Gigi Buffon, il capitano azzurro alla riscossa

Gli anni passano per tutti, anche per i calciatori, ma ci sono alcune leggende che riescono ad essere tra i migliori al mondo nonostante l’inesorabile trascorrere del tempo. Tra loro non può mancare Gianluigi Buffon, portiere della Juventus e della nazionale, autentico protagonista dei successi bianconeri degli ultimi anni e leader assoluto del gruppo azzurro.

Il trentottenne di Carrara si è distinto tra i pali sin dall’inizio della sua carriera e grazie al suo talento ed alla sua personalità innata, è riuscito in poco tempo a mettersi in mostra come uno dei migliori del mondo nel suo ruolo. Nato calcisticamente nel glorioso Parma di fine anni ’90, si è definitivamente affermato alla Juventus, dove dal 2012 ne è il capitano.

EROE NAZIONALE – Il debutto in nazionale di Gigi avvenne  nel 1997. Vice di Pagliuca ai Mondiali in Francia nel 1998 e out dagli Europei di Belgio e Olanda 2000 per infortunio, Buffon difese i pali azzurri in occasione dei Mondiali in Corea e Giappone nel 2002. L’avventura nippo-coreana si concluse nel peggiore dei modi per la squadra allenata da Trapattoni, eliminata agli ottavi di finale per mano della direzione arbitrale di Byron Moreno, prettamente a favore della Corea del Sud.  Due anni dopo non andò meglio agli Europei in Portogallo, con l’Italia eliminata ai gironi in virtù del biscotto tra Danimarca e Svezia nell’ultima gara della fase a gironi.

Dopo le amare esperienze con il Trap, Buffon ritrovò Lippi dopo i trascorsi a Torino. Il mister di Viareggio formò una selezione pratica e cinica, compattò un gruppo alle prese con lo scandalo Calciopoli e riuscì a conquistare inaspettatamente il titolo mondiale in Germania. Il portierone azzurro fu uno dei protagonisti principali della vittoria, subendo soltanto due reti – un autogol di Zaccardo e un rigore di Zidane – e compiendo parate prodigiose rimaste nella storia e nella memoria dei tifosi italiani. Emblematico in tal senso il volo su un colpo di testa di Zidane in finale.

Buffon
Buffon salva il risultato nella finale tra Italia e Francia – Fonte: sportcafe24.com –

TRA GIOIE E DOLORI –  Dopo il trionfo di Berlino iniziò un periodo grigio con la maglia dell’Italia per il bianconero. Tra il 2008 ed il 2010 Donadoni prima e Lippi dopo non rinnovarono il gruppo che si era distinto qualche anno addietro, ed il massimo risultato ottenuto fu il conseguimento dei quarti di finale ad Euro 2008.  La Coppa del Mondo in Sudafrica fu particolarmente negativa per Buffon che, costretto ad uscire nell’intervallo della prima gara contro il Paraguay, assistette impotente all’eliminazione al primo turno dei suoi. La Federcalcio decise così di puntare su Prandelli, ed  aprì un nuovo ciclo che ha lasciato un ricordo dolce amaro agli italiani. Nel 2012 infatti, dopo aver eliminato Inghilterra e Germania in maniera sorprendente, l’Italia arrivò alla finale degli Europei con la Spagna, che dimostrò la sua superiorità stendendo gli azzurri con un netto 4-0.

La medaglia d’argento valse la qualificazione alla  Confederations Cup 2013 da disputare in Brasile, con i nostri beniamini classificatisi terzi, grazie ai rigori parati dall’eterno Gigi nella finalina contro l’Uruguay. Il rendimento crescente sotto la guida di Prandelli creò tante aspettative per il Mondiale 2014, disattese all’atto pratico. La nazionale ricadde nel baratro, eliminata al primo turno, nonostante il capitano fosse stato uno dei pochi a salvarsi della spedizione sudamericana. Antonio Conte, insediatosi sulla panchina azzurra dopo la debacle brasiliana, decise di puntare su di lui, conoscendone benissimo le doti tecniche e morali avendolo avuto nel suo percorso da tecnico della Juventus. Durante le qualificazioni agli europei e nel torneo continentale in pieno svolgimento il classe 78′ non ha tradito le attese, ed in particolare agli ottavi contro la Spagna si è reso protagonista di almeno due parate decisive su Iniesta e Piquè.

Buffon in occasione del pareggio per 2-2 in casa della Bulgaria nel 2012, sfida valida per le qualificazioni ai Mondiali 2014. Fonte foto: goal.com
Buffon in occasione del pareggio per 2-2 in casa della Bulgaria nel 2012, sfida valida per le qualificazioni ai Mondiali 2014.
Fonte foto: goal.com

PERSONALITÁ DA LEADER – Campione assoluto dentro e fuori dal campo, Buffon si è distinto anche per aver deciso di scendere di categoria pur di non lasciare la Juventus, nonostante avesse appena vinto il Mondiale e numerosi top club europei avrebbero fatto carte false per accaparrarselo. Il ritorno in Serie A, i cinque scudetti consecutivi ed il record dei minuti d’imbattibilità soffiato al milanista  Sebastiano Rossi sono stati i punti più alti delle ultime stagioni del carrarese. E pensare che nel 2013 Franz Beckenbauer, ex difensore della Germania  considerato uno dei migliori giocatori nella storia del calcio, lo definì pensionato dopo la vittoria del Bayern Monaco in Champions League contro i campioni d’Italia. In quell’occasione infatti il portiere bianconero non fu impeccabile su un tiro dalla distanza di Alaba che portò in vantaggio i teutonici. Stasera, il “Santo”- così come lo ha definito il compagno Giorgio Chiellini – avrà un motivo in più per far ricredere i suoi avversari.

Buffon con la maglia dell'Italia agli Europei di quest'anno. Fonte foto: sport.leonardo.it
Buffon con la maglia dell’Italia agli Europei di quest’anno.
Fonte foto: sport.leonardo.it

UN CAMPIONE DA TENERSI STRETTO – Buffon ha regalato momenti unici agli appassionati di calcio e per fortuna continuerà a giocare almeno fino al 2018, con il solito concentrato di temperamento e passione ed una calamita tra le mani per continuare a tenere chiusa la saracinesca.  Da vero numero uno, tra i pali così come fuori dal campo, ha dimostrato di essere un eroe apprezzato da tutte le tifoserie, dote che solo i veri fuoriclasse hanno.

Fonte immagine in apertura: makemefeed.com

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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