Francesco Totti e Luciano Spalletti: Odi Et Amo

La seconda parentesi di Luciano Spalletti in quel di Roma non è stata certo un’avventura memorabile per il tecnico toscano: paradossalmente, infatti, ai risultati positivi ottenuti nel corso dell’ultimo anno e mezzo si è affiancato un nemmeno troppo velato malumore da parte del mister di Certaldo, il cui nome è spesso e volentieri finito in pasto alla stampa, ai tifosi e agli addetti ai lavori, che lo hanno gettato senza pietà nel calderone delle critiche più feroci e, talvolta, ingiuste per un allenatore che si è sempre assunto le responsabilità delle sue azioni, non ha mai avuto particolari problemi a esprimere il suo pensiero e a operare le scelte che più riteneva consone.

Luciano Spalletti a colloquio con Francesco Totti durante una sessione di allenamento. (Fonte: corrieredellosport.it)

Una decisione su tutte, però, non gli è stata perdonata, ossia quella di utilizzare col contagocce un certo Francesco Totti, bandiera e capitano della Roma e icona del calcio italiano e non solo. Il rapporto tra l’attuale numero 10 giallorosso e Spalletti pareva a dir poco inossidabile nel corso della prima era dell’ex Udinese sulla panchina del club capitolino, ma si è incrinato in maniera vertiginosa sin dai primi mesi del secondo ciclo del toscano a Roma. In molti hanno preso le difese di Totti, ritenuto un patrimonio della realtà calcistica nostrana, un vero e proprio monumento da ammirare in tutto il suo splendore. Per i romani, ma a quanto pare non soltanto per loro, è come se Spalletti avesse imbrattato il Colosseo: ma quest’ultimo è un’emblema della Capitale che resiste da secoli ed è sempre lì, nella sua gloriosa magnificenza. Quasi come Totti: già, perché il fuoriclasse giallorosso è pur sempre un essere umano e non è eterno.

Stretta di mano fra Totti e Spalletti nel corso della prima era del tecnico di Certaldo sulla panchina giallorossa. (Fonte: liberoquotidiano.it)

Alla veneranda età di 40 anni, ha ormai già sparato le cartucce migliori del suo potentissimo fucile e quelle poche che gli erano rimaste le ha utilizzate nel momento opportuno, risultando spesso e volentieri decisivo per le sorti dei suoi tra la scorsa e l’attuale stagione. Il minutaggio concessogli da Spalletti è stato molto scarno ed ha comportato un’indignazione di vasta entità nei confronti dell’allenatore giallorosso, accusato di non aver avuto rispetto per l’uomo prima che per il calciatore, relegando il capitano a un ruolo da comprimario e dando l’impressione che di lui non ne avesse più bisogno. È bene precisare che – pur avendo dovuto fare i conti con gli acciacchi tipici per un giocatore della sua età – Totti non ha mai perso il tocco magico che ne ha contraddistinto gli anni migliori della sua carriera, interpretando al meglio il ruolo di asso nella manica della sua Roma: quando le cose andavano male, il capitano giallorosso non si è mai tirato indietro ed ha sempre dato un contributo determinante per raddrizzare le situazioni più complicate.

Spalletti dà indicazioni a Totti nella scorsa stagione. (Fonte: corrieredellosport.it)

Basti pensare alla scorsa stagione, in cui molte delle vittorie al fotofinish della compagine capitolina sono arrivate grazie al suo leader, autore di giocate di pregevole fattura e gol spesso e volentieri fondamentali: Totti si sblocca nel 2-2 casalingo col Sassuolo della quarta giornata, siglando il momentaneo 1-1 in posizione irregolare non ravvisata dall’arbitro e dal guardalinee, per poi mettere la firma nel 3-3 in casa dell’Atalanta, evitando la sconfitta ai suoi, e – subentrando dalla panchina – propiziare la vittoria in rimonta per 3-2 ai danni del Torino all’Olimpico con una doppietta quasi a tempo scaduto, concludendo la sua annata dal punto di vista realizzativo con la rete del momentaneo 2-2 nel successo per 3-2 a Marassi col Genoa. Tutto ciò gli ha permesso di dimostrare a tutti di essere ancora un giocatore tutt’altro che finito e, a dispetto dell’età, di poter dare ancora una mano preziosa alla sua Roma. Ed è così che un addio quasi annunciato non si è più concretizzato al termine della stagione, con i dissapori con Spalletti che sembravano ormai soltanto un ricordo da lasciarsi alle spalle.

L’esultanza di Francesco Totti, a segno nella vittoria per 3-2 della Roma in casa del Genoa il 2 maggio 2016. (Fonte: tuttosport.com)

Un altro anno a Roma, dunque, il venticinquesimo per il sempiterno capitano giallorosso. A 40 anni compiuti, non ci si aspetta certo un impiego notevole per il numero dieci, che però viene gettato più volte nella mischia da Spalletti, seppur per pochi minuti o in gare tranquille. Non impiegato nel fallimentare doppio incontro dei preliminari di Champions League col Porto (1-1 in Portogallo e pesante ko per 3-0 a Roma), Totti consegna ai suoi la vittoria tra le mura amiche per 3-2 contro la Sampdoria grazie a un calcio di rigore trasformato in pieno recupero, per poi andare a segno – sempre dal dischetto – nella sconfitta per 3-1 in casa del Torino in campionato e nel successo in extremis per 2-1 ai danni del Cesena in Coppa Italia. Tre gol realizzati fin qui, tutti e tre da dischetto, per un gol su azione che manca addirittura dal 2 maggio 2016, quando con un bolide dalla distanza non lasciò scampo a Perin e propiziò la rimonta dei giallorossi in casa del Genoa (3-2 finale per gli uomini di Spalletti). Nel frattempo il rapporto col tecnico toscano è andato sempre più logorandosi, in seguito ad alcune uscite pubbliche del campione senza tempo e dello stesso allenatore.

La gioia di Totti, match-winner nel 3-2 rifilato alla Sampdoria all’Olimpico lo scorso 11 settembre. (Fonte: repubblica.it)

In molti, come detto, hanno preso le difese di Totti, in particolar modo dopo l’ultimo episodio (soltanto in ordine di tempo) di una telenovela che non sembra avere fine, ossia il mancato ingresso di Totti nella vittoriosa sfida col Milan (1-4) in quel di San Siro, per quella che potrebbe essere stata l’ultima occasione per l’attuale capitano della formazione capitolina di calpestare da giocatore l’erba del Meazza, uno stadio in cui ha fatto grandi cose in carriera sia ai danni dei rossoneri che dell’Inter. Domenica scorsa, infatti, tutti si aspettavano che Spalletti concedesse pochi scampoli di gara al classe ’76, anche perché la vittoria della Roma era ormai in cassaforte. I tifosi del Milan hanno tributato una lunga ovazione al fuoriclasse romano, ma sono rimasti delusi per non averlo visto all’opera sul rettangolo verde, al pari dei rivali giallorossi. Spalletti è finito nel mirino della critica per una scelta ritenuta da molti ingiustificata e senza senso, ma è pur sempre lui l’allenatore ed il suo è un giudizio insindacabile.

Francesco Totti è attualmente il miglior cannoniere della storia della Serie A in attività, con 250 reti all’attivo. (Fonte: fourthofficial.com)

E mentre il tecnico di Certaldo sembra ormai destinato a salutare la Capitale, Totti non è ancora sicuro di smettere col calcio giocato. La sua ultima gara da professionista potrebbe essere quella in programma all’Olimpico il prossimo 28 maggio contro il Genoa, in cui è previsto il sold-out per rendere omaggio a un giocatore che ha segnato oltre un ventennio della storia di questo meraviglioso sport. Se dovesse trattarsi del suo ultimo atto, Spalletti non avrà alternative: Totti dovrà per forza di cose esserci in campo. Comunque vada, appare ormai inevitabile che le strade dei due si separeranno a fine stagione e nel caso in cui Totti dovesse ritirarsi, la fascia da capitano passerebbe – stavolta a tutti gli effetti – sul braccio di Daniele De Rossi, che potrà finalmente scrollarsi di dosso l’etichetta di Capitan Futuro che lo accompagna sin dall’inizio della sua carriera.

Fonte foto in apertura: sportellate.it

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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