La rinascita di Simone Zaza

Da riserva di lusso nella Juventus campione d’Italia e nella sorprendente Nazionale di Antonio Conte agli scorsi Europei a un clamoroso quanto inatteso flop con la maglia del West Ham, passando per il riscatto al Valencia, il tutto nel giro di pochi mesi: la stagione 2016-2017 è stata tutt’altro che semplice per Simone Zaza, che ha dovuto fare i conti con un impatto negativo con la Premier League ed ha scelto di trasferirsi in Spagna per rilanciarsi, rinunciando a tornare in patria come spesso fanno molti giocatori per ritrovare le proprie certezze. Valencia, città molto diversa da Londra e più in generale da quelle in cui il bomber lucano ha vissuto le tappe principali della sua carriera, rappresenta dunque l’occasione ideale per l’attaccante classe ’91, lo snodo cruciale per una carriera che fino a pochi anni fa sembrava destinata a luccicare in tutti i suoi aspetti, ma che col senno di poi ha riservato anche qualche amarezza di troppo, vedi il pesante errore dal dischetto nei quarti degli Europei contro la Germania e le feroci critiche ricevute dai tifosi del West Ham per le sue prestazioni a dir poco sottotono.

Dopo aver indossato la maglia numero 12 nei primi sei mesi dell’esperienza in terra spagnola, per quest’anno Zaza ha scelto la numero 9, con cui è andato subito a segno. (Fonte: calciomercato.com)

Cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, Zaza trova appena il tempo di debuttare tra i grandi, per poi mettersi in mostra con la maglia del Viareggio in Lega Pro: in Toscana esibisce le sue doti da cecchino d’area di rigore e trova quella continuità che gli serviva per mettere in evidenza tutto il suo valore, guadagnandosi la chiamata dell’Ascoli. In Serie B il suo percorso di crescita prosegue in maniera coerente e più che positiva, con il centravanti lucano che mette a referto ben 18 reti senza rigori, piazzandosi al sesto posto nella classifica dei marcatori (quarto escludendo i penalty) e attirando su di sé l’attenzione di numerose squadre di prima fascia, tra cui addirittura il Paris Saint-Germain, che aveva da poco preso Marco Verratti dal Pescara e sognava di compiere l’accoppiata con un altro giovane italiano promettente messosi in luce tra i cadetti.

Simone Zaza esulta dopo aver messo a segno la rete del momentaneo 1-0 nella gara pareggiata 1-1 tra Sassuolo e Juventus il 18 ottobre 2014. (Fonte: calcio.fanpage.it)

I suoi ottimi numeri, però, non bastano per evitare la retrocessione all’Ascoli, ma sono sufficienti per permettergli un ulteriore salto di categoria, con l’approdo in Serie A, alla Juventus, che decide di puntare sul ragazzo e lo gira in prestito al neopromosso Sassuolo. Appena 22enne, Zaza diventa sin da subito un prezioso punto di riferimento dei neroverdi e, con la maglia numero 10 sulle spalle, propizia la salvezza al fotofinish dei suoi, concludendo la sua prima annata tra i grandi con 9 reti in 33 presenze. Senza i tre punti ottenuti grazie ai suoi gol nelle sfide contro Napoli (1-1 al San Paolo), Cagliari (2-2 al Sant’Elia e 1-1 al Mapei Stadium), infatti, il Sassuolo sarebbe retrocesso da terzultimo in favore del Catania. Dopo appena un anno i tifosi neroverdi se ne innamorano subito, ma si tratta soltanto dell’inizio di un biennio da ricordare: nella stagione seguente, infatti, Zaza migliora nettamente il suo score in una squadra ormai abituatasi alle insidie della massima serie, facendo registrare un bottino di 11 reti in 31 apparizioni e fruttando ben undici punti ai suoi, che senza i suoi gol avrebbero lottato fino alla fine per non retrocedere e non avrebbero potuto puntare a una tranquilla salvezza con tanto di inserimento nella lotta per l’Europa League.

Zaza esulta insieme a Cuadrado nel match di Champions League vinto 2-0 contro il Siviglia allo Juventus Stadium il 30 settembre 2015. (Fonte: tuttojuve.com)

21 reti in 69 presenze tra campionato e Coppa Italia in due anni sono statistiche a dir poco eccellenti per un giovane talento che si affaccia per la prima volta in carriera a una realtà tanto complicata quanto competitiva qual è quella della Serie A. Oltre a ciò, spiccano i grandi progressi compiuti dall’attaccante lucano sotto il profilo della maturità, della capacità di non mollare mai e dare il massimo dall’inizio alla fine. Tutte queste qualità convincono la Juventus a richiamarlo e a farlo aggregare alla rosa guidata da Massimiliano Allegri, in cui va a rinforzare il reparto offensivo dei bianconeri insieme a Álvaro Morata – che poi diventerà un suo grande amico – e Mario Mandžukić. Pur non essendo un titolare, Zaza sfrutta sempre al meglio le occasioni in cui viene chiamato in causa e, dopo un avvio stagionale a dir poco disastroso, è anche grazie a lui se la Juventus riesce a risalire la china e a tornare sui suoi livelli abituali.

Zaza festeggia la rete che decide la sfida tra Juventus e Napoli il 13 febbraio 2016: grazie alla vittoria per 1-0, i bianconeri scavalcano gli azzurri in vetta alla classifica. (Fonte: gazzetta.it)

L’ex Sassuolo si sblocca nella gara casalinga pareggiata 1-1 contro il Frosinone in campionato, per poi ripetersi nel secondo match della fase a gironi di Champions League, mettendo il punto esclamativo sulla vittoria dei bianconeri per 2-0 in casa contro il Siviglia, e nel rotondo 3-0 rifilato al Palermo al Barbera. Prima del termine del girone d’andata, poi, Zaza spiana la strada del successo ai suoi nel 4-0 contro il Torino negli ottavi di Coppa Italia e chiude i conti nella vittoria per 3-0 allo Juventus Stadium contro il Verona. Il momento più significativo della sua stagione e forse anche della sua carriera, però, è il gol Scudetto con cui il 13 febbraio il classe ’91 piega la resistenza del Napoli allo scadere, regalando ai bianconeri la vittoria per 1-0 e facendo esplodere di gioia lo Juventus Stadium. Il suo potente sinistro da fuori area che non lascia scampo a Reina permette ai campioni d’Italia in carica di riprendersi la vetta della classifica, che da quel momento in poi non lasceranno più. Anche e soprattutto per questo motivo Zaza entra nei cuori dei tifosi bianconeri: grinta, temperamento, determinazione e imprevedibilità lo rendono un tassello fondamentale per Allegri, che sa di poter contare su di lui ogni qual volta ne ha bisogno.

Lanciato in Nazionale da Antonio Conte, Simone Zaza ha messo a segno fin qui un gol in 16 presenze con la maglia dell’Italia. (Fonte: it.eurosport.com)

Lo sa bene anche Conte, che da commissario tecnico lo aveva fatto esordire da titolare il 4 settembre 2014, giorno del suo debutto sulla panchina della Nazionale, nella gara amichevole vinta 2-0 contro l’Olanda a Bari. L’allenatore pugliese gli dà fiducia anche per gli Europei, preferendolo a giovani in rampa di lancio come Belotti e a piacevoli sorprese come Pavoletti. Zaza non lo delude e dà il massimo anche per l’Italia, servendo ad Éder con un’intelligente sponda la palla del definitivo 1-0 al fotofinish contro la Svezia nella seconda gara del girone, vittoria che vale il passaggio del turno con una giornata d’anticipo. Rimasto in campo per tutti i 90′ nell’ininfluente terza ed ultima gara del girone persa 1-0 contro l’Irlanda, Zaza viene spedito in campo sul finire del secondo tempo supplementare dei quarti con la Germania, con Conte che gli affida la responsabilità di calciare il secondo rigore degli azzurri. La rincorsa è tutta un programma, con una sorta di balletto che lascia presagire quello che accadrà poco dopo: Neuer si tuffa dalla parte opposta, ma il sinistro di Zaza è troppo violento e termina altissimo. Poco dopo sbagliano anche Pellè, Bonucci e Darmian e l’Italia viene eliminata, col centravanti lucano che viene indicato da molti come uno dei principali responsabili della disfatta dagli undici metri, insieme al compagno di reparto Pellè.

L’errore di Zaza dal dischetto nella lotteria dei rigori contro la Germania nei quarti di finale dell’Europeo della scorsa estate. (Fonte: quotidiano.net)

Momenti negativi, apparentemente impossibili da superare, ma che capitano a tutti prima o poi, anche ai calciatori più forti e che rasentano la perfezione. Zaza chiede scusa, si rimbocca le maniche, vorrebbe premere il tasto REC e tornare indietro per ovviare alla sua conclusione maldestra, ma sa benissimo che non può farlo. Può, però, riscattarsi sul campo con l’unico mezzo concreto che ha a sua disposizione, ossia sfondare le reti avversarie con impressionante regolarità e cancellare quel momento buio una volta per tutte. Per farlo sceglie di lasciare la Juventus e l’Italia e di approdare al West Ham. Arrivato in pompa magna in quel di Londra, sembra conquistare l’affetto dei tifosi in men che non si dica, ma non riesce a ingranare e convincere il tecnico Bilić e i supporter degli Hammers, non trovando nemmeno una volta la via della rete nelle undici occasioni a sua disposizione tra campionato e coppe. A gennaio torna anticipatamente alla Juventus e sembra pronto per trasferirsi ad un’altra squadra italiana, ma alla fine decide di ripartire dal Valencia, squadra in grossa difficoltà cui nemmeno Cesare Prandelli era riuscito ad ovviare.

La parentesi di Zaza al West Ham si è conclusa con sole 11 presenze e nessun gol tra Premier League e Capital One Cup. (Fonte: calciomercato.com)

A differenza dell’avventura in terra inglese, in Spagna le cose vanno alla grande per Zaza, che risulta il terminale offensivo per la squadra guidata da Salvador González e segna per la prima volta nel match vinto 2-0 contro l’Athletic Bilbao al Mestalla il 19 febbraio, per poi punire il Real Madrid tre giorni più tardi (2-1 in casa) e mettere a referto una doppietta nel successo esterno per 3-1 contro il Granada il 9 aprile. Arrivano poi altri due gol nella Liga, uno nella sconfitta interna per 3-2 contro la Real Sociedad e l’altro nell’affermazione interna per 4-1 contro l’Osasuna, per un totale di 6 reti in 18 presenze che convincono la piazza e riportano in auge il nome di Simone Zaza, che per molti sembrava destinato ad imboccare la strada del declino a soli 25 anni. Dopo aver raggiunto la salvezza, quest’anno il Valencia ha l’ambizione di tornare a competere per posizioni più importanti e prestigiose: i Taronges, che hanno deciso di ripartire dall’affidabile guidata tecnica di Marcelino, hanno debuttato in campionato in casa, battendo per 1-0 il Las Palmas. Marcatore decisivo? Zaza, ovviamente. Il Mestalla è già ai suoi piedi e con la maglia numero 9, quella del centravanti classico, l’ex Sassuolo e Juventus è tornato a fare quello che gli riesce meglio: segnare gol spettacolari ed importanti.

Fonte foto in apertura: gazzamercato.it

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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