Joubert, capitano del Lussemburgo: ”Orgoglioso del pareggio con la Francia, ma ho un altro lavoro…”

A cura di Simone Togna – Davide contro Golia. La tartaruga e la lepre. Lussemburgo contro la Francia. Una mitica vicenda biblica. Uno storico racconto di Esopo. Una partita di calcio allo Stade de France. Tre vicende distinte. Con un denominatore comune. La vittoria inaspettata dello sfavorito. Di chi non ci sarebbe mai aspettato. E poco importa che il Lussemburgo abbia pareggiato per 0-0 contro i transalpini. Perché per la squadra in trasferta quel pareggio a reti inviolate contro Pogba e compagni rappresenta senza ombra di un trionfo. Non preventivabile. Bellissimo. Meritato.

Jonathan Joubert, capitano e portiere titolare del Lussemburgo, uomo assolutamente determinante nell’incontro di qualche settimana fa, in esclusiva per Voci di Sport, racconta emozioni, sentimenti e sensazioni su quanto accaduto in Francia, spiegando come un giocatore non professionista come lui, insieme ai suoi compagni, sia riuscito a fermare top players strapagati come quelli schierati da Didier Deschamps.

Sei il capitano della Nazionale del Lussemburgo ma sei nato in Francia. Perché hai effettuato questa scelta?

Quando ho firmato il mio primo contratto in Lussemburgo mi è stato detto che dopo 5 anni di residenza avrei potuto chiedere la nazionalità. Ho dovuto aspettare fino al maggio del 2006. Si è trattato di una enorme opportunità.

Giochi nel F91 Dudelange. Sei un calciatore professionista a tutti gli effetti o hai anche un altro lavoro?

No, a dire la verità ho un altro impiego oltre il calcio. Lavoro in un complesso sportivo chiamato “Centre National Sportif et Culturel”.

Hai alle spalle una lunga carriera in Nazionale. Quale è stato il risultato migliore che avete ottenuto in tutti questi anni?

I successi contro Svizzera e Bielorussia. Il pareggio contro l’Italia. Ma la vittoria più bella per me è stato il pareggio dello scorso mese contro la Francia, perché si tratta del mio paese d’origine.

Cosa avete provato dopo lo 0-0 in Francia?

Un grande orgoglio.

Credevate davvero fosse possibile pareggiare contro una Nazionale così temibile?

Ammetto che non potevamo aspettarci di vincere. Ma abbiamo cercato di mantenere il più a lungo possibile il risultato sullo 0-0. Ed è finita proprio così.

Con quale spirito affrontate le partite internazionali?

Noi affrontiamo tutte le sfide con una mentalità vincente, anche se la maggioranza delle gare risulta essere complicata.

Griezmann nel post partita vi ha paragonato a dei gladiatori. Vi sentivate così prima del match?

Prima di entrare in campo non abbiamo fatto nulla di speciale. Se non guardarci negli occhi e promettere che avremmo giocato con tutto il nostro cuore.

I francesi vi hanno detto qualcosa dopo la partita?

Ci siamo scambiati poche parole. Erano delusi dal risultato. Ma dopo l’incontro ho ricevuto i complimenti di Lloris, Griezmann e Deschamps. Poi noi abbiamo festeggiato con i nostri tifosi presenti sugli spalti. E successivamente negli spogliatoi.

Quale è stata la sconfitta peggiore che avete subito in Nazionale?

Uno 0-6 contro Israele. Duro da digerire anche a livello mentale.

Dove siete migliorati negli ultimi anni?

Siamo progrediti molto a livello mentale e naturalmente anche sotto l’aspetto tecnico-tattico. Ora abbiamo molti più professionisti. E giovani che crescono nei centri di formazione.

Cosa vuole dire scendere in campo sapendo che quasi sempre gli avversari sono i favoriti?

È vero che la maggior parte delle volte i nostri avversari sono i favoriti. Ma attenzione: stiamo vedendo come il livello tra le piccole Nazionali e quelle più grandi sta diminuendo.

Sogni in un futuro il Lussemburgo ai Mondiali o agli Europei?

Non credo che il Lussemburgo possa davvero rivendicare questo risultato e qualificarsi per una per una fase finale. Ma cercheremo di ottenere il massimo dei punti possibili in ogni girone.

Chi è il giocatore più forte con cui hai giocato?

Diciamo che ci sono davvero tanti campioni contro cui ho giocato. Ronaldo, Buffon, Berbatov o Iniesta.

Avrai scambiato la maglia con tanti portieri. Qual è quella che custodisci più gelosamente?

Non la scambio sempre. Ma sono felice di averlo fatto con Buffon, Casillas e Van der Saar.

Hai un sogno nel mondo del calcio?

Visto la mia età voglio solo giocare qualche altro anno senza infortunarmi. E che la Francia vinca la prossima Coppa del Mondo.

Così l’impresa di Jonathan Joubert e dei compagni del Lussemburgo risulterebbe essere ancora più epica.

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