NBA: rimonta per i Rockets, ai Thunder non basta un super Westbrook

La leadership è un fattore fondamentale, soprattutto in uno sport come il basket, dove spesso e volentieri la mentalità e l’atteggiamento sono più influenti delle doti tecniche. Ne sanno qualcosa gli Oklahoma Thunder, che in gara-1 in casa degli Houston Rockets si erano arresi senza se e senza ma in virtù soprattutto della prova a dir poco opaca della loro punta di diamante, ossia Russell Westbrook, protagonista in negativo in una serata decisamente da dimenticare per i suoi. Il paradosso, però, è che i Thunder hanno ben poco da festeggiare anche in una partita in cui il playmaker di Long Beach ha centrato l’ennesimo grande traguardo della sua carriera, mettendo a referto 51 punti, 13 assist e 10 rimbalzi.

Russell Westbrook protagonista nel bene e nel male per i suoi Thunder: dopo una tripla doppia da urlo, il playmaker si rivela piuttosto evanescente nel quarto quarto. (Fonte: presstv.ir)

Si tratta di un record mai riuscito a nessuno prima d’ora nei playoff di Nba e fino a poco fa detenuto da Oscar Robertson da ben cinquantacinque anni, ma che non basta a dare la vittoria ai suoi Thunder, sconfitti per 115-111 in quel di Houston al quarto quarto. I padroni di casa sono ora a metà dell’opera: agli uomini di Mike D’Antoni, infatti, bastano altre due vittorie. Il loro successo dimostra una cosa straordinariamente importante e scontata quanto spesso sottovalutata: il gruppo fa la differenza. Quella dei Rockets è la vittoria della compattezza, dello spirito di squadra e di un collettivo che rema in un’unica direzione, mentre per i Thunder è la disfatta che prova che anche avere un fenomeno dalla perfezione pressoché rara qual è Russell Westbrook può non essere sufficiente per togliersi delle soddisfazioni. E – come se non bastasse – c’è un’altra statistica che contribuisce ad aumentare e non poco il malumore del club di Oklahoma: soltanto in 17 occasioni su 277 una squadra sotto di 2-0 in una serie è riuscita a ribaltare il punteggio.

Russell Westbrook ha messo a referto ben 51 punti, 13 assist e 10 rimbalzi, ma non è bastato ai suoi Thunder per avere la meglio sugli Houston Rockets in gara-2. (Fonte: welcometoloudcity.com)

Westbrook, spinto dalla voglia di riscatto dopo la deludente prestazione offerta in gara-1, prende subito per mano i suoi e nel primo periodo ammutolisce il Toyota Center di Houston con una prova magistrale, con 12 punti a referto e numerosi assist vincenti per i compagni. I Rockets sono scossi dall’avvio arrembante degli ospiti e vanno addirittura in svantaggio di 13 punti, per poi raddrizzare leggermente le cose grazie all’apporto dei giocatori subentrati, in particolar modo Lou Williams, che segna 8 punti, di cui tre triple, è porta i texani a -9 dagli avversari prima del termine del primo quarto, ma risulta fondamentale anche l’apporto del brasiliano Nenê. Nel secondo quarto Beverley e Williams portano i Rockets a una sola lunghezza dai Thunder, che però si aggrappano ancora una volta al loro straripante trascinatore, Russell Westbrook. Il classe ‘88 segna altri 10 punti e si porta a quota 22 punti effettuati in serata al termine del primo tempo.

Patrick Beverley contende il possesso della palla a Russell Westbrook, a tratti incontenibile nei primi tre quarti. (Fonte: chron.com)

Nel terzo quarto la situazione resta pressoché invariata, con un Westbrook a dir poco decisivo ed efficace, ma nel finale i Rockets si rimettono in carreggiata grazie al solito James Harden (8 punti per lui, 35 in totale in gara -2 e 18/20 ai tiri liberi) e all’apporto di Lou Williams (21 punti) ed Eric Gordon (22 punti per la guardia, di cui ben 11 nel quarto periodo), per poi riuscire a ribaltare definitivamente la situazione nel quarto quarto, approfittando del progressivo calo di Westbrook testimoniato dai deludenti 4/18 al tiro dal campo e 1/7 al tiro da tre (anche questo è un record, seppur negativo: nessuno prima di lui aveva sbagliato così tanti tiri in un quarto periodo di una gara dei playoff di NBA), nell’ultimo periodo, numeri decisamente impietosi rispetto a quelli totalizzati nei primi tre quarti (13/25 al tiro).

James Harden non delude le attese: la guardia dei Rockets segna 35 punti e risulta ancora una volta impeccabile. (Fonte: us.blastingnews.com)

Niente da fare, dunque, per i Thunder, che hanno pagato a caro prezzo una prestazione collettiva a dir poco discutibile, con Westbrook rivelatosi una mosca bianca in un gruppo incapace di tenere testa all’ottima solidità dei Rockets, trascinati – oltre che dal sempre efficace James Harden, unico giocatore dimostratosi in grado di poter contendere all’ex compagno di squadra Russell Westbrook il titolo di Mvp – anche dai cambi strategici di D’Antoni, che sa di poter contare su risorse importanti tra campo e panchina. Certezze che, invece, non ha il tecnico dei Thunder Billy Donovan, che ha invano cercato di fare in modo che Westbrook non restasse isolato, ma – eccezion fatta per il solo Roberson (12 punti) – nessuno dei giocatori degli ospiti è riuscito a dare una mano concreta al loro playmaker.

Il neozelandese Steven Adams cerca di sottrarre il pallone a James Harden, protagonista ancora una volta di una serata più che positiva. (Fonte: thedreamshake.com)

E, paradossalmente, il classe ’88 non è esente da colpe: i suoi numeri negativi nel quarto quarto hanno avuto un’influenza non da poco sulla cocente sconfitta dei suoi. I Rockets ora conducono per 2-0 nella serie e domani in gara-3 l’atmosfera sarà alle stelle, per quella che con ogni probabilità sarà una sfida decisiva che dirà molto circa le possibilità dei Thunder di rientrare in corsa a sorpresa, anche se si tratterebbe di un’impresa sensazionale e al contempo alquanto utopistica. Da applausi l’atteggiamento del pubblico del Toyota Center, che con grande sportività esalta il record di Westbrook, il quale a fine partita rivela tutta la sua voglia di vincere rispondendo in questa maniera a una domanda circa le sue sensazioni per il prestigioso traguardo raggiunto: “Non me ne frega un ca**o, abbiamo perso”. 

Oklahoma City Thunder-Houston Rockets 111-115 

Oklahoma City Thunder: Westbrook 51, Roberson 12, Oladipo 11, McDermott 11. Assist: Westbrook 13. Rimbalzi: Westbrook 10, Roberson 8.

Houston Rockets: Harden 35, Gordon 22, Williams 21, Beverley 15. Assist: Harden 8. Rimbalzi: Capela 10.

Fonte foto in apertura: Profilo Ufficiale Instagram James Harden

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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