Il duello di VdS: Napoli-Juventus

Appuntamento speciale del duello di Voci di Sport, che ritorna eccezionalmente per l’attesissima semifinale di ritorno di Coppa Italia tra il Napoli e la Juventus, in programma questa sera al San Paolo. Si riparte dal 3-1 in favore dei bianconeri maturato all’andata allo Juventus Stadium: chi riuscirà a staccare il pass per la finalissima di Roma, affronterà la Lazio il prossimo 2 giugno. Le due squadre si sono già affrontate nel big-match di campionato pareggiato 1-1 domenica scorsa. Due nostri redattori hanno deciso di indossare per l’occasione i panni di Sarri e Allegri, con un terzo che ha svolto il ruolo di giudice per valutare le loro scelte e il loro operato. Ecco com’è andata.

Per Arkadiusz Milik il match contro la Juventus potrebbe essere l’occasione ideale per riprendersi le chiavi dell’attacco del Napoli. (Fonte: napolisport.net)

Rossoni (Napoli) – Formazione: (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Zieliński, Diawara, Hamšík; Callejón, Milik, Insigne.

Dobbiamo provarci. Vincere non è impossibile, passare il turno nemmeno. Ci vorranno concentrazione, grinta e soprattutto grande cuore per ribaltare il risultato dell’andata. Attenzione però: la Juventus che ci troveremo di fronte non sarà di certo la squadra lenta ed impacciata affrontata domenica sera. Ci verranno a pressare alti, mettendoci in difficoltà sul nostro possesso. Dovremo essere bravi noi quindi a impostare il gioco con coraggio e caparbietà, spingendoci in avanti anche nell’ottica di rischiare qualcosa – in termini di equilibrio – pur di trovare il gol.

Ho deciso di rilanciare Milik dal 1′ sia perché credo che i due difensori centrali della Juventus possano andare in difficoltà con una punta fissa, sia perché Mertens può rivelarsi una carta importante (e magari decisiva) a partita in corso. A centrocampo ho voluto dare freschezza e vivacità alla manovra con l’innesto di Diawara e Zieliński, meno fisici rispetto a Jorginho ed Allan ma dotati entrambi di una tecnica straordinaria. Difesa confermata con il ritorno di Ghoulam, che dovrà limitare il più possibile la velocità di Cuadrado.

Gonzalo Higuaín, grande ex della sfida, ha già segnato uno dei tre gol all’andata: il bis al San Paolo in pochi giorni è l’occasione per ripetersi. (Fonte: 101greatgoals.com)

Vigliotti (Juventus) – Formazione (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Pjanić, Khedira; Sturaro, Dybala, Cuadrado; Higuain.

Come ho detto precedentemente in conferenza stampa, la gara di ritorno di Coppa Italia ha un’importanza superiore rispetto a quella di domenica scorsa in campionato. Il Napoli crede ancora nella qualificazione e ne ha tutte le ragioni perché il 3-1 dell’andata non è impossibile da recuperare, specialmente in uno stadio come il San Paolo in cui anche il Real Madrid ha faticato parecchio.

Il nostro approccio alla partita non dovrà essere attendista perché abbiamo la consapevolezza che la difesa partenopea non è affatto impenetrabile e che un gol nostro potrebbe farci approdare in finale. Per questo motivo ho scelto una formazione molto offensiva che punta tutto sull’estro di Paulo Dybala e sulla grande spinta sulla destra di Juan Cuadrado. In difesa ho preferito Alex Sandro ad Asamoah il quale, nella gara di domenica scorsa, ha faticato moltissimo a contenere i tagli di José Callejón, che con il suo gol nella sfida di Torino ha tenuto apertissima la chance del Napoli di approdare in finale. Mi aspetto molto anche dal giovane Sturaro che ho preferito schierare al posto di un Mario Mandžukić non al 100% della condizione.

I pericoli numeri uno provengono dagli inserimenti di Hamšík (una vera spina nel fianco per noi) e dalla grande imprevedibilità di Mertens e Insigne, che non danno punti di riferimento in fase offensiva. Occhio anche alla fisicità e il senso del gol di Milik, la cui presenza potrebbe dare vita ad un ottimo duello con Bonucci.

Essendo la mia Juve in corsa per tutte e tre le competizioni, inutile negare che proveremo a eguagliare l’Inter quando nel 2010 conquistò il Triplete. Non sarà affatto facile perché, oltre alla delicata partita di questa sera, i sei punti di vantaggio sulla Roma non ci possono far dormire sonni tranquilli, senza contare che tra una settimana ospiteremo a Torino il Barcellona. Sto cercando di dosare le forze dei miei ragazzi il più possibile, ma per proseguire il nostro cammino a testa alta i più forti dovranno stringere i denti e dimostrare di cosa sono capaci; mi riferisco in particolare al Pipita Higuaín, che non segna da più di un mese, ma non vede l’ora di gonfiare la rete davanti ai suoi ex tifosi.

Izzo (giudice) – Prima di esprimere le mie considerazioni sulle scelte dei miei due colleghi, è doveroso fare una premessa: ritengo che entrambi si siano calati nel migliore dei modi nei panni di Sarri e Allegri, sia per ciò che concerne il modo di approcciare alla gara che per quanto riguarda i pensieri e le tensioni dei due tecnici. Condivido la decisione di puntare su Milik dal primo minuto, con Mertens inizialmente fuori e da coinvolgere a gara in corso: la fisicità del polacco sarebbe potuta tornare utile al Napoli anche nel posticipo di domenica scorsa e l’ex Ajax ha ormai recuperato appieno dall’infortunio dal punto di vista fisica, dunque è bene affidarsi a lui in un contesto del genere. Sono d’accordo anche in merito al ritorno tra i titolari di Zieliński e Diawara, che daranno un contributo importante in mezzo al campo in virtù della loro condizione atletica più che efficiente (il primo domenica è subentrato nella ripresa, il secondo non ha preso parte alla sfida), accanto al capitano Hamšík, in un periodo di forma a dir poco straordinario.

Sul fronte opposto, invece, giusto dare ancora una volta fiducia a Higuaín, che ha rotto il ghiaccio domenica scorsa, scendendo in campo per la prima volta da avversario al San Paolo, e questa sera potrebbe avere la mente sgombra e risultare decisivo. Subito dopo il Pipita, la scacchiera ritrova una pedina fondamentale, ossia Paulo Dybala: il talento dell’argentino è mancato domenica scorsa e all’andata ha spaccato la partita. Sarà ancora una volta lui uno degli uomini più temibili della formazione di Allegri, la retroguardia partenopea dovrà prestare particolare attenzione alle sue fiammate offensive, così come a quelle di Cuadrado. Pienamente condivisibili anche le scelte di tenere fuori Mandžukić, visibilmente stremato, e puntare nuovamente su Alex Sandro in luogo di Asamoah: a sinistra il brasiliano sa come tenere testa a una scheggia a tratti imprendibile qual è Callejón.

Fonte foto in apertura: gazzetta.it

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da febbraio 2017 - di golf. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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