Mou, dov’è finito l’indiscusso dominio casalingo?

Il periodo che sta vivendo il Manchester United non è certo dei migliori, con i Red Devils che faticano a trovare continuità in Premier League e l’obiettivo Champions League che si è leggermente allontanato in virtù degli ultimi due deludenti pareggi interni contro West Bromwich ed Everton. La situazione non ha fatto piacere né ai giocatori – Zlatan Ibrahimović si è sfogato apertamente dopo l’1-1 casalingo contro l’Everton, propiziato da un suo gol dal dischetto in pieno recupero – né a José Mourinho, che rischia di trovarsi fuori dalla Champions League per il secondo anno consecutivo, cosa mai accadutagli in carriera. Nemmeno le vittorie di Community Shield e Capital One Cup bastano per riportare il sereno in casa United.

José Mourinho fin qui non è riuscito a trovare la formula giusta per rilanciare appieno il suo Manchester United. (Fonte: skysports.com)

Ed è proprio lo Special One uno dei principali artefici dell’annata agrodolce del suo United, caratterizzata dal caso Rooney prima, con le critiche per l’utilizzo notevolmente ridotto del numero 10 inglese, e di quello Schweinsteiger poi, con il centrocampista tedesco ceduto poche settimane fa dopo una serie di panchine ed esclusioni dalla prima squadra, oltre che da un inizio che sembrava promettere più che bene. Il successo nel Community Shield contro il Leicester di Ranieri campione d’Inghilterra in carica aveva dato fiducia all’ambiente, galvanizzato anche da un avvio più che positivo in Premier League. La sconfitta per 4-0 rimediata a Stamford Bridge contro il Chelsea, però, aveva fatto sprofondare nuovamente il Manchester United nel baratro delle critiche. L’ombra di un’altra annata negativa era tornata ad aleggiare dalle parti di Old Trafford, ma Mourinho è riuscito a trovare la formula giusta per far risalire la squadra e riportarla in alto, nonostante le voci che lo volevano addirittura vicino all’esonero.

Mourinho e Pulis durante lo 0-0 tra United e WBA: i Red Devils hanno pareggiato ben nove volte in sedici occasioni fin qui a Old Trafford. (Fonte: standard.co.uk)

Se è vero che la disfatta contro il suo ex club ha fatto più bene che male a Mou, è pur vero che lo Special One ha palesato evidenti difficoltà tra le mura amiche, dove il suo United ha vinto soltanto una volta nelle ultime sei occasioni. Una situazione a dir poco paradossale per uno come Mourinho, che in carriera si è sempre distinto per l’ottimo andamento in casa, vero e proprio cavallo di battaglia del tecnico portoghese: tra le gloriose avventure sulle panchine di Porto, Chelsea, Inter e Real Madrid, infatti, il classe ’63 ha collezionato ben 202 vittorie in 247 incontri, perdendo in sole dieci occasioni. Con i Dragões ha totalizzato 45 vittorie (88,2%), 4 pareggi e 2 sconfitte in 51 partite, con i Blues ha vinto 101 volte (78,2%), pareggiato 17 volte e perso 5 volte in 101 gare, mentre con i blancos ha centrato 49 successi (86%), 5 pareggi e 3 disfatte in 57 sfide. Nel trionfante biennio con i nerazzurri, invece, Mou non ha perso nemmeno una partita, ottenendo 29 vittorie (76,31%) e 9 segni X in 38 match.

Il Manchester United è attualmente quinto in classifica, ma Mourinho ci tiene a centrare l’obiettivo qualificazione in Champions League. (Fonte: skysports.com)

Numeri spaventosamente impressionanti in positivo, soprattutto se rapportati alle statistiche di tutt’altra pasta che lo vedono protagonista al Manchester United: in sella alla panchina dei Red Devils, infatti, Mourinho non è riuscito a dominare come di consueto la scena inglese, proprio in virtù dei tanti punti persi in casa. In sedici partite fin qui disputate in casa, lo United ha pareggiato in ben nove occasioni, perdendo una sola volta e vincendo in appena sei circostanze. Risultati che di fatto hanno contribuito in maniera determinante a rallentare il percorso del club inglese. Senza aver necessariamente bisogno di una calcolatrice, è palese che quella attualmente in corso sia la peggiore annata dal punto di vista del rendimento casalingo per José Mourinho, con una percentuale di vittorie tra le mura amiche pari al 37,5%. Un andamento a dir poco traballante, ma che può pur sempre essere leggermente migliorato nelle ultime partite di questa stagione da disputare in quel di Old Trafford: due chance da non gettare al vento – rispettivamente contro il Chelsea capolista di Conte e il Crystal Palace di Allardyce – per chiudere al meglio la Premier League.

Fonte foto in apertura: mirror.co.uk

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da febbraio 2017 - di golf. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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