Serie A Story 1988-1989: l’Inter del Trap conquista il Tricolore, la Fiorentina lancia la B2 e Serena si laurea capocannoniere

Nono appuntamento con la rubrica di Voci di Sport Serie A Story: la penultima tappa del nostro lungo e appassionante viaggio è la stagione 1988-1989, un anno di svolta per il calcio italiano. Da quest’annata, infatti, è possibile tesserare un terzo giocatore straniero e sono tanti i nomi suggestivi che sbarcano nella penisola.

L’Inter di Trapattoni rinforza la rosa in estate con gli arrivi di Lothar Matthäus, Andreas Brehme, Nicola Berti, Alessandro Bianchi e Ramón Díaz. (Fonte: it.wikipedia.org)

Il Milan completa il trio delle meraviglie olandese con l’innesto di Frank Rijkaard, che va ad aggiungersi ai connazionali van Basten e Gullit, mentre il Napoli si rinforza con l’arrivo del brasiliano Alemão. In casa partenopea arrivano anche Fusi e Crippa, mentre salutano Bagni, Giordano e Garella, protagonisti del Tricolore del 1987. La Juventus riparte dalla guida tecnica di Dino Zoff, affiancato dall’altra ex bandiera Gaetano Scirea: il tandem piace ai tifosi bianconeri, che sognano in grande. Sul mercato la Vecchia Signora puntella la rosa con gli acquisti del portoghese Rui Barros e del sovietico Oleksandr Zavarov, il primo calciatore nato nell’Unione Sovietica a militare nel nostro campionato. La Fiorentina, invece, preleva il giovane talento Stefano Borgonovo dal Milan, che va a formare una promettente coppia d’attacco con Roberto Baggio (i due realizzeranno rispettivamente 14 e 15 reti), con i viola che acquistano anche l’esperto bomber Roberto Pruzzo dalla Roma. I giallorossi lo rimpiazzano con il giovane centravanti del Cesena Ruggiero Rizzitelli e prendono anche l’ala brasiliana Renato Portaluppi. Tra i tanti altri stranieri che arrivano in Italia, spiccano quelli di Ruben Sosa, prelevato dalla Lazio, e Claudio Caniggia, su cui punta il Verona, ma non sono da meno Müller, scelto dal Torino, i serbi Cvetković e Arslanović, rinforzi dell’Ascoli, il belga Demol, passato al Bologna, e l’olandese Mario Been, colpo del Pisa. Suscita clamore anche l’addio all’Inter di Spillo Altobelli, che dopo undici anni trascorsi in nerazzurro passa alla Juventus, con i bianconeri sperano che il colpo si riveli efficace come avvenne qualche anno prima con Boninsegna.

La Fiorentina si affida alla B2, la coppia d’attacco composta da Roberto Baggio e Stefano Borgonovo: i due mettono a segno 29 gol, di cui 15 il primo e 14 il secondo. (Fonte: it.wikipedia.org)

Dopo aver assistito alla bella cavalcata dell’Italia di Azeglio Vicini agli Europei disputatisi in Germania Ovest – con gli azzurri capaci di qualificarsi da imbattuti nel girone con i padroni di casa tedeschi, la Spagna e la Danimarca, per poi arrendersi soltanto in semifinale al cospetto dell’URSS (sconfitta in finale dall’Olanda a Monaco di Baviera) – i tifosi italiani tornano a soffermarsi sulle vicende del campionato più bello ed elettrizzante al mondo. Il via è fissato per il 9 ottobre 1988, in virtù delle Olimpiadi di Seul disputatesi a settembre, e si parte subito nel segno delle novità: da questa stagione, infatti, saranno nuovamente 18 le squadre a comporre il torneo e non più 16, come nei precedenti ventuno anni, e retrocederanno le ultime quattro della classe. Tra le favorite spiccano inevitabilmente il Milan campione in carica e il Napoli di Ottavio Bianchi, ma la squadra che sembra avere una marcia in più è l’Inter. Gli uomini di Trapattoni si guadagnano la testa solitaria della classifica già alla quinta giornata, dopo aver ottenuto quattro successi contro Ascoli (1-3 in trasferta), Pisa (4-1 in casa), Roma (2-0 in casa) e Sampdoria (1-0 in casa) e un pareggio per 0-0 a Verona. Le uniche squadre che appaiono in grado di tenere testa ai nerazzurri sono il Napoli e i cugini del Milan, che si portano rispettivamente a due e una lunghezza di distacco dalla capolista.

Aldo Serena realizza il gol decisivo nel derby della Madonnina vinto 1-0 dall’Inter ai danni del Milan l’11 dicembre 1988. (Fonte: it.wikipedia.org)

Insieme a loro ci sono anche Juventus e Sampdoria, ma l’Inter è un’altra cosa e lo dimostra nel derby dell’11 dicembre, quando un gol dell’uomo delle stracittadine Serena affossa le residue speranze rossonere di tenere il passo dei nerazzurri e mette bene in chiaro la grande forza del collettivo guidato dal Trap. Il Napoli di Maradona prova a contendere loro il primato, dopo aver già vinto la lotta Scudetto due anni prima, ma la situazione non cambia nemmeno dopo lo scontro diretto del 15 gennaio 1989 in programma al San Paolo, dove ai padroni di casa non basta la spinta energica del proprio caloroso pubblico per battere l’Inter: finisce 0-0. Nelle tre giornate successive la capolista vince in casa contro Lazio (1-0) e Torino (2-0) e pareggia a Bergamo per 1-1 con l’Atalanta, laureandosi campione d’inverno il 5 febbraio. La settimana successiva i ragazzi di Trapattoni cadono per 4-3 in casa della Fiorentina e il Napoli, dal canto suo, batte 3-2 il Como tra le mura amiche, portandosi a una sola lunghezza dai nerazzurri. La situazione, però, non fa altro che motivare ulteriormente l’Inter, che vince le prime otto gare del girone di ritorno, pareggia 0-0 nel derby della Madonnina e 1-1 al Comunale con la Juventus, per poi spazzare via il Bologna con un pirotecnico 6-0 e, soprattutto, imporsi per 2-1 contro il Napoli al Meazza il 28 maggio, conquistando così il suo Tricolore numero tredici. A decidere il match sono l’autogol di Fusi e la punizione in extremis messa a segno da Matthäus, che ribaltano l’iniziale vantaggio partenopeo ad opera di Careca.

La rosa dell’Atalanta capace di centrare un’insperata quanto storica qualificazione in Coppa UEFA nella stagione 1988-1989. (Fonte: it.wikipedia.org)

Annata da incorniciare per l’Atalanta, che grazie agli svedesi Strömberg e Prytz e al centrocampista ex Juventus Cesare Prandelli raggiunge contro ogni pronostico un ottimo sesto posto finale, che vale l’approdo in Coppa UEFA. All’ultima giornata la Roma aggancia la Fiorentina a quota 34 punti e le due squadre si affrontano in uno spareggio a Perugina per stabilire chi approderà all’edizione seguente del torneo: i giallorossi vengono sconfitti grazie a un gol dell’ex bomber della formazione capitolina Roberto Pruzzo, che regala ai viola una vittoria fondamentale. Volano in Coppa dei Campioni, invece, Milan e Juventus, che si piazzano rispettivamente terzo e quarta: i rossoneri vengono trascinati dai gol del solito Marco van Basten. Il Cigno di Utrecht realizza ben 19 reti, risultando – a pari merito con il centravanti brasiliano Careca del Napoli – il secondo miglior realizzatore del campionato, alle spalle del capocannoniere Aldo Serena, bomber dell’Inter campione d’Italia con 22 gol, tutti su azione. Per ciò che concerne la lotta salvezza, invece, a fare compagnia a Pisa e Como in cadetteria sono il Pescara e, a sorpresa, anche il Torino, che scende di categoria dopo ben trent’anni trascorsi in massima serie.

Matthäus e Maradona in azione durante il match tra Inter e Napoli del 28 maggio 1989, in cui i nerazzurri si impongono per 2-1 e conquistano il loro tredicesimo Scudetto. (Fonte: ilnerazzurro.it)

Riescono a centrare la salvezza, invece, Lazio, Verona, Ascoli, Cesena e Bologna, mentre stupisce il Lecce, che conclude il campionato al nono posto: i pugliesi mettono in mostra l’esperto portiere Terraneo, il prolifico centravanti argentino Pedro Pablo Pasculli e il giovane e talentuoso centrocampista pugliese Antonio Conte. Il 7 giugno il Napoli batte la Sampdoria per 1-0 al San Paolo nella finale d’andata di Coppa Italia grazie a un gol di Renica, ma è un successo illusorio: nel match di ritorno, disputatosi esattamente tre settimane dopo a Genova, i blucerchiati riescono a imporsi con un netto 4-0, mandando in gol Vialli – capocannoniere della competizione con ben 13 reti – Cerezo, Vierchowod e Mancini dal dischetto. Nel mezzo, la formazione doriana guidata da Vujadin Boškov sfiora l’accoppiata in Supercoppa italiana, ma in questo caso è costretta ad arrendersi allo straripante Milan di Sacchi, che rimonta l’iniziale vantaggio siglato da Vialli grazie alle marcature di Rijkaard, del giovane prodotto del vivaio Mannari e di van Basten su rigore, mettendo in bacheca la prima edizione del trofeo.

Fonte foto in apertura: it.wikipedia.org

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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