Wimbledon: il Manic Monday incorona Müller

Manic Monday doveva essere, e Manic Monday è stato. Il secondo lunedì di Wimbledon, la giornata in cui vanno in scena tutte le sfide di ottavi di finale, sia al maschile che al femminile, ha regalato quattro sfide arrivate al quinto set, come non accadeva dal 2006, quando Nieminen, Bjorkman, Stepanek e Ancic superarono rispettivamente Tursunov, Mirnyi, Verdasco e Djokovic. Un record che potrebbe essere superato, se Nole, che si è visto rinviare il match a causa della sfida infinita tra Nadal e Müller, dovesse trovarsi a giocare domani cinque set contro il francese Mannarino, anche se l’ipotesi non sembra particolarmente plausibile.

Inevitabile partire dalla partita che ha tenuto gli occhi degli spettatori incollati sul campo 1 per tutta la seconda parte della giornata: proprio come nel 2005, quando Rafa era reduce dal primo successo al Roland Garros, Gilles Müller ha avuto la meglio del campione maiorchino. Allora si trattava di un secondo turno, e il lussemburghese chiuse la pratica in quattro set. Stavolta, invece, il tasso di epicità è stato ben più elevato. Dopo due set praticamente perfetti, nei quali la testa di serie numero 16, sulla scia della miglior stagione sull’erba della sua carriera, si era portato avanti col punteggio di 6-3 6-4, Nadal ha rialzato prepotentemente la testa, aumentando il suo livello di gioco e mettendo pressione all’avversario, fino a quel momento perfetto al servizio, restituendo il punteggio dei primi due parziali.

A quel punto, con oltre due ore di gioco alle spalle, il passato di entrambi i giocatori lasciava pensare a una vittoria di Rafa, che sembrava avere dalla sua l’inerzia della partita. Müller, dal canto suo, non ha mai mostrato segni di cedimento nei suoi turni di battuta, ponendo sempre lo spagnolo con le spalle al muro, avendo la possibilità di servire nei giochi dispari. Perseverando nel suo gioco di servizio e volée, il lussemburghese ha incrinato le certezze che Nadal si era costruito nei due set precedenti. A rischiare di più, nel lungo braccio di ferro, è stato infatti il numero 2 del ranking ATP, che, accusando la stanchezza, vedeva i propri colpi da fondo perdere in profondità, esponendo il fianco agli attacchi dell’avversario. Né è bastato il grande rendimento al servizio, con 23 aces il massimo in carriera per il maiorchino, crollato alla fine di un set già nella storia di Wimbledon con il punteggio di 15-13: curiosamente, il record precedente di 19 era arrivato in un’altra sconfitta sull’erba di Church Road, quella patita con Lukas Rosol nel 2012.

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Müller e Nadal alla fine del match (Fonte foto: Mondiali.net)

A sorridere, nel guardare con attenzione la maratona del campo 1, è stato sicuramente Marin Cilic, che da parte sua aveva archiviato in poco più di un’ora e mezza la pratica Bautista Agut. Il croato, per la quarta volta consecutiva ai quarti di finale ai Championships, cercherà di raggiungere per la prima volta in carriera la semifinale. I due precedenti con Müller parlano di un 2-0: il più indicativo risale al mese scorso, quando l’attuale numero sei del ranking ha avuto la meglio in tre set sull’erba del Queen’s Club di Londra, nel classico antipasto di Wimbledon.

Non ci sarà, invece, il remake della finale di Halle tra Roger Federer e Sascha Zverev. Se il Maestro svizzero, infatti, non ha avuto problemi a liquidare il proprio (da ormai troppi anni) aspirante emulo Grigor Dimitrov, superato agevolmente in tre set, il più giovane dei fratelli tedeschi ha ceduto al quinto parziale a Milos Raonic, finalista lo scorso anno dopo aver superato proprio Federer in semifinale. La sfida tra i due sarà la più interessante tra quelle in programma mercoledì, almeno in attesa di conoscere l’avversario di Tomas Berdych, che ha faticato non poco, ma alla fine è riuscito a prevalere su Dominic Thiem, una vittoria fondamentale anche per evitare il crollo verticale in classifica, visti i tanti punti da difendere – lo scorso anno fu semifinalista.

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Berdych in azione nella sfida di ottavi di finale con Thiem (Fonte foto: Der Standard)

Nessun problema, invece, per Andy Murray. Il padrone di casa, sul Campo Centrale, ha regolato in tre set Benoit Paire, brillante per larghi tratti della partita, ma sempre poco presente a livello mentale nei momenti chiave, specialmente nel tiebreak del primo set, in grado di orientare la partita, nel quale il francese ha commesso due doppi falli sanguinosi. Per il campione uscente, che d’ora in avanti dovrà cercare di bissare la straordinaria seconda metà di 2017, adesso, un quarto di finale contro uno specialista della superficie come Sam Querrey, che ha impiegato cinque set per chiudere il conto con Kevin Anderson nel match tra grandi battitori sul campo 18.

Tra le donne, invece, è stato certificato il cambio della guardia al vertice del ranking WTA. Angie Kerber, sconfitta da Garbiñe Muguruza, ha infatti abdicato, e adesso la palla passa a Simona Halep: la romena, nella sfida dei quarti di finale con la Konta, avrà, come nella finale del Roland Garros, la possibilità di issarsi in vetta alla classifica; in caso di sconfitta, invece, a prendersi la posizione numero 1 sarà la ceca Karolina Pliskova, spettatrice interessata dopo l’eliminazione al secondo turno, per il quinto anno di seguito.

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Karolina Pliskova e Simona Halep dopo il loro match al Roland Garros: una delle due lunedì sarà numero 1 del ranking WTA (Fonte foto: The Score)

A completare il quadro, l’eterna Venus Williams e l’astro nascente Ostapenko, che hanno superato rispettivamente Konjuh e Svitolina, mentre Vandeweghe e Rybarikova hanno avuto la meglio su Wozniacki e Martic. Ok anche Kuznetsova, in controllo sulla Radwanska. Questo il programma dei quarti femminili, anticipati sul centrale dalla sfida tra Mannarino e Djokovic:

Centre Court

Williams-Ostapenko

Konta-Halep

Court No. 1

Muguruza-Kuznetsova

Rybarikova-Vandeweghe

 

Nell’immagine in evidenza: Gilles Müller al servizio nel match contro Nadal (Fonte: Ad)

Francesco Nardi

Ventun anni, diplomato al liceo classico di Ascoli Piceno, studia giurisprudenza a Bologna. Parla inglese e spagnolo; prima di Voci di Sport, ha scritto per Vavel Italia.

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