NBA: Durant e Curry trascinano Golden State, beffa amara per gli Spurs

Spettacolo puro in gara-1 dell’attesissima finale di Western Conference, in cui Golden State Warriors e San Antonio Spurs non hanno tradito le attese, regalando una serata di grande basket e dando vita a un match incerto ed equilibrato dal primo all’ultimo istante. Alla fine, però, ad avere la meglio sono stati i padroni di casa dei Warriors, che rimediano a un primo tempo in cui avevano lasciato che gli Spurs dominassero, approfittando dell’infortunio di Leonard e sfruttando l’eccezionale stato di forma dei terribili Curry e Durant, autori rispettivamente di 40 e 34 punti, con l’ex Oklahoma City Thunder che ha firmato il punto del sorpasso a 4′ dal termine. Finisce 113-111 in favore dei Golden State, che si portano a casa una vittoria fondamentale e restano imbattuti in questi playoff (nove vittorie e zero sconfitte), mentre gli Spurs si rammaricano per un’impresa che per larghi tratti del confronto è sembrata tutt’altro che utopica. L’appuntamento per gara-2 è fissato per mercoledì alle ore 3:00 del mattino italiane, sempre all’Oracle Arena di Oakland.

LaMarcus Aldridge, Kawhi Leonard e l’ex di turno David Lee all’Oracle Arena in gara-1. (Fonte: am970theanswer.com)

Popovich recupera Leonard e – come aveva annunciato già prima della gara – lo inserisce nel quintetto titolare, dopo averlo fatto riposare precauzionalmente nella decisiva gara-6 delle semifinali di Conference vinta 114-75 contro gli Houston Rockets al Toyota Center. L’head coach degli Spurs chiama il primo timeout della serata in un lampo, in virtù del 6-5 in favore di Golden State, dopo che gli ospiti si erano portati sul 5-0: un risultato tutt’altro che irrecuperabile, ma il buon Pop ci tiene a strigliare i suoi per impedire che il seppur lieve vantaggio dei padroni di casa possa lievitare. La mossa si rivela vincente, con i suoi che tornano sul parquet con un piglio decisamente più aggressivo e combattivo e riescono a imporre il proprio gioco in quell’Oracle Arena dove avevano già vinto lo scorso 26 ottobre per 129-100. Aldridge (17 punti nel primo tempo) è in partita e lo dimostra siglando addirittura 11 punti nei primi dodici minuti, propiziando il 30-16 in favore degli speroni al termine del primo quarto.

Kawhi Leonard ha messo a segno 26 punti contro Golden State, venendo però costretto ad abbandonare anzitempo il parquet a causa del problema alla caviglia sinistra che gli aveva fatto già saltare gara-6 con gli Houston Rockets. (Fonte: expressnews.com)

I dubbi sulle condizioni fisiche di Leonard (18 punti nei primi due quarti) vengono spazzati via dalla stessa ala piccola degli Spurs, che – dopo aver aperto il confronto con il primo canestro della serata – effettua una poderosa schiacciata in apertura di secondo quarto, poi un gioco da tre di Ginóbili porta i suoi sul +25 (44-19). Un risultato pesante per i Warriors che a cinque minuti dal termine del secondo quarto piazzano la prima tripla della serata, la specialità della casa: a metterla a referto è Stephen Curry (chi se non lui?), che sfrutta una palla persa dagli avversari e ricorda loro il motivo per cui è considerato uno dei migliori tiratori della storia della NBA. Nel finale i padroni di casa riducono il vantaggio, ma gli Spurs riescono comunque a chiudere il primo tempo sul 62-42, un punteggio che però non basta per stare tranquilli con i campioni del 2015, riportatisi in corsa grazie ai 14 punti ciascuno per Curry e Durant.

Stephen Curry e Kevin Durant, i due protagonisti della vittoria dei Golden State Warriors ai danni dei San Antonio Spurs in gara-1 della finale di Conference. (Fonte: gazzetta.it)

Il secondo tempo inizia nel segno di Curry, che con 11 punti in poco meno di cinque minuti pare dare una significativa sterzata alla serata dei suoi, fino ad allora piuttosto incolore e negativa. La risposta arriva da un altro grande protagonista della serata, ossia Leonard, che permette ai suoi Spurs di continuare a condurre e mette a segno una pregevole tripla, seppur poggiando male la caviglia sinistra. Onde evitare qualcosa di serio, Popovich richiama in panchina il numero 2, per poi rimandarlo sul parquet dopo un timeout. Ed è proprio in quest’occasione che il classe ’91 è costretto ad abbandonare definitivamente il campo, girando nuovamente la caviglia dopo essere atterrato sul piede di Pachulia, il cui ingresso in campo si rivela molto utile per gli equilibri della squadra gialloblu. L’episodio scuote i Warriors, che con un parziale di 18-0 annichiliscono gli ospiti e si portano a cinque lunghezze di distacco con tanto tempo a disposizione per tentare la rimonta.

Stephen Curry dà il cinque a Draymond Green durante il match tra Golden State e San Antonio. (Fonte: theintelligencer.com)

Curry chiude il terzo quarto con 19 punti a referto, 33 in totale: è lui il leader del gruppo, l’uomo più in forma e in grado di dare ancora speranze ai suoi. Prima del suono della sirena, Anderson infila il canestro del 90-81 per gli Spurs, un risultato che mette bene in evidenza le difficoltà dei ragazzi di Popovich senza l’apporto di Kawhi Leonard. Il vantaggio, seppur di nove punti, è decisamente poco confortante rispetto a quello maturato nel primo tempo. Nel quarto quarto Durant e Livingston riducono lo svantaggio di Golden State a un solo punto, quindi KD permette ai suoi di condurre, ma gli Spurs non si arrendono, riportandosi in vantaggio di tre punti a due minuti dal termine. Nel finale, quindi, tocca ancora una volta a Curry rimboccarsi le maniche e salvare i suoi e il classe ’88 lo fa prima con una tripla, poi con un canestro a nove secondi dalla fine.

Fondamentale l’apporto di LaMarcus Aldridge per San Antonio, ma l’ex Portland Trail Blazers sbaglia la tripla del possibile pareggio in extremis. (Fonte: expressnews.com)

Al fotofinish Aldridge sbaglia una tripla che avrebbe potuto rimettere in parità il confronto e il tempo a disposizione di San Antonio è decisamente poco, così i Warriors festeggiano una vittoria frutto di una maggiore capacità nello sfruttare i punti deboli degli avversari (in particolar modo il forfait di Leonard) e al numero elevato di fuoriclasse a sua disposizione, che gli consente di sopperire ad eventuali cali di alcuni elementi imprescindibili: Green e Thompson non hanno offerto una delle loro prestazioni migliori, ma ci hanno pensato Curry e Durant ad evitare alla franchigia californiana una sconfitta che li avrebbe messi in netta difficoltà nella serie. Per gli Spurs si tratta di una beffa atroce, ma al contempo la squadra di Popovich ha assunto ancor di più la consapevolezza di avere le armi per poter affrontare qualsiasi squadra: è una sconfitta che deve necessariamente stimolare gli speroni, non abbatterli.

Stephen Curry trascina i suoi Golden State alla vittoria contro gli Spurs mettendo a referto 40 punti. (Fonte: sport.interia.pl)

È stata una serata di grande basket all’Oracle Arena, in cui entrambe le squadre hanno saputo offrire il meglio e il peggio del proprio repertorio: oltre alle giocate d’autore, alle poderose schiacciate e alle triple a valanga, infatti, sia Golden State che San Antonio hanno commesso un considerevole numero di errori, probabilmente dovuti alla tensione e all’importanza di una gara del genere. Di certo hanno regalato ai loro tifosi e agli appassionati della pallacanestro in generale quello che si aspettavano, ossia emozioni dall’inizio alla fine. Ed è solo il primo atto di una lunga serie, che si spera possa continuare su questi ritmi e proporci ancora a lungo un duello avvincente e combattuto tra due squadre che hanno già incantato in regular season, con i Warriors che sono arrivati primi e gli Spurs secondi, per poi proseguire sulla strada giusta anche nei playoff.

San Antonio Spurs: Aldridge 28, Leonard 26, Ginóbili 17. Assist: Aldridge 3, Leonard 3, Mills 3. Rimbalzi: Leonard 8, Aldridge 8.

Golden State Warriors: Curry 40, Durant 34, Green 9. Assist: Green 7. Rimbalzi: Pachulia 9.

Fonte foto in apertura: sfgate.com

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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