Storie dal Sud America: Maxi Gomez

Dai monti brasiliani della catena rocciosa Sierra Geral, scende e attraversa la cuenca de La Plata il Rio Uruguay. Un fiume di 1650 chilometri che segna per lunghi tratti il confine tra Argentina e Uruguay, prima di riversarsi nel Rio de La Plata.

Sulle sponde del Rio Uruguay si sono evolute diverse città e in una di queste Maximiliano, un ragazzino un po’ irrequieto, sognava ad occhi aperti. Marinava la scuola pur di tirare un calcio ad un pallone assieme ai suoi amici. Incosciente di quanto gli stava per succedere, a quindici anni aveva già esordito con una squadra della sua Paysandù, città in cui è nato nel 1996.

Ma si trattava solo della quarta categoria uruguaiana. Maximiliano, dunque, a 17 anni, prende uno zaino e va a Montevideo per una settimana. Una prova con il Defensor  Sporting in cui dare tutto se stesso per realizzare il suo sogno e diventare come il suo idolo Suarez, nato anche lui sulle sponde del Rio Uruguay a Salto, non distante da Paysandù.

Il provino di 7 giorni va bene. Maxi – chiamato cosi per via del suo fisico massiccio – è stato preso nel settore giovanile della Violeta, uno dei club più prestigiosi dell’Uruguay. Lontano da casa, con il suo carattere poco mansueto, Maximiliano deve fare i conti con la distanza dalla propria famiglia. Prima di allora non si era mai spinto cosi lontano, ma tutta quella nostalgia veniva cancellata dai trionfi ottenuti in campo.

Vince consecutivamente il campionato nazionale sub-17 e quello sub-19 e a settembre del 2015 viene convocato per la sfida di Copa Sudamericana contro l’Universitario. Per viaggiare in Perù è costretto a prendere l’aereo per la prima volta nella sua vita e a farsi il passaporto. La settimana successiva, nella gara di ritorno disputata al Franzini, arriva l’esordio tra i professionisti.

In poco tempo guadagna il posto da titolare, conclude la stagione 2015/2016 con 14 gol, mentre nel torneo di Transicion del secondo semestre del 2016 mette a segno 4 reti. Il piccolo Maxi – che tanto piccolo non è a veder bene i suoi 186 centimetri moltiplicati per 87 chili – nel 2017 matura definitivamente. Con i suoi 12 gol in 13 partite trascina il Defensor fino alla vittoria dell’Apertura.

Ora che il suo sogno è diventato realtà ed è pronto a rifare lo zaino e a volare verso l’Europa, destinazione Vigo.

Fonte foto apertura: Ovación Digital

Lorenzo D' Aloia

Passione per lo sport nata all'età di tre anni, quando in braccio alla nonna guardavo il giro d'Italia, maturata negli anni, scoprendo la passione per calcio, basket e motori. Innamorato di quelle curve calde, colorate e passionali come quelle sudamericane.

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