Nato pronto

Pochi giorni fa l’Atalanta ha raggiunto la certezza aritmetica della qualificazione in Europa League, un traguardo immenso per una squadra da anni abituata a puntare alla salvezza o poco più in massima serie, ritrovatasi quest’anno a lottare nelle zone di vertice in virtù di un’annata a dir poco memorabile, nonostante un avvio tutt’altro che positivo. Si tratta di un capolavoro orchestrato alla grande da un maestro di calcio qual è Gian Piero Gasperini, che ha dimostrato di essere un allenatore con i fiocchi e ha saputo creare un gruppo unito e coeso in cui un intelligente mix di talento ed esperienza – oltre a un entusiasmo fuori dal comune – è stata la ricetta vincente per centrare un piazzamento tanto insperato quanto gratificante.

Franck Kessié, fulcro del centrocampo della sorprendente Atalanta di Gian Piero Gasperini alla sua prima stagione in Serie A. (Fonte: bergamonews.it)

Dalla coppia vincente formata dal Papu Gómez e da Petagna, passando per la seconda giovinezza di Masiello e la crescita esponenziale di giocatori quali Spinazzola, Caldara, Conti, Freuler e Kurtić, c’è un nome che, tra i tanti, ha impressionato e non poco con indosso la maglia nerazzurra in questa stagione: si tratta di Franck Kessié, giovane centrocampista ivoriano che si è adattato alla grande in un contesto difficile e impegnativo qual è quelllo della Serie A, risultando un elemento imprescindibile per il gioco di Gasperini e un giocatore molto utile e intelligente nonostante avesse alle spalle appena un’annata in Serie B con la maglia del Cesena (peraltro condita da 37 presenze e quattro reti e un’eliminazione al primo turno dei playoff). 20 anni compiuti lo scorso 19 dicembre, Kessié ha stupito tutti per la sua personalità, risultando un centrocampista molto versatile e in grado soprattutto di avere un’ottima continuità sotto porta, cosa piuttosto insolita per uno del suo ruolo.

Kessié è arrivato a Bergamo nel 2015, venendo inizialmente integrato nella rosa della Primavera dell’Atalanta. (Fonte: itasportpress.it)

Gasperini gli ha spalancato le porte della Serie A in occasione del match della prima giornata perso 4-3 in casa contro la Lazio, in cui ha provato a tenere in piedi i suoi con una doppietta, per poi ripetersi nel match perso 2-1 in casa della Sampdoria e – dal dischetto – nel primo successo stagionale ai danni del Torino (2-1). Il classe ’96 si è poi assunto la responsabilità di presentarsi dagli undici metri anche in occasione del difficile scontro casalingo con la Roma, in cui ha realizzato al fotofinish il rigore del definitivo 2-1 in favore dei suoi, diventando di fatto il rigorista della squadra nonostante inizialmente fosse toccato a Paloschi, inceppatosi dagli undici metri nella sfida della quarta giornata persa 3-0 contro il Cagliari. Kessié ha poi realizzato la rete del momentaneo 1-1 a un quarto d’ora dal termine nella sfida vinta 2-1 all’Atleti Azzurri d’Italia ai danni dell’Empoli, dando il via alla rimonta dei suoi e il suo score attuale è di 6 reti in 28 presenze, a cui va aggiunto un gol messo a segno nel successo per 3-0 del terzo turno di Coppa Italia contro la Cremonese, per un totale di 29 apparizioni e 7 gol siglati.

Kessié abbracciato dal Papu Gómez e da Konko. (Fonte: calciomercato.com)

Niente male per un ragazzo che ha avuto il difficile compito di dimostrare il proprio valore da titolare in Serie A debuttando a soli 19 anni, ma la competenza di Gasperini e dell’intera società orobica in termini di giovani talenti gli ha permesso di lavorare con tranquillità e fiducia e affinare sempre di più i propri mezzi, fino a diventare uno dei calciatori più ambiti sul mercato italiano e non solo. Presumibilmente saranno tante le squadre che, tra Italia e estero, in occasione dell’ormai imminente mercato estivo si daranno battaglia per cercare di assicurarsi le prestazioni del centrocampista ivoriano, che ha dimostrato di avere tante frecce nel suo arco e di poter fare al caso anche di una squadra che punta a traguardi più impegnativi. Il rischio in casi del genere è che il giocatore – ancora molto giovane e con tanta strada da fare, va detto – possa prendere una decisione poco congeniale per la sua carriera e rallentare, se non addirittura arrestare bruscamente, il suo fin qui eccezionale percorso di crescita. Probabilmente un altro anno all’Atalanta, con la possibilità di disputare l’Europa League da protagonista, potrebbe fargli bene, anche se per la squadra nerazzurra sarà difficile resistere alle tante offerte che per forza di cose arriveranno al termine di quest’annata.

Kessié batte Szczęsny dal dischetto e regala all’Atalanta il successo al fotofinish per 2-1 ai danni della Roma lo scorso 20 novembre. (Fonte: repubblica.it)

Nel corso degli ultimi anni, la Dea si è distinta per aver sempre saputo sopperire al meglio alle partenze di tanti giovani di valore, facendone crescere altri in loro sostituzione: ceduto Gagliardini nella scorsa sessione di mercato invernale all’Inter, Caldara passerà alla Juventus nell’estate del 2018 e tanti altri talenti rischiano di fare le valigie. Kessié rientra nell’ultima categoria, forse anche più dei vari Spinazzola, Conti e Petagna, anche se c’è ancora tanto tempo in attesa della decisione della società orobica e del talentino ivoriano. Alla porta di Percassi hanno già bussato tante squadre, tra cui in modo particolare il Milan, che stando alle recenti indiscrezioni avrebbe bruciato la folta concorrenza (nei mesi scorsi si parlava di un’accelerata della Roma, oltre che di interessamenti di Juventus, Napoli, Inter, Chelsea, Tottenham e tante altre), versando circa 28 milioni di euro nelle casse dell’Atalanta e offrendo un contratto da 2,5 milioni di euro a stagione fino al 2022 al giocatore. Un colpo che potrebbe essere la mossa giusta per rinvigorire un centrocampo, quello rossonero, che è stato uno dei reparti più martoriati dagli infortuni e dalla mancanza di giocatori in grado di fare la differenza negli ultimi anni.

Franck Kessié ha messo a segno fin qui 7 reti in 29 presenze tra campionato e Coppa Italia al suo primo anno con la maglia dell’Atalanta. (Fonte: it.eurosport.com)

Il dinamismo di Kucka e l’apporto qualitativo del gioiello croato Pašalić (in prestito dal Chelsea e destinato a tornare alla corte di Antonio Conte) non bastano per dare garanzie al Milan, che ha dovuto fare i conti con il grave infortunio occorso a capitan Montolivo e una spesa ingente nell’estate 2015 per Bertolacci (20 milioni di euro), rivelatosi un flop per ciò che concerne il rapporto qualità/prezzo, oltre che con l’acquisto dell’ex Napoli Sosa, che non è riuscito a imporsi sulla sponda rossonera del Naviglio. Il centrocampo è uno dei reparti più importanti nel gioco del calcio e garantisce equilibrio e certezze all’intera squadra: lo sa bene la nuova proprietà del club meneghino, che per riportare il Milan ad alti livelli ha deciso di puntare tutto su Franck Kessié, che da piccolo seguiva il Diavolo e ammirava Shevchenko. E se è vero che in casi del genere è meglio concentrarsi sul presente per poi ragionare a mente sgombra, è pur vero che – come diceva uno dei poeti, scrittori e critici letterari più influenti del Romanticismo inglese – “nell’oggi cammina già il domani”.

Fonte foto in apertura: gazzamercato.it

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

Questo sito utilizza dei cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Continuando a navigare sul sito autorizzi automaticamente l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi