L’eleganza di Federico Bernardeschi: il nuovo artista della Juventus

La Juventus ha messo le mani su Federico Bernardeschi. Trattativa lunga – a tratti estenuante – che si avvia sui binari dell’accordo tra le due società: 40 milioni di euro per il cartellino e cinque anni di contratto per il giocatore. C’è chi pensa sia troppo, chi esulta per l’affare e poi ci siamo noi di Voci di Sport che, in questo articolo, cercheremo di rispondere a questo interrogativo: in quale posizione potrebbe rendere al meglio il carrarese nell’impostazione tattica di Allegri? E soprattutto, quale porzione di campo sarebbe ideale per sprigionare il talento di questo giocatore? Prima di trarre conclusioni affrettate è opportuno indagare nella breve carriera di Bernardeschi con la consapevolezza del fatto che i suoi margini di miglioramento potrebbero ribaltare qualsiasi valutazione.

Durante l’esperienza in serie B al Crotone nella stagione 2013-2014, Federico si ritaglia spazio da ala destra con una media gol e assist a partita tutto sommato accettabile, in un’annata che gli consente di mettersi in mostra nel miglior modo possibile. È simpatico ricordare uno degli sprazzi di talento di quella stagione: era martedì 25 marzo 2014, a Lanciano il Crotone era in piena lotta per i playoff e il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Punizione dal limite per i calabresi. Federico decide di incaricarsi della battuta fregandosene delle gerarchie. 1-0 e gol da tre punti.

Bernardeschi ai tempi del Crotone. (Fonte: violanews.com)

La Fiorentina dunque decide di farlo tornare alla base e di tenerlo in pianta stabile in prima squadra per la stagione successiva. Durante il primo anno in viola mette insieme una dozzina di apparizioni in ruoli diversi tra Europa League, Primavera e Serie A. Per intravedere un’effettiva continuità di impiego bisogna aspettare l’approdo in panchina di Paulo Sousa, nel 2015-2016.

L’allenatore portoghese decide di puntare fortemente su di lui sul versante destro del campo, ma l’obiettivo è trasformarlo in un esterno moderno e dominante a tutta fascia, per implementare sia il bagaglio tattico del giocatore e al tempo stesso la sua capacità di poter essere incredibilmente decisivo sulla corsia laterale, creare i presupposti di uno contro uno e farlo diventare un uomo-assist potenzialmente imprendibile. Federico ha qualità. È palese agli occhi di tutti e in questo modo ottiene le attenzioni dei club importanti, ma il ruolo forgiato da Sousa solo per lui non riesce ad esprimerlo appieno. L’applicazione totalitaria da esterno lo costringe a troppi ripiegamenti e tanti inserimenti a fari spenti sul secondo palo o corse a vuoto per dare ampiezza al fronte offensivo.

Il piano di Sousa dunque fallisce e nella stagione 2016-2017 il tecnico portoghese si convince. Si deve inserirlo in un ruolo la cui posizione sia più accentrata, ma sempre sul versante destro. Alleggerito da mansioni difensive e diminuiti i movimenti senza palla, Bernardeschi si infiamma e prende il volo. La libertà del trequartista lo rende elegante, leggero e sfacciatamente consapevole della propria tecnica sopraffina.

Bernardeschi lascia la viola dopo tre stagioni in prima squadra. (Fonte: www.calciomercato.com)

E quindi nella Juve dove giocherebbe? In teoria nel ruolo di Dybala, in pratica nel ruolo di Cuadrado. Sarà necessaria, innanzitutto, tanta buona volontà per strappare via al colombiano il ruolo da esterno offensivo destro. Rispetto all’ex Chelsea, Bernardeschi non possiede il suo estro e la sua imprevidibilità, ma ha dalla sua più tecnica e un tiro mancino da non sottovalutare. La possibilità di ricoprire il ruolo a destra potrebbe essere infatti utile per mostrare le sue capacità di conclusione ma svantaggiosa in termini di cross da fondo fascia.

La soluzione più lungimirante e naturale sembrerebbe essere l’impostazione da vice Dybala, ma la similitudine tra i due è netta e un gioco a due trequartisti sarebbe sì suggestiva ma non estremamente efficace per quanto riguarda la manovra d’azione. Ragionando sul minutaggio della Joya, costantemente sostituito intorno al 60esimo di ogni gara, Federico potrebbe trovare terreno fertile nell’ultima mezz’ora di gara con più spazi da attaccare, più licenza di inventare la giocata e gli avversari, meno lucidi, potrebbero patire i suoi sprint improvvisi.

In definitiva, mettendo da parte il talento grezzo di questo giocatore e ragionando concretamente, Federico Bernardeschi avrà bisogno di tempo per imporsi in una squadra avente giocatori mentalmente offensivi alla pari se non superiori a lui. Resta il fatto che l’abilità nell’inserire Douglas Costa e Bernardeschi all’interno dell’undici titolare juventino appartiene a Max Allegri, l’unico che deve avere il dubbio (qualitativamente impressionante) su chi schierare.

Fonte foto in apertura: calcionews24.it

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