Sir Safety Perugia: storia di una società predestinata e vincente

Quando in sedici anni passi dalla Serie C alla Serie A1 e ottieni risultati sin dal primo anno in questa categoria, vuol dire che sei un predestinato e che il tuo posto è semplicemente quello. La Sir Safety Conad Perugia, ha fatto proprio questo e sin dalla prima stagione di A1 si è fatta conoscere subito dagli avversari, centrando il sesto posto in Regular Season e la qualificazione ai play-off. Quello è stato il preludio alle finali disputate nelle stagioni successive e che hanno visto come apice il successo in Supercoppa Italiana. Un punto di partenza per la nuova stagione e che ora vede la Sir tra le big italiane.

DALLA FONDAZIONE ALLA SERIE A 1 – La Sir volley, viene fondata nel 2001 a Bastia Umbra, al posto della squadra cittadina che era fallita e come quella disputa il campionato di Serie C. nelle stagioni 2003/04 e 2004/05, la Sir volley, ottiene due promozioni di fila, passando dalla Serie C, alla Serie B1. Dopo qualche anno di assestamento, nel luglio 2010, la squadra viene ripescata in A2, dopo aver perso la finale per la promozione e nella stessa estate cambia nome, diventando Sir Safety Umbria Volley. Cambia anche la città: da Bastia Umbra si va a Perugia. Anche qui, un anno di assestamento, con la salvezza conquistata dopo i play-out e nella stagione 2011/12, arriva il salto tra i grandi; la Sir vince il campionato di A2 e viene promossa direttamente in A1. Su questo successo c’è una firma prestigiosa: quella di Nemanja Petric.

SBAGLIANDO SI IMPARA – Petric rimarrà a Perugia, altri due anni: il tempo per giocarsi le prime finali della carriera italiana – scudetto e Coppa italia – perdendole entrambe. Un doppio 3-1, che non scalfisce le ambizioni di Perugia, ma che serve a far crescere gli umbri, prima come società e poi come squadra. Da quel momento la Sir vuole stare stabilmente tra i grandi, vuole tornare a giocare partite come quelle perse e cosi anno dopo anno, inizia una crescita costante: arrivano giocatori sempre più forti e i traguardi prima o poi, saranno una logica conseguenza. Questo si evince, guardando i roster di Perugia, dal 2012 al 2017. Infatti dopo il primo anno di Serie A, nel 2013, arrivano altri due serbi, un palleggiatore dalla Stella Rossa, Mitic e uno schiacciatore Cupkovic. Questi vanno a formare una vera e propria colonia serba, composta dal coach Slobodan Kovac, dal capitano Goran Vujevic e dallo stesso Nemanja Petric. Sempre nello stesso anno, arrivano da Trento Dore Della Lunga e Simone Buti, da Vibo Valentia: entrambi faranno parte della Sir fino al 2017, quando Buti saluterà tutti per andare a Milano. Della Lunga è ancora li e si coccola la Supercoppa, insieme ai suoi compagni.

L’estate 2014, è quella dei cambiamenti e dell’ulteriore step di crescita. Persi entrambi i trofei in finale, è tempo di rinnovare il roster e si parte, indebolendo la concorrenza e una squadra che nella stagione precedente, ha tolto a Perugia proprio la Coppa Italia. Da Piacenza arriva Luciano De Cecco, l’attuale palleggiatore e capitano della Sir, mentre da Milano arriva il tedesco Chris Fromm, oltre ad un giovane russo che presto sarà naturalizzato italiano: Alexander Atanasijevic. Salutano invece Petric e Cupkovic. Nel 2014/15, la Sir disputa la sua prima Champions League, mentre viene eliminata da Trento sia in semifinale di Coppa Italia, che nei play-off e sempre con il risultato di 3-1. Un destino beffardo, con Perugia eliminata sempre per mano di una squadra, come in questo caso e come nella stagione successiva, quando sarà Modena a toglierle lo scudetto, come la Coppa Italia: anche in questo caso la Sir viene eliminata in semifinale. Ma questo è l’anno in cui viene costruita la base del successo di oggi: arrivano Kaliberda, Birarelli e Aaron Russel, che come i compagni guardano alzare il tricolore a Ngapeth e all’ex Petric; Modena è troppo forte e in finale scudetto si impone per 3-0.

Dopo questa sconfitta a Perugia, capiscono che non è più tempo di colonie e cosi salutano i tedeschi Fromm e Kaliberda e dopo un’altra sconfitta con Modena in Supercoppa Italiana, viene esonerato anche il tecnico Kovac tornato l’anno prima. In estate torna Mitic e arrivano Berger, Podrascanin e soprattutto lo zar: Ivan Zaytsev.

LE ULTIME SCONFITTE  E LA PRIMA VITTORIA – Perugia cambia volto, con l’arrivo di Lorenzo Bernardi in panchina. Il tecnico italiano, alla prima vera esperienza da coach da una mentalità e soprattutto un gioco diverso ai suoi. Piccoli cambiamenti che danno grandi risultati e che fanno ben sperare nel futuro, perchè se la Sir perde nettamente la finale di Champions – 3-0 dallo Zenit Kazan – ed esce in semifinale ai play-off, ancora contro Trento, in compenso acquisisce una mentalità da grande squadra e il gruppo capisce che presto arriverà il momento della vittoria; ed eccolo qua: 8 ottobre 2017, 3-1 alla Lube e Supercoppa in bacheca.

La gioia per il successo, per la crescita e per il lavoro svolto fin qui sta tutta nella faccia del presidente Gino Sirci a fine partita; uno di quelli che è partito nel 2001 da Bastia Umbra e che dopo cinque partecipazioni ai play-off, in cinque stagioni di Serie A1, sogna finalmente lo scudetto.

 

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