Rottura Watford-Mazzarri: non solo una questione di dialogo

In Italia la chiamiamo “quota salvezza”; in Inghilterra, invece, “the magic forty” – la magica quarantina, per chi non mastica molto le lingue, compreso il sottoscritto. Fantasia degli inglesi a parte, la sostanza è sempre quella: salvarsi nella massima serie della propria federazione è  l’obiettivo tutt’altro che poco prestigioso per quelle società che, vuoi per una storia non proprio vincente, vuoi per un budget non proprio da big, concorrono semplicemente per permanere nel campionato di riferimento. Talvolta si regalano sorprese, tante altre stagioni anonime. L’importante, insomma, è mantenere la categoria.

A riuscire in questa “piccola” impresa, quest’anno anche uno degli esportatori del made in Italy d’oltremanica: Walter Mazzarri. Il Watford guidato dal tecnico toscano ha raggiunto la salvezza in modo abbastanza agevole (a 6 giornate dal termine ndr.) e passando per vittorie prestigiose contro United, Everton e Arsenal ha dato prova di grande carattere per tutta la stagione. Obiettivo raggiunto, onori della cronaca e tutti felici. O forse no. Perché il Walterone nazionale, nonostante l’annata condotta nel migliore dei modi per i mezzi a disposizione, non sarà più l’allenatore delle hornets. Per molti media, soprattutto italiani, una vera sorpresa. Per altri, più informati sul campionato di Premier League e i propri contorni, un po’ meno.

Lo staff di Walter Mazzarri – Fonte foto: todaysport

A poche ore dalla conferma del club sull’avvenuta risoluzione contrattuale, gli articoli e i servizi sui presunti motivi dell’addio hanno fatto il giro del web. Piccole e veloce sunto: per tutti il problema principale sarebbe la lingua. Mentre i vari Conte, Ranieri o Mancini – solo per citarne alcuni – sono stati apprezzati sin da subito per uno studio della lingua portato sul campo, il buon Mazzarri non ha fatto proprio lo stesso, mostrandosi in grande difficoltà tra mix zone, indicazioni durante le partite e conferenze stampa. Il tutto è stato poi condito dal tweet del noto giornalista del Daily Mirror John Cross, che tradurremo per l’occasione (forse la migliore per usare Google translate, direbbe qualcuno): “Walter Mazzarri è un insulto alla Premier League. È in Inghilterra da un anno e non si è preoccupato di imparare l’inglese”.

Dilemma risolto e tanti saluti. Ma la lingua è solo la punta dell’iceberg. A non gradire l’ex Napoli, nonostante gli eccellenti risultati esaltati anche da ex calciatori come Shearer e Lampard, sarebbero in primis i tifosi. Gioco poco esaltante e eccessivo tatticismo le principali cause. Certo scappa una sonora risata se si pensa ai tecnici che hanno raggiunto lo scudetto negli ultimi 5 anni: i già citati Conte, Ranieri e Mancini hanno vinto campionati passati alla storia proprio grazie a quel gioco all’italiana tanto lontano dal calcio inglese quanto efficace se applicato in Premer League. Eppure Mazzarri grazie a questi classici mezzi made in Italy, ha conquistato il massimo conquistabile da questa rosa. Ma i tifosi son fatti così e su questo c’è poco da fare.

Walter Mazzarri con Troy Deeney – Fonte foto: Dailystar 

Ma la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe di tutt’altra natura e porterebbe il nome di Troy Deeney, capitano del Watford e beniamino dei propri tifosi – che magari non hanno avuto da ridire solo sul gioco, si penserebbe. La stampa inglese, infatti, pare abbia ipotizzato a più di qualche diverbio tra il tecnico e l’attaccante di Birmingham, causati dalla poca attenzione per la linea da perfetto atleta di quest’ultimo e dal rigore per la vita calcistica ed extracalcistica pretesa dal primo (e non andata giù, di conseguenza, allo stesso Deeney). Qualche panchina data per punizione sarebbe bastata a Mazzarri per perdere totalmente il controllo dell’intero spogliatoio, che in difesa del proprio capitano, avrebbe fatto un “aut-aut” alla società, costretta a scegliere il “bene superiore” e, di conseguenza, a procedere per l’addio al tecnico che ne ha valorizzato la rosa. E adesso? In arrivo dall’Hull City ci sarebbe il tecnico portoghese Marco Silva, mentre per il nostro Mazzarri si avvicinerebbero le sirene di altri club di Premier, affascinati dal suo lavoro e da quel giocoall’italiana” tanto amato e odiato in Inghilterra.

Fonte foto in apertura: dailymirror.co.uk

Francesco Mascali

Nato a Catania nel 1997, si diploma presso il Liceo Scientifico Concetto Marchesi per intraprendere, l'anno successivo, gli studi universitari presso la facoltà di Giurisprudenza. Amante di Formula 1 e MotoGP, tifoso sfegatato di Juventus e Catania, le sue passioni più grandi sono i motori e il calcio. Dopo aver giocato nei campi di tutta sicilia, decide di intraprendere la carriera giornalistica all'età di 17 anni. Nel 2014/2015 si occupa della primavera del Catania per Maintalents, mentre nel settembre del 2015 approda per le testate con la quale collabora attualmente: Voci di Sport e Voci di Città.

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