Champions League: Juventus, Roma e Napoli pronte al debutto

Da stasera la musichetta della Champions League tornerà a scatenare le emozioni degli appassionati. Ritorna lo spettacolo della competizione più importante e prestigiosa d’Europa a livello di club, un torneo che vede la partecipazione di alcune delle squadre più forti al mondo e che ogni anno regala sempre innumerevoli colpi di scena. Sottrarre lo scettro al Real Madrid non sarà affatto semplice, ma di certo tentar non nuoce e tra le altre trentuno squadre presenti nella manifestazione ce ne sono sicuramente tante che hanno tutte le carte in regola per succedere ai blancos. Che si tratti, magari, di una formazione italiana? Difficile, se non impossibile, stabilirlo da ora.

Il Real Madrid alza al cielo di Cardiff la Champions League vinta lo scorso 6 giugno contro la Juventus. (Fonte: corriere.it)

La Juventus si è arresa proprio al cospetto dei Galacticos di Zidane in quel di Cardiff nella scorsa finale, ragion per cui presumibilmente vorrà riprovarci, quantomeno giungere a Kiev per provare a invertire la tendenza in campo europeo. Raggiungere due finali di Champions in due anni, però, è un’impresa molto impegnativa, seppur non impossibile. Napoli e Roma, invece, appaiono sensibilmente indietro in questo senso rispetto ai bianconeri, per motivi diversi. Gli azzurri non dovrebbero avere problemi a superare il loro girone, in cui sono presenti anche Manchester City, Shakhtar Donetsk e Feyenoord, e magari potrebbero migliorare il loro record nella competizione, ossia andare oltre gli ottavi. Sarebbe già un grande passo per i partenopei, un segno chiaro e tangibile del pieno raggiungimento della tanto agognata maturità anche in campo internazionale. Per i giallorossi, invece, sarebbe già una sorta di miracolo approdare agli ottavi, visto che gli uomini di Di Francesco dovranno vedersela, oltre che con la matricola Qarabağ, con due corazzate del calibro del Chelsea di Conte e dell’Atlético Madrid di Simeone.

I giocatori della Roma festeggiano nel match vinto lo scorso 20 agosto per 1-0 in casa dell’Atalanta. (Fonte: corrieredellosport.it)

Si comincia questa sera, con Roma e Juventus in campo. I giallorossi ospiteranno l’Atlético Madrid, una squadra che negli ultimi anni ha compiuto un processo di crescita a dir poco lodevole, qualificandosi per ben due volte in quattro anni alla finale di Champions (nel 2014 e nel 2016, perdendo in entrambi i casi contro i cugini del Real Madrid) e conquistando, nel frattempo, la Liga nel 2013-2014, imponendosi al cospetto dei Galacticos e del Barcellona. Al timone della squadra c’è sempre il Cholo Simeone, che ha dato un assetto ben definito ai madrileni, inculcando loro la sua filosofia calcistica e mettendo su un gruppo solido e coeso, mai realmente scalfito dalle cessioni più illustri. Nel corso degli anni, infatti, l’Atlético Madrid ha dovuto salutare giocatori del calibro di Courtois, Arda Turan, Diego CostaMandžukić, ma non ha mai perso la sua ossatura, facendo crescere giovani promesse dal futuro assicurato (su tutti il centrocampista classe ’94 Saúl) e affidandosi a un mix di esperienza e talento, puntando su giocatori quali Godín, Juanfran, Filipe Luís, Gabi, Torres da un lato e Oblak, Ferreira Carrasco, Koke e Griezmann dall’altro. La certezza numero uno resta la presenza in panchina di Diego Pablo Simeone, uno che conosce alla perfezione il calcio italiano e che alla Roma segnò un gol con la maglia dell’Inter nel 5-4 con cui i nerazzurri si imposero all’Olimpico il 2 maggio 1999. I tifosi giallorossi lo ricorderanno dunque in maniera tutt’altro che positiva, avendo il Cholo vinto uno Scudetto con la maglia degli acerrimi rivali della Lazio, di cui rappresentò una vera e propria icona in mezzo al campo.

Il Cholo Diego Pablo Simeone siede sulla panchina dell’Atlético Madrid dal 2011. (Fonte: europacalcio.it)

Soffermandoci su ciò che concerne la sfida tra le due squadre, apparentemente potrebbe trattarsi di un incontro a dir poco proibitivo per la Roma, cosa che in molti sostengono. La realtà dei fatti è che, pur trattandosi di una sfida indubbiamente complicata e da affrontare con la concentrazione e lo spirito giusti, i giallorossi hanno tutte le carte in regola per avere la meglio sull’Atlético Madrid, o comunque per affrontare i colchoneros ad armi pari. Ci si aspetta molto dall’attacco dei padroni di casi, che fronteggeranno uno dei reparti arretrati più temuti e solidi d’Europa. Cominciare col piede giusto il cammino europeo sarebbe il modo ideale per dimostrare che la Roma non ha affatto intenzione di stare a guardare Chelsea e Atlético Madrid recitare la parte dei giganti, ma ha voglia e mezzi per recitare un ruolo di primo piano in quello che è uno dei gruppi più tosti ed ostici di questa edizione della Champions League. Non avendo giocato nel weekend in casa della Sampdoria a causa del maltempo che ha impedito lo svolgimento della gara sul prato di Marassi, i capitolini hanno potuto rivolgere le loro attenzioni al debutto in campo europeo e sono pronti a dire la loro al cospetto dell’Atlético Madrid.

Questa sera la Juventus si affida a Paulo Dybala, autentico protagonista del successo per 3-0 ottenuto dai bianconeri contro il Barcellona lo scorso 11 aprile. (Fonte: calciomercato.com)

Un compito probabilmente anche più arduo ce l’ha la Juventus, altra squadra che questa sera proverà a tenere alto l’orgoglio nazionale sul campo del Barcellona. Pochi mesi fa i bianconeri hanno rifilato un’autentica lezione di calcio ai blaugrana nei quarti di finale di Champions, schiantandoli allo Juventus Stadium per 3-0 e costringendoli al pareggio a reti bianche al Camp Nou. Quella di stasera, però, sarà una sfida inevitabilmente diversa rispetto a quella dello scorso aprile, innanzitutto perché siamo all’inizio della stagione e né i catalani né i bianconeri hanno speso lo stesso quantitativo di energie che avevano inevitabilmente impiegato quando le loro strade si incrociarono sull’emozionante e affascinante percorso della competizione calcistica più importante d’Europa. Entrambe le squadre in estate hanno dovuto dire addio ad alcuni dei loro pezzi pregiati, con il Barcellona che ha salutato Neymar e la Juventus che ha fatto lo stesso con Bonucci e Dani Alves, e proprio per questa ragione in molti sostengono che si siano indebolite.

Il Barcellona continua a puntare su Leo Messi, autentico trascinatore del club blaugrana e pericolo numero uno per la Juventus. (Fonte: givemesport.com)

Se è vero che sulla sponda blaugrana l’arrivo di Ousmane Dembélé – pur essendo stato pagato a caro prezzo, circa 150 milioni di euro nelle casse del Borussia Dortmund tra spesa per il cartellino e bonus – difficilmente riuscirà a non far rimpiangere un autentico fuoriclasse qual è Neymar, e che, sul fronte bianconero, l’addio di un pilastro del calibro di Bonucci rende la Vecchia Signora inevitabilmente più vulnerabile in fase difensiva, è pur vero che Barcellona e Juventus hanno in gran parte mantenuto la propria ossatura, riuscendo a trattenere alcuni dei loro tasselli fondamentali, su tutti gli argentini Leo Messi e Paulo Dybala. Il primo è rimasto in quel di Barcellona, smentendo per l’ennesima volta le indiscrezioni legate a un suo possibile addio e risultando ancora una volta l’uomo da cui il club spagnolo ripartirà per tentare di migliorare i risultati ottenuti nella scorsa stagione, mentre il secondo era stato accostato a numerosi top club europei, Barça in testa, ma alla fine è rimasto alla corte di Allegri ed è stato addirittura investito della prestigiosa maglia numero 10. Guai a pensare che ci sia un divario profondo dalle due squadre, perché nessuna delle due è favorita, perlomeno non nettamente: il Barcellona ha il fattore casa dalla sua e una voglia di rivalsa che potrebbe fare la differenza, la Juventus ha intenzione di partire alla grande per lanciare un messaggio alle altre squadre che puntano a conquistare la Coppa dalle grandi orecchie.

I giocatori del Napoli esultano nel preliminare di Champions League vinto ai danni del Nizza. (Fonte: tuttosport.com)

Dopo Roma e Juventus, domani toccherà al Napoli, l’altra italiana che l’anno scorso ha centrato un risultato importante in Champions League ed ha grandi obiettivi per la stagione attualmente in corso. Gli azzurri affronteranno lo Shakhtar Donetsk in quel di Kharkiv, essendo la Donbass Arena, casa del club ucraino, parzialmente danneggiata da circa tre anni in seguito all’esplosione di due ordigni nel corso della guerra civile in Ucraina. Una sfida apparentemente agevole, ma che nasconde innumerevoli insidie che di certo Maurizio Sarri non si sarà lasciato scappare. Il tecnico degli azzurri è un allenatore navigato e gli è bastato un anno in campo europeo per abituarsi alle dinamiche della competizione. L’anno scorso i partenopei arrivarono agli ottavi di finale, disputando due gare intense contro i futuri campioni del Real Madrid, ed uscendo a testa alta dal torneo. Quest’anno, però, il Napoli punta a migliorarsi e a non accontentarsi e per farlo deve acquisire maggiore cinismo e concretezza anche in campo internazionale.

Maurizio Sarri è alla sua terza stagione al Napoli, la seconda consecutiva in Champions League. (Fonte: corrieredellosport.it)

Di certo lo Shakhtar Donetsk non è paragonabile ai top club europei che il Napoli ha affrontato e sconfitto nel corso degli ultimi anni in Champions (Manchester City, Borussia Dortmund e Arsenal su tutte), ma è una squadra dall’impianto di gioco ben collaudato e che ha già dimostrato innumerevoli volte di essere in grado di far male a formazioni più blasonate. A Kharkiv, dunque, sarà tutt’altro che una passeggiata per il Napoli, che però in quest’avvio di stagione ha dimostrato di essere in grado di fare bottino pieno anche non esprimendosi al massimo delle proprie possibilità, contribuendo a sfatare parzialmente il mito del “bel gioco che non porta a nulla”. Gli uomini di Sarri hanno dalla loro la forza di un collettivo che ormai gioca a memoria e che ha fatto vedere grandi cose anche in Europa: fare meglio dell’anno scorso è un obiettivo realmente perseguibile dagli azzurri, che domani hanno un esame molto importante, forse il più importante di questa prima parte di stagione. Per le tre italiane, dunque, il compito di portare a termine imprese complicate, ma non impossibile.

Fonte foto in apertura: today.it

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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