Concreto e dinamico: tutto quello che c’è da sapere su Blaise Matuidi

Matuidi, il nuovo Pogba. Questa l’anno scorso era la strategia di mercato di Marotta e Paratici. Strategia che però venne mandata in fumo dal PSG, troppo pretenzioso sul prezzo del giocatore. Chiariamo subito la questione: Matuidi non è paragonabile a Pogba, sia – ovviamente – per l’età che per le caratteristiche tecniche e fisiche, ma è uno di quei giocatori di spessore internazionale che più si avvicina al rendimento dell’attuale centrocampista del Manchester United. Forse è per questo motivo che la società bianconera, sondati alcuni profili come Emre Can, Strootman e Milinkovic, ha poi deciso di tornare alla carica per il francese, portandolo a Torino con un anno di ritardo.

PUNTO DI RIFERIMENTO PSGBlaise Matuidi, centrocampista mancino di origini angolane, nasce a Tolosa il 9 aprile 1987. Debutta in Ligue 2 a 17 anni con la maglia del Troyes (2 presenze nella stagione 2004/2005). Con il club disputa anche i due successivi campionati di Ligue 1 (67 presenze e 4 reti), per poi passare al Saint Etienne nell’estate del 2007. Ed è proprio con i verdi della Loira che si consacra in patria come uno dei migliori interpreti nel ruolo. Dopo un bottino di 154 presenze e 3 gol infatti, lo sceicco Al-Khelaifi decide di puntare su di lui per il nuovo centrocampo del Paris Saint Germain, versando nelle casse del club che fu di Michel Platini poco più di 8 milioni di euro nel luglio del 2011. Poco, per uno come lui perché su tutti i trionfi parigini degli ultimi anni (quattro campionati consecutivi dal 2011/2012 in poi, altrettante supercoppe di Francia, quattro coppe di Lega e tre coppe nazionali) c’è il suo marchio.

Matuidi ai tempi del Saint Etienne (fonte footmercato.net)

SCHEDA SCOUTING – È un centrocampista tutto muscoli e corsa che, negli ultimi anni, si è reso anche protagonista di una crescita esponenziale sotto il profilo realizzativo che lo ha portato a diventare uno dei migliori interni in circolazione. Non avrà il senso di gioco e delle verticalizzazioni come Pjanic, ma è un giocatore affidabile per dinamismo e grinta. Fisicità quasi dirompente, Matuidi è riuscito a crescere e dimostrare una notevole padronanza dei propri mezzi tecnici e un’ottima capacità di lettura delle situazioni, cui aggiunge buoni inserimenti senza palla. Caratteristica che lo rende prezioso sia come scorer (nove gol nell’ultimo anno), che come uomo-assist per un totale di 75 occasioni da gol create nelle ultime tre stagioni, sfruttando soprattutto inserimenti dal lato debole. In fase di non possesso, poi, è una garanzia. È un vero e proprio interditore, il profilo che mancava a Massimiliano Allegri per il suo centrocampo. Pochi, in Europa, riescono ad interpretare il suo ruolo su entrambi i lati del campo con uno standard qualitativamente e quantitativamente così elevato.

204 presenze e 23 gol al Psg (fonte agentianonimi.com)

MEGLIO A TRE CHE A DUE – Tatticamente parlando, il vestito perfetto per Matuidi è quello di mezzala sinistra nel 4-3-3. L’eccessiva staticità di un reparto a due lo svantaggia sensibilmente e non è quindi azzardato pensare che Allegri lavori a un cambio di modulo. Il 4-2-3-1, per ora, è ancora il modulo che meglio esprime il potenziale della rosa, visto anche il gran numero di attaccanti. Ma il centrocampo a tre potrebbe essere una preziosa variante in un certo tipo di partite, per rafforzare il filtro di un centrocampo privo di grossi interditori e per dare possibilità anche a Claudio Marchisio di riconquistare la fiducia del mister. L’italiano e Matuidi sarebbero partner ideali da affiancare al regista Pjanic, ma così facendo Khedira verrebbe penalizzato. Con il cambio modulo si avrebbe la possibilità di proteggere meglio una difesa che ha evidenziato un’inedita fragilità. Inoltre da quel lato di campo gioca Alex Sandro: Matuidi è il giocatore ideale per scalare su quella fascia e offrire copertura al brasiliano evitando di far abbassare troppo il Mandzukic di turno. Che sia 4-3-3 puro o 4-3-2-1, con Dybala e Douglas Costa (o Bernardeschi) dietro Higuain, Allegri ha l’imbarazzo della scelta. Un vero e proprio arsenale solo da gestire.

Fonte foto in apertura: lastampa.it

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