Italia: alla scoperta delle possibili avversarie agli spareggi

L’altro ieri la Nazionale italiana ha raggiunto gli spareggi per accedere alla fase a gironi dei Mondiali che si terranno l’estate prossima in Russia. Decisiva la vittoria di misura in casa dell’Albania di Panucci, con la rete di Antonio Candreva che consente agli uomini di Gian Piero Ventura di chiudere il gruppo G delle qualificazioni alla rassegna iridata con 23 punti, frutto di sette vittorie, due pareggi e una sconfitta, e soprattutto di tornare a vincere lontano da casa dopo poco più di quattro mesi, ossia dal rotondo successo per 3-0 contro l’Uruguay in amichevole a Nizza lo scorso 7 giugno. Traguardo raggiunto, dunque, dato che arrivare primi appariva già un’ipotesi alquanto utopistica prima del confronto con la Spagna. Al Santiago Bernabéu la differenza sul piano tecnico e mentale tra la nostra Nazionale e le Furie Rosse si è fatta sentire e la netta affermazione degli uomini di Lopetegui ha tagliato di fatto fuori gli azzurri dalla corsa alla vetta del gruppo G.

Il gol di Antonio Candreva ha deciso la sfida in casa dell’Albania e permesso all’Italia di approdare ai playoff da testa di serie.

Con i tre punti conquistati contro l’Albania, seppur in maniera sofferta, l’Italia rialza la testa dopo un periodo piuttosto buio e si garantisce l’accesso ai playoff da testa di serie, insieme con Svizzera, Croazia e Danimarca. Ieri sera, infatti, gli elvetici hanno perso per 2-0 in casa del Portogallo, lasciando ai lusitani il primato dopo averlo detenuto per una lunga serie di partite, mentre i croati hanno prevalso nello scontro diretto con l’Ucraina (2-0 in trasferta) e i danesi, già certi del secondo posto dopo il successo in casa del Montenegro per 1-0, si sono potuti accontentare di un pareggio casalingo per 1-1 contro la Romania. Tra le non teste di serie – e quindi tra le possibili avversarie dell’Italia – ci sono la Grecia, la Svezia, l’Irlanda e l’Irlanda del Nord. Quattro squadre a dir poco ostiche e in grado di far male anche ad avversarie ben più quotate, come hanno spesso dimostrato nel corso degli ultimi anni e anche in queste qualificazioni ai Mondiali. In attesa del sorteggio che si terrà a Zurigo martedì prossimo alle 14, analizziamo nel dettaglio le quattro papabili avversarie della Nazionale azzurra, evidenziandone pregi, difetti, punti deboli e caratteristiche principali.

I giocatori della Grecia festeggiano in occasione dell’importantissimo pareggio per 1-1 in casa del Belgio lo scorso 25 marzo.

GRECIA – Dopo un lungo testa a testa con la Bosnia, la Grecia è riuscita a concludere il gruppo H al secondo posto, alle spalle del devastante Belgio, guadagnandosi così il diritto di partecipare agli spareggi per approdare alla fase a gironi. Il percorso dei greci era iniziato nel migliore dei modi, con tre vittorie nelle prime tre gare (4-1 esterno con Gibilterra, 2-0 in casa contro Cipro e 2-0 in trasferta con l’Estonia), per poi raggiungere l’1-1 in casa con la Bosnia soltanto nel finale. Il 25 marzo scorso, poi, la Nazionale di Michael Skibbe ha compiuto un’impresa eroica, fermando il Belgio sull’1-1 a Bruxelles e portando a casa un punto d’oro, risultando di fatto l’unica squadra ad essere riuscita a bloccare i Diavoli Rossi. Dopo due pareggi a reti bianche, rispettivamente in casa della Bosnia e tra le mura amiche con l’Estonia, che sembrano rallentare l’andatura degli ellenici, la Grecia cade tra le mura amiche con il Belgio (2-1) e rischia di compromettere seriamente le proprie chance di qualificazione. Nelle ultime due giornate, però, i biancoazzurri espugnano Nicosia, battendo per 2-1 Cipro, quindi rifilano un sontuoso poker in casa al fanalino di coda Gibilterra (4-0) e riescono ad agguantare il secondo posto, concludendo il gruppo H con l’ottimo score di 19 punti, frutto di cinque vittorie, quattro pareggi e appena una sconfitta.

Nel Mondiale brasiliano di quasi quattro anni fa, la Nazionale greca, allora guidata dal portoghese Fernando Santos, riuscì a qualificarsi agli ottavi, piazzandosi al secondo posto nel gruppo C con 4 punti, alle spalle della Colombia capolista a punteggio pieno e davanti a Costa d’Avorio e Giappone. Gli ellenici furono poi sconfitti ai rigori dal Costa Rica. Anche in quel caso i greci furono protagonisti di un testa a testa con la Bosnia nelle qualificazioni, ma ad avere la meglio fu la squadra di Džeko, Pjanić e compagni. Poco male, perché negli spareggi la formazione di Fernando Santos riuscì a prevalere sulla Romania, imponendosi per 3-1 all’andata tra le mura amiche e assicurandosi il passaggio alla fase a gironi con un pareggio per 1-1 nel match di ritorno. La Grecia può contare su un gruppo compatto e ben strutturato, composto da numerosi calciatori che militano in alcuni dei campionati più importanti d’Europa, tra cui anche tante conoscenze del calcio nostrano: l’ex portiere dell’Udinese Karnezis, attualmente in forza al Watford, il difensore della Roma Manolas, i centrocampisti Tziolis, ex Siena, e Tachtsidis, che in Italia ha vestito le maglie di Cesena, Grosseto, Verona, Roma, Catania, Torino, Genoa e Cagliari, il centrale del Borussia Dortmund Papastathopoulos, ex Genoa e Milan, gli attaccanti Mītroglou, Vellios e Donis, quest’ultimo con un passato tra le fila di Juventus e Sassuolo. Insomma, il commissario tecnico tedesco Michael Skibbe ha dell’ottimo materiale per giocarsi l’approdo al Mondiale. Nel doppio confronto la Grecia potrebbe risultare un avversario piuttosto complicato e insidioso.

La gioia dei giocatori della Svezia nella gara delle qualificazioni ai Mondiali vinta per 2-1 contro la Francia a Solna lo scorso 9 giugno.

SVEZIA – Nel gruppo A a conquistare il primato è stata la Francia, ma gli uomini di Deschamps hanno dovuto sudare parecchio per piazzarsi in vetta ai danni di una Svezia determinata e cinica, capace di tenere testa ai vice campioni d’Europa dall’inizio alla fine e di estromettere una squadra del calibro dell’Olanda. La sconfitta per 2-0 in quel di Amsterdam, infatti, non è bastata agli Orange per salire al secondo posto, in quanto in virtù della differenza reti gli uomini di Dick Advocaat avrebbero dovuto vincere con sette gol di scarto contro gli scandinavi per accedere ai playoff. Tra vittorie pirotecniche (8-0 interno col Lussemburgo, 4-0 in casa e in trasferta con la Bielorussia, 3-0 tra le mura amiche con la Bulgaria) e risultati prestigiosi (successo per 2-1 con la Francia e pareggio per 1-1 con l’Olanda a Solna), la squadra di Jan Andersson è riuscita in un’impresa che alla vigilia dell’inizio delle qualificazioni appariva quasi proibitiva. L’anno scorso agli Europei gli svedesi ci hanno messo in difficoltà nella seconda giornata del gruppo E, con il gol di Éder allo scadere che diede la vittoria agli azzurri di Conte.

Ormai priva di Zlatan Ibrahimović, ritiratosi dalla Nazionale svedese proprio al termine della rassegna continentale, la Svezia ha inaugurato una nuova era, tra veterani ancora in grado di dare una mano alla causa, tra cui l’ex difensore del Genoa Andreas Granqvist, il centrale del Celtic Mikael Lustig, il difensore dello Swansea Martin Olsson, il centrocampista Sebastian Larsson e i bomber Marcus Berg e Ola Toivonen, e giovani talenti pronti a mettersi in mostra. In quest’ultima categoria spicca Victor Lindelöf, che si era già messo in evidenza agli Europei ed era finito nel mirino di numerosi top club europei, prima che il Manchester United lo prelevasse dal Benfica per circa 35 milioni di euro. Non è da meno il centrocampista del Lipsia Emil Forsberg, uno dei protagonisti della cavalcata del giovane club tedesco dalla seconda serie alla Champions League, così come quello del Crotone Marcus Rohdén, l’ex Juventus, Siena, Bologna e Cagliari Albin Ekdal, attualmente in forza all’Amburgo, e il neoacquisto del Werder Brema Ludwig Augustinsson. Tra le conoscenze italiane rientrano anche i difensori del Bologna Emil Krafth e Filip Helander.

L’esultanza di James McClean, autore della rete decisiva che ha permesso all’Irlanda di vincere per 1-0 lo scontro diretto in casa del Galles e di accedere ai playoff.

IRLANDA – Gli spareggi di certo non rappresentano un ricordo felice per l’Irlanda. In occasione dei playoff di qualificazione al Mondiale 2010, infatti, gli irlandesi furono eliminati dalla Francia in un doppio confronto non privo di polemiche: il gol che decise la sfida, firmato da Gallas, fu viziato da un evidente fallo di mano di Henry che non fu sanzionato, decretando l’estromissione dell’Irlanda e il passaggio alla fase a gironi da parte dei francesi. Tempi duri, certo, ma è anche da quegli anni di sconfitte e delusioni, in cui la Nazionale irlandese sembrava non poter reggere il confronto con tante altre squadre europee, che i Boys in Green hanno iniziato a costruire, pezzo per pezzo, la squadra odierna, che ha ben figurato agli Europei dell’anno scorso, dando filo da torcere negli ottavi alla Francia padrona di casa e futura finalista, e offrendo prestazioni più che positive nelle qualificazioni ai Mondiali che si terranno l’estate prossima in Russia. Nel gruppo D, infatti, l’Irlanda è riuscita ad agguantare il secondo posto nell’ultima giornata, passando per 1-0 sul campo del Galles e scavalcando i Dragoni in classifica. Gli uomini di Martin O’Neill hanno perso soltanto una volta (1-0 con la Serbia a Dublino lo scorso 5 settembre), raccogliendo ben cinque vittorie, tra cui quella pesantissima col Galles in quel di Cardiff, e quattro pareggi.

Si tratta di una Nazionale che dal punto di vista tecnico non è eccelsa, ma è seconda a poche in quanto a carattere, grinta, spirito di sacrificio e determinazione. Già in passato, gli anni in cui era guidata da Giovanni Trapattoni, i verdi ci hanno affrontato a testa alta e costretti spesso e volentieri a pareggiare o a perdere: nelle qualificazioni ai Mondiali 2010, l’Irlanda del Trap riuscì a fermare i campioni del mondo in carica sia a Bari (1-1) che a Dublino (2-2), mentre nel 2011 riuscì a imporsi per 2-0 in amichevole e negli scorsi Europei vinse 1-0 nella terza ed ultima gara del girone, qualificandosi proprio alle nostre spalle agli ottavi. Nella rassegna continentale del 2012, sempre in occasione della terza partita, furono invece gli azzurri a vincere, strappando la qualificazione ai quarti grazie a un successo per 2-0. A disposizione di Martin O’Neill ci sono tanti giocatori affidabili, tra cui il centravanti del Southampton Shane Long, l’esterno offensivo del Nottingham Forest Daryl Murphy, i giocatori del Burnley Stephen Ward, Jeff Hendrick (man of the match col Galles), Robbie Brady e Jonathan Walters, l’esterno del Sunderland Aiden McGeady, il centrocampista del Norwich Wes Hoolahan, i giocatori dell’Everton Seamus Coleman e James McCarthy, il centrocampista dell’Aston Villa Glenn Whelan, il difensore del Sunderland John O’Shea e il portiere del Middlesbrough Darren Randolph. Impossibile non citare, inoltre, l’esterno offensivo del West Bromwich James McClean, autore del gol decisivo in casa del Galles.

L’Irlanda del Nord ha ottenuto sei vittorie senza mai subire reti nel corso delle qualificazioni: tra queste, un 4-0 rifilato al modesto San Marino.

IRLANDA DEL NORD – Il secondo posto centrato dall’Irlanda del Nord nel gruppo B vale come il primo posto, dato che la Germania ha disputato un girone a sé, vincendo tutte le partite e ipotecando l’approdo alla fase a gironi dei Mondiali con largo anticipo. Le uniche tre sconfitte degli uomini di Michael O’Neill – due volte con la Germania e una con la Norvegia – si sono rivelate ininfluenti ai fini del raggiungimento dei playoff, che i britannici sono riusciti ad agguantare grazie a sei vittorie nette, tutte senza subire alcun gol: 4-0 interni con San Marino ed Azerbaigian, 2-0 con la Norvegia e con la Repubblica Ceca, 1-0 in casa dell’Azerbaigian e 3-0 in casa del San Marino). 19 punti, dunque, sono bastati all’Irlanda del Nord per arrivare alle spalle della Germania, sbaragliando la concorrenza di Repubblica Ceca e Norvegia, con l’Azerbaigian leggermente distaccato e il San Marino fanalino di coda con zero punti e fuori dai giochi sin dalle prime giornate in virtù di un tasso tecnico nettamente inferiore rispetto alle altre squadre. Dopo l’ottimo Europeo in terra francese, in cui raggiunsero uno storico piazzamento agli ottavi, la Nazionale guidata da Michael O’Neill ha voglia di prendere parte anche a un Mondiale: se agli Europei si trattava del suo esordio assoluto, infatti, la nostalgia della Coppa del Mondo, cui non partecipa addirittura dall’edizione di Messico 1986, si sta facendo sentire parecchio e questa sembra l’occasione giusta per tornare a disputare la rassegna iridata.

Tra le quattro squadre non teste di serie, l’Irlanda del Nord potrebbe essere considerata quella meno pericolosa, in quanto Svezia e Grecia sono più preparate ed abituate a prendere parte ai tornei internazionali e anche l’Irlanda ha dimostrato qualcosa in più nell’arco degli ultimi anni. Al contempo, però, la Green & White Army è una di quelle squadre che riescono a rendersi pericolose contro qualsiasi avversario, forte di un organico compatto e coeso, plasmato alla grande dal commissario tecnico Michael O’Neill. Dall’esperto estremo difensore Michael McGovern, messosi in luce già in Francia agli Europei a suon di parate decisive quanto spettacolari, agli esperti difensori Gareth McAuley e Jonny Evans, entrambi militanti nel West Bromwich, passando per il centrocampista del Southampton Steven Davis e gli attaccanti Kyle Lafferty, con un passato tra le fila del Palermo, e Will Grigg, in attesa di tornare in Nazionale dopo essere stato il protagonista del famoso coro dedicatogli dai suoi tifosi in occasione del campionato europeo dell’anno scorso e diffusosi in brevissimo tempo, l’Irlanda del Nord ha le armi e i mezzi per far male. Commettere l’errore di sottovalutarla, dunque, potrebbe risultare fatale.

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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