Juventus, la ”dieci” di Dybala è tutt’altro che banale

La maglia più ambita di questo sport, la numero dieci. Un simbolo, più che un numero, che personifica i sogni più nascosti dei bambini che si avvicinano ad un pallone. È la maglia più ambita ma anche quella più pesante, specie se viene stampata sul bianconero della Juventus. E se in questa tinta l’immaginario collettivo ha avuto, da sempre, come punti di riferimento giocatori del calibro di Baggio, Platini e (soprattutto) Del Piero, i tifosi juventini, e non solo, dovranno abituarsi ora a Paulo Dybala, il piccolo fantasista di Laguna Larga destinato a prendersi per mano la Vecchia Signora.

È una notizia che in fondo non stupisce più di tanto. Dybala e la dieci della Juventus si sono accarezzati, piaciuti, sin da subito. D’altronde la classe, la leggerezza e la fantasia delle sue giocate ne fanno il giocatore perfetto per quel numero. Ma se già la maglia bianconera possiede un certo peso, immaginare di consegnare la 10 a un ragazzino ancora non affermato proveniente dal Palermo stonava fin troppo. A maggior ragione l’estate del 2015 verrà ricordata da molti come l’estate della rifondazione di Madama, l’estate del dopo Berlino e del dopo Tevez. Così il dieci viene dato a Pogba e la Joya inizia la sua nuova avventura con la ventuno, che fu di Pirlo e ancor prima di Zidane, numero comunque fondamentale nella tradizione bianconera.

Dybala esulta contro il Barcellona/ fonte foto: tuttosport.com

Dybala è dunque il terzo giocatore a vestire una maglia tanto pesante dopo Del Piero. Prima di lui Tevez e, come già detto, Pogba. il primo poteva diventare leggenda ma dopo Berlino è rimasto “solo” uno dei grandi giocatori passati per Torino; il secondo si è rivelato forse il meno adatto a vestirla, per larghezza delle spalle, per attaccamento alla causa e per caratteristiche tecniche (non a caso la 6 è la sua attuale maglia al Manchester United). Nessun rischio di vedere un “+5” (o, nel suo caso, un “+11”) sul retro della casacca, dunque. Ma dettagli e dietrologie a parte, la 10 a Dybala lancia chiari segnali, sia all’interno dell’ambiente Juve che alle big europee che avevano posato gli occhi sulla Joya.

I 222 milioni di euro incassati dal Barcellona per l’affare Neymar scatenerà un probabile effetto domino sul mercato. Coutinho, Mbappé o Dybala? Il cerchio di sostituti dell’ex 11 blaugrana si stringe dunque a 2, anche se il talento di Paulo ha avvicinato a sé gli occhi dell’altra grande spagnola: il Real Madrid. Per non parlare delle altre potenze d’Europa, tra cui City, PSG e United. In questo senso la 10 blinda in bianconero l’estroso sinistro, anche se, come insegna la vicenda Pogba, l’effetto potrebbe avere una durata temporanea ma, allo stesso tempo, un valore aggiunto al giocatore, che potrebbe produrre una plusvalenza mostruosa per Marotta & co.

 

Poi non si deve tralasciare il valore che un numero del genere ha sulla persona stessa. La 10 della Juve e l’argentina, tra l’altro, rappresentano un connubio dal risultato assicurato. Qualche anno fa Tevez, prima ancora Sivori, ora Paulo. Segno che la società pone una grandissima fiducia sul talento albiceleste, ma che, contemporaneamente, pretende maggiori responsabilità da parte del suo nuovo leader. A guardare la scorsa stagione, in fondo, la stella di Dybala non ha proprio brillato. Mettiamo pure da parte alcune serate di grazia, come quella contro il Barcellona; il talento di casa Juve avrebbe potuto fare molto di più. Vuoi per il partner d’attacco, dove uno come Higuain finisce per essere il terminale offensivo a differenza di Morata; vuoi per il ruolo. Ora Paulo gioca più arretrato, meno a contatto con la porta e con il peso dell’ultimo passaggio sui suoi piedi. L’anno prima erano i centrocampisti alle sue spalle ad alleggerire il lavoro, adesso è lui il regista offensivo. Ma per vestire una maglia del genere non devono esistere pesi, bensì un talento puro da far esplodere del tutto.

Evento storico, cui Del Piero non può esimersi dal pronunciarsi: “Goditela da juventino vero. E facci divertire!” Poche parole ma di un certo impatto, di chi più di tutti può sentirsi padrone di quel numero, di chi, con la 10, ha reso grande una squadra, di chi, per il sogno dei giovani calciatori, ha scelto di non ritirarla. Da qui parte la Juve del dopo Cardiff, la Juve del dopo Bonucci, la Juve di Dybala.

Fonte foto in apertura: Juventus.com

Francesco Mascali

Nato a Catania nel 1997, si diploma presso il Liceo Scientifico Concetto Marchesi per intraprendere, l'anno successivo, gli studi universitari presso la facoltà di Giurisprudenza. Amante di Formula 1 e MotoGP, tifoso sfegatato di Juventus e Catania, le sue passioni più grandi sono i motori e il calcio. Dopo aver giocato nei campi di tutta sicilia, decide di intraprendere la carriera giornalistica all'età di 17 anni. Nel 2014/2015 si occupa della primavera del Catania per Maintalents, mentre nel settembre del 2015 approda per le testate con la quale collabora attualmente: Voci di Sport e Voci di Città.

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