Appunti di Serie A: la grazia di Luis Alberto, l’Inter cinica e il cuore dell’Atalanta

Turno di campionato archiviato, facciamo due chiacchiere sugli spunti più interessanti che questa giornata ci ha offerto. Sarà una settimana utile per le compagini italiane in modo da recuperare giocatori infortunati o non ancora al meglio della forma. Quest’oggi, però, saranno tre i nuclei fondamentali del nostro articolo, corrispondenti anche a tre delle squadre più costanti e organizzate di questo inizio stagione.

Dell’Inter e della possibilità di vedere i nerazzurri in zona Champions già ne avevamo discusso qualche settimana fa. Miglior difesa del campionato con soli tre gol al passivo, solo un pareggio contro il Bologna e stessi punti della Juventus. A vedere la classifica si direbbe che i ragazzi di Spalletti hanno pieno diritto a sognare lo Scudetto. La realtà, invece, mostra una squadra cinica e – a tratti – esageratamente concreta. Fortunata (5 pali subiti, uno ieri sul punteggio di 1-2) e impermeabile in difesa. Ma anche in questo caso la sottile linea tra vittoria e sconfitta la fa da padrone. Perché l’Inter latita di un vero e proprio gioco, fa fatica ad imporre una netta supremazia e vive delle fiammate dei propri campioni, Icardi e Perisic in testa. In queste prime sette giornate i nerazzurri hanno vinto contro una Fiorentina a cantiere aperto, il Crotone, le neopromosse Spal e Benevento e un Genoa in palese difficoltà e attualmente penultimo. La vittoria contro la Roma, alla seconda di campionato, è arrivata grazie alla furbizia e alle zampate del puntero argentino dopo che i giallorossi avevano dominato per 70 minuti colpendo anche due legni. Insomma, non banalizzo i 19 punti fin qui acquisiti dalla banda di Spalletti, ma i veri banchi di prova arriveranno tra qualche settimana: derby, Napoli e Sampdoria saranno tre sfide interessanti che ci faranno capire quanto questa Inter possa stare in alto.

L’esultanza dei giocatori dell’ Inter – Inter-Fiorentina – 1a giornata serie A 2017-18

Cambiamo discorso. Ora vorrei spendere due parole su un calciatore spagnolo, letteralmente on fire in questo inizio di stagione. Gioca nella Lazio tutta grinta e spettacolo di Simone Inzaghi: ladies and gentlemen, Luis Alberto Romero Alconchel. Difficile identificare correttamente il ruolo ritagliatogli da lui dall’allenatore italiano. Trequartista? Centrale di centrocampo? Mezzapunta? La sua parabola ascendente comincia contro i campioni d’Italia in finale di Supercoppa: è autoritario, tecnicamente sopraffino, di suola e di corsa, rincorre pure gli avversari. Ma è solo l’inizio. Prende per mano la Lazio, si tinge di biondo il ciuffo e inanella prestazioni di spessore, giocate di livello superiore. Va a segno contro il Milan di Montella, si ripete proprio ieri, contro il Sassuolo: una punizione di assoluta bellezza infilata là dove il portiere non ci arriva mai, là per “togliere la ragnatela”, e poi un tocco di suola e un tiro da rivedere in infinite gif. La rinascita è iniziata in ritiro ad Auronzo e ha preso una notevole accelerata dopo le partenze di Biglia e Keita e l’infortunio ad Anderson. Inzaghi si è fidato dell’ex Liverpool, comprato a 5 milioni per sostituire Candreva e completamente assente dai radar biancocelesti la scorsa stagione. Ha chiesto di andarsene mesi fa perché non riusciva ad esprimere il suo potenziale, ma ora non ci sono più ragioni per lasciare la Capitale. Ora, Luis Alberto si è preso la Lazio. 

Concludiamo questo episodio esaltando la prova offerta dall’Atalanta contro la Juventus. Sotto di due gol, la banda di Gasperini è riuscita a pareggiare il match rimontando i bianconeri. L’ultima rimonta subita da Dybala e compagni risaliva addirittura allo scorso aprile e indovinate che squadra c’era dall’altra parte. Sì, proprio l’Atalanta, ancora a Bergamo. Il supporto dei tifosi bergamaschi si è dimostrato come al solito di un altro livello e ha dato una carica notevole anche ai giocatori nerazzurri. Oltre a ciò è da sottolineare l’intensità e l’organizzazione difensiva della squadra: Dybala è stato completamente eclissato, Mandzukic non è riuscito a far risaltare la propria fisicità e Higuain – a parte il gol – non è mai riuscito a calciare in porta. Insomma, onore all’Atalanta, al calcio e all’amore dei tifosi per questo sport. Alla VAR e alle moviole, almeno una volta, non pensiamoci.

Redazione

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