ore avanti rispetto a LA).

Chris Paul risponde alle domande dei giornalisti nel corso della conferenza stampa di presentazione al Toyota Center di Houston. (Fonte: Profilo Instagram Ufficiale Houston Rockets)

Tanti cambiamenti di rilievo, dunque, per Chris Paul, che oltre a quanto sopracitato dovrà anche alzare l’asticella dei suoi obiettivi personali e di squadra, essendo arrivato in una franchigia che – dopo l’ottimo terzo posto dello scorso anno alle spalle dei soli Golden State Warriors (poi laureatisi campioni NBA ai danni dei Cleveland Cavaliers in virtù del 4-1 nelle NBA Finals) e dei San Antonio Spurs, i quali hanno interrotto il cammino dei Rockets nelle semifinali della Western Conference (4-2 il punteggio finale della serie)  – sogna in grande e punta a candidarsi come futura erede al trono dei temibili GS di Steve Kerr.

Chris Paul e James Harden insieme all’All-Star Game: i due sono pronti a condividere il parquet tra le file dei Rockets di Mike D’Antoni. (Fonte: losangeles.edu.pl)

L’impresa è alquanto ardua, sia perché ci si aspettano importanti conferme dalle principali candidate al titolo, Warriors in testa, sia perché ci sono tante altre potenziali contender da tenere d’occhio, tra cui gli Oklahoma City Thunder dell’MVP Russell Westbrook, che farà coppia con il nuovo arrivato Paul George, e i rinnovati Minnesota Timberwolves di coach Thibodeau, che ripartono dal talento di Jimmy Butler. Ciò detto, i Rockets hanno tutte le carte in regola per competere ad armi pari con le altre potenze della lega, pur dovendo fare i conti con alcune perdite importanti, in particolar modo Patrick Beverley e Lou Williams, due pedine importanti nello scacchiere dantoniano e inserite proprio nella trade per portare Chris Paul a Houston, con i due che hanno compiuto il percorso in direzione Los Angeles insieme ad Montrezl Harrell, Kyle Wiltjer e Sam Dekker.

James Harden e Chris Paul, una coppia niente male per gli Houston Rockets per dare l’assalto al titolo NBA. (Fonte: nbareligion.com)

Al di là di tutto, però, è innegabile che attorno alla franchigia texana ci sia grande fiducia, anche e soprattutto grazie all’arrivo di Chris Paul, un vero e proprio colpo di mercato, nonché un giocatore dalla visione di gioco più unica che rara e dotato di un bagaglio tecnico di livello più che notevole. Avendo a disposizione lui e Harden – che ha da poco rinnovato per ulteriori quattro anni il suo contratto, che ora scadrà nel 2023 e non più nel 2019 – Houston può contare su una delle migliori coppie in NBA, un duo che promette spettacolo e che è stato creato proprio per volere di entrambi. The Beard, infatti, ha recitato un ruolo di primo piano per convincere CP3 a sposare il progetto dei Rockets e i due si sono sentiti praticamente sempre dopo la trade, come ha dichiarato lo stesso Paul.

Chris Paul è apparso carico ed emozionato per la sua nuova avventura con gli Houston Rockets, la terza esperienza in tredici anni di carriera. (Fonte: sports.inquirer.net)

Selezionato come quarta scelta assoluta al Draft 2005 dai New Orleans Hornets, la point guard di Lewisville vince il premio di matricola dell’anno nella sua prima stagione nella lega, viene chiamato a prendere parte per la prima volta all’All-Star Game nel 2007-2008, disputatosi di fronte al pubblico dello Smoothie King Center della “sua” New Orleans, e nello stesso anno risulta il migliore per assist messi a referto e palle recuperate, così come nel 2008-2009. Nel 2011 interrompe il suo rapporto professionale con gli Hornets, finendo tra i free agents e accasandosi ai Los Angeles Clippers.

Chris Paul ha indossato la maglia dei Los Angeles Clippers dal 2011 al 2017, risultando un prezioso punto di riferimento per la franchigia californiana. (Fonte: inquisitr.com)

In California, Paul si adatta subito alla grande e diventa in breve tempo l’idolo dei tifosi dei Clippers, nonché il compagno ideale per Blake Griffin, che anche e soprattutto grazie a un’ottima intesa con CP3 compie passi da gigante nella strada verso la maturazione cestistica. Nel 2012-2013 prende parte per la sesta volta consecutiva all’All-Star Game – disputatosi in quel di Houston – in cui viene eletto MVP in virtù di una prestazione da applausi, con i suoi 20 punti e 15 rimbalzi risultati determinanti nel successo della selezione della Western Conference ai danni di quella della Eastern Conference (143-138). Ed è proprio Houston la prossima tappa di una carriera fin qui meravigliosa sotto tanti aspetti, ma con alcuni vuoti da colmare al più presto.

Chris Paul e Blake Griffin, efficace e spettacolare coppia per anni ai Clippers di Doc Rivers. (Fonte: www.businessinsider.com)

Uno su tutti riguarda il fatidico anello, con Paul che è uno dei pochi pezzi da novanta della lega a non averne mai messo in bacheca nemmeno uno, al pari del suo nuovo compagno di squadra James Harden e del suo grande amico Carmelo Anthony (unico dei “fantastici quattro” del Draft 2003, ossia LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh, a non aver ancora vinto un titolo NBA), attualmente in forza ai New York Knicks e al centro di voci di mercato che lo vorrebbero proprio vicino ai Rockets. Nella conferenza stampa di presentazione, il general manager Daryl Morey, il coach Mike D’Antoni e lo stesso Chris Paul si sono detti molto fiduciosi in vista della prossima stagione, pur consapevoli del fatto che strappare l’anello ai Golden State Warriors sarà tutt’altro che una passeggiata.

La coppia composta da James Harden e Chris Paul fa ben sperare i tifosi degli Houston Rockets in ottica titolo. (Fonte: deadseriousness.com)

Le premesse, però, sembrano essere ideali per una squadra che ha un roster competitivo e sente di poter competere per grandi traguardi all’insegna dell’umiltà e della determinazione. A Houston il titolo manca dal 1995, ossia dai tempi di Hakeem Olajuwon. Ventidue anni sono decisamente troppi, il momento sembra essere propizio e opportuno come non mai per puntare a compiere un’impresa che resterebbe impressa negli annali di questo sport. Rispetto all’anno scorso, gli uomini di D’Antoni non potranno disporre dell’effetto sorpresa, anche perché hanno vissuto un’annata stupenda ed è logico quanto scontato che i tifosi si aspettino qualcosa in più dopo l’arrivo di un’altra star assoluta del basket.

Chris Paul scherza con il suo nuovo allenatore Mike D’Antoni in conferenza stampa. (Fonte: wvalways.com)

I dubbi sulla coesistenza tra Paul – che ha chiuso la passata stagione con una media di 18,1 punti, 5 rimbalzi e 9,2 assist – e Harden li ha spazzati via in men che non si dica il buon D’Antoni (eletto poche settimane fa Coach of the Year), che si è mostrato piuttosto sicuro e convinto nell’affermare che i due si troveranno benissimo nel suo sistema di gioco e rappresenteranno due pedine imprescindibili, permettendo al coach italo-americano di gestire meglio le rotazioni, visto che  almeno uno tra i due presumibilmente rimarrà sul parquet in assenza dell’altro. Insomma, l’innesto del dieci volte All-Star Paul, voluto fortemente dallo stesso Harden, rappresenta il fiore all’occhiello di un mercato in cui i Rockets hanno recitato fin qui un ruolo di primo piano tra entrate ed uscite, aspettando che si muova qualcosa sul fronte Anthony.

La felicità sul volto del dieci volte All-Star Chris Paul nel corso del suo primo vero giorno da giocatore degli Houston Rockets. (Fonte: taiwannews.com.tw)

Houston sogna in grande, e in attesa di capire se il gap con le altre big – Golden State Warriors e San Antonio Spurs su tutte ad ovest, Cleveland Cavaliers ad est – si è davvero ridotto, quel che è certo è che ne vedremo delle belle e che i Rockets hanno un altro diamante in vetrina. Anche nella prossima stagione la filosofia cestistica dantoniana incanterà numerosi appassionati ed esalterà le qualità tecniche di James Harden e – in questo caso – Chris Paul? Nella zona rossa del Texas ci sperano fortemente, anche perché i due appaiono due giocatori in grado di mettere il loro indiscusso talento al servizio della squadra anche in coppia, al fine di raggiungere un obiettivo comune ed entrare ancora di più nella storia del basket made in USA.

Fonte foto in apertura: yourconroenews.com

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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