Supercoppa europea: Zidane batte Mou nella notte delle stelle

All’Arena Philip II di Skopje, capitale della Macedonia, va in scena il primo appuntamento degno di nota della nuova stagione calcistica europea, ossia la sfida tra il Real Madrid di Zinédine Zidane e il Manchester United di José Mourinho, incontro valevole per la Supercoppa europea, avendo i blancos vinto la scorsa edizione della Champions League e i Red Devils quella dell’Europa League, battendo rispettivamente Juventus e Ajax in finale. Ad aggiudicarsi il trofeo è la formazione spagnola, rivelatasi una vera e propria acchiappatutto incontentabile: per le merengues si tratta della terza Supercoppa europea vinta negli ultimi quattro anni, la quarta in generale. Decisive le reti di Casemiro e Isco tra la metà del primo tempo e l’inizio della ripresa, che hanno reso vano il tentativo degli inglesi di rientrare in partita, in virtù della rete di Lukaku poco dopo l’ora di gioco e di un forcing finale che non ha però prodotto i risultati sperati. Il mondo del pallone del Vecchio Continente era andato in vacanza con il Real Madrid sul tetto d’Europa e al suo ritorno le cose non cambiano: per ciò che concerne le finali, la formazione spagnola non si fa mai trovare impreparata, confermando ogni volta il suo eccezionale feeling col fascino dei titoli più importanti d’Europa e del mondo.

I giocatori del Real Madrid festeggiano la vittoria della Supercoppa europea, conquistata in seguito al 2-1 rifilato al Manchester United a Skopje. (Fonte: sport.sky.it)

Se da un lato c’è un Real Madrid che ormai da anni recita un ruolo di primo piano a livello europeo (come del resto ha spesso e volentieri fatto nel corso della sua più che gloriosa storia), dall’altro, invece, c’è un Manchester United che dopo aver sofferto parecchio l’addio del suo storico condottiero sir Alex Ferguson sta tornando gradualmente ai fasti di un tempo, come dimostra la recente vittoria dell’Europa League, che ha rilanciato notevolmente a livello continentale l’immagine di un club ricco di storia e tradizione. Tra le scelte dei due allenatori spicca quella di Zidane di tenere fuori dall’undici titolare Cristiano Ronaldo, Pallone d’oro 2016 e grande ex della serata: la condizione fisica di CR7 non è delle migliori, ragion per cui Zizou preferisce preservarlo almeno per la prima parte del match, un lusso che soltanto chi allena uno squadrone del calibro del Real Madrid può permettersi. Il peso dell’attacco delle merengues ricade dunque sulle spalle di Gareth Bale, obiettivo di mercato proprio del Manchester United e accostato recentemente anche al Chelsea di Conte. Insieme al gallese ci sono anche Karim Benzema e Isco, che già lo scorso anno è stato preferito innumerevoli volte da Zidane a James Rodríguez, ceduto al Bayern Monaco di Ancelotti nel corso di questa sessione di mercato. In mezzo al campo trova posto l’ormai consueto tridente composto da Modrić, Casemiro e Kroos. Sorprende anche la scelta di Mourinho, che si affida alla difesa a quattro e non a tre, con Valencia, Lindelöf, Smalling e Darmian a protezione della porta difesa da de Gea. In attacco, invece, spazio al neoacquisto Lukaku, supportato da Mkhitaryan e Lingard.

I blancos, in tenuta nera in occasione della sfida col Manchester United, mettono in bacheca la loro quarta Supercoppa europea di sempre. (Fonte: tuttosport.com)

Dopo nemmeno due minuti di gioco il Real Madrid ha già un’ottima occasione da rete, con Bale che da due passi non riesce a battere de Gea sugli sviluppi di un cross dalla sinistra di Marcelo, abile con le sue sgroppate a seminare il panico sulla corsia mancina. Sin dalle prime battute del match gli spagnoli mettono in apprensione la retroguardia dello United, che viene spesso chiamata in causa. Sale poi in cattedra Casemiro, con il centrocampista brasiliano che prima colpisce di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo e trova la traversa a negargli la gioia del gol, poi va a segno con una formidabile spaccata su suggerimento di Carvajal a circa venti minuti dal termine della prima frazione di gioco. L’ex Porto beffa la difesa inglese e fulmina inevitabilmente de Gea, che non può fare praticamente nulla per impedire al pallone di entrare in porta. Dopo aver sbloccato la contesa, il Real non si accontenta e continua a tenere il piede ben piantato sull’acceleratore, consapevole del fatto che – soprattutto in appuntamenti del genere – una distrazione di troppo può risultare fatale. Dopo cinque giri di lancette arriva il momento del cooling break, ossia un time-out refrigerante, una pausa di tre minuti per dissetarsi e rinfrescarsi, ma anche per valutare determinate situazioni e prendere le contromisure. In questo senso, nell’ultimo quarto d’ora di gioco del primo tempo il Manchester United mostra maggior grinta e spirito di sacrificio rispetto alla prima mezz’ora, pur non riuscendo a riaprire la gara con un colpo di testa di Lukaku parato agevolmente da Navas.

Casemiro esulta insieme al connazionale Marcelo dopo aver sbloccato il match tra il suo Real Madrid e il Manchester United. (Fonte: oasport.it)

In avvio di ripresa il copione è pressoché identico a quello recitato da entrambe le squadre per gran parte del primo tempo, con il Real Madrid col pallino del gioco in mano e il Manchester United costretto a fare gli straordinari per tenere testa alle numerose sortite offensive dei blancos. Gli uomini di Zidane impegnano la retroguardia inglese con un tentativo pericoloso di Kroos da fuori area, su cui de Gea si oppone con un intervento da applausi, poi con Marcelo che colpisce l’esterno della rete. È soltanto il preludio al gol del raddoppio, che arriva dopo poco meno di dieci minuti di gioco del secondo tempo e porta la firma di Isco, uno dei giocatori maggiormente rivitalizzati da quando Zidane si è insediato sulla panchina del Real Madrid: l’ex Málaga scambia alla grande con Bale, prima di battere il connazionale de Gea con un piatto destro da posizione ravvicinata che non lascia scampo al portiere titolare della Nazionale spagnola. Poco dopo Pogba e Lukaku gettano alle ortiche una ghiotta occasione da rete, con il centrocampista francese che non riesce ad essere incisivo sotto porta e il centravanti belga che calcia alto sulla risposta tutt’altro che impeccabile di Navas.

Gareth Bale con Isco, autore del gol del momentaneo 2-0 per il Real Madrid nei primi minuti del secondo tempo. (Fonte: indianexpress.com)

Nel frattempo il Real Madrid continua ad attaccare, con Bale che colpisce il palo a tu per tu con de Gea, quindi i Red Devils tornano in corsa grazie a Lukaku, bravo a riscattare l’errore precedente insaccando da pochi passi dopo una respinta di Navas su una conclusione potente di Matić dalla distanza. Nel finale Rashford si rivela una freccia in più per l’arco di Mourinho, ma il giovane jolly inglese sfiora soltanto il gol del pareggio, con Navas che stavolta si oppone alla grande. Zidane getta nella mischia Cristiano Ronaldo, che ha modo di ritrovare da avversario la sua ex squadra, ma il fuoriclasse portoghese trova appena il tempo di tirare fuori un calcio di punizione in pieno recupero. Né CR7 né Asensio riescono ad archiviare la pratica, mentre lo United spreca un’importante chance con Fellaini, che di testa non riesce a battere Navas. Finisce dunque 2-1 per il Real Madrid, con Zidane che conquista il suo sesto trofeo da allenatore, tutti e sei alla guida delle merengues, e Mourinho che torna a casa a mani vuote, situazione che gli è capitata davvero poche volte – una delle quali proprio in Supercoppa europea, che non ha mai vinto – nel corso della sua straordinaria carriera da allenatore.

Fonte foto in apertura: forzaroma.info

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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