Champions League: Juve in semifinale, al Barça non riesce la rimonta

Non riesce la rimonta al Barcellona, che non va oltre lo 0-0 contro la Juventus. Non è sufficiente nemmeno la spinta del Camp Nou, che con una coreografia – come nella gara contro il Psg – cerca di trascinare i propri giocatori verso l’impresa.

Una delle chiavi tattiche del match è l’atteggiamento della Juventus: meglio difendere o provare anche a segnare? Allegri alla vigilia era stato chiaro e di conseguenza schiera l’undici migliore, così come Luis Enrique, che rispetto al match d’andata ritrova Busquets. E la Juve per i primi quindici minuti gioca anche un buon calcio, andando a pressare il Barcellona in ogni zona del campo e recuperando spesso il pallone: un atteggiamento che i blaugrana non si aspettano e che li disorienta. In questo primo quarto d’ora la Juventus ha l’occasione migliore del match con Higuain, ma il Pipita spara alto. Il Barça inizia a sviluppare il suo gioco sulla sinistra e pian piano riesce a prendere le contromisure ai bianconeri. Il più vivo è Neymar, ma l’ispirazione non è quella delle serate migliori. Il brasiliano tiene troppo palla e spesso si intestardisce nel dribbling. Sorte simile per Suarez, che viene controllato a turno da Bonucci e Chiellini, i quali lo anticipano spesso. Una grande mano ai difensori bianconeri la dà anche il poco movimento degli attaccanti blaugrana e così Buffon non corre grossi pericoli: l’unico brivido arriva intorno alla metà del primo tempo, quando Messi controlla e spara di sinistro un diagonale rasoterra che sfiora il palo. Questo è un episodio che impaurisce un po’ la Juve e da quel momento la squadra di Allegri pressa meno e si abbassa di più, esponendosi agli sterili attacchi del Barcellona e risultando brava a non far giocare Messi e Iniesta: i due calciatori più pericolosi del Barcellona toccano pochi palloni e di conseguenza limitano molto la manovra della loro squadra, con i loro compagni che ne risentono. Nella Juventus il più ispirato è Pjanic, che gioca bene tutti i palloni che tocca e in qualche circostanza regala delle gemme preziose ai propri compagni, come quando mette davanti al portiere Higuain con una morbida pennellata: anche in questo caso il Pipita spreca. Prima dell’intervallo c’è tempo per un tiro alto di Rakitic dal limite dell’area.

Higuain Imbeccato da Pjanic calcia con Piquè che prova a contrastarlo. Fonte foto: Ansa.it

La ripresa presenta lo stesso copione del primo tempo: il Barça gioca e la Juve si ritrae, ma senza correre grossi pericoli. Ci riprova Messi di sinistro, ma anche questa volta il pallone va fuori. La Pulce è il più vivo dei suoi e non vuole arrendersi, ma nemmeno per lui è la serata giusta: lo si intuisce quando a metà ripresa raccoglie un pallone dopo un’uscita sbagliata di Buffon, calciando alto a porta vuota col destro. La Juventus capisce che può solo amministrare il risultato, ma non si limita a farlo e quando le squadre si allungano – complici anche i cambi di Luis Enrique, che inserisce Paco Alcacer e Mascherano per Rakitic e Sergi Roberto – i bianconeri sfiorano anche il gol. Ci va più vicino di tutti Cuadrado, ma la sua mira non è precisa. Il colombiano sarà uno dei migliori dei suoi: pronto a involarsi sulla fascia, ma anche a dare una mano ai suoi in fase difensiva, con i suoi recuperi molto preziosi.

Allegri esulta a fine partita. Fonte foto: Ansa.it

Come all’andata, la Juventus raggiunge l’obiettivo, attraverso una grande prestazione di squadra, soprattutto in fase difensiva. Ma quello che spicca nella serata di Barcellona è la forza e la compattezza di un gruppo che ha vinto tanto e che vuole ancora vincere e crescere e che, grazie alla prestazione del Camp Nou, ha messo un altro grande mattone per restare ancora più scolpito nella storia del calcio. La Juventus non ha ancora alzato al cielo la Coppa dalle grandi orecchie e deve fare ancora tanta strada, ma mai come in questa stagione ha la forza mentale e la giusta consapevolezza per farlo. Per una squadra che si appresta a giocare le semifinali come la favorita principale per la vittoria di questo torneo, ce n’è un’altra che nonostante sia uscita senza segnare nel doppio confronto, riceve lo stesso gli applausi del suo pubblico, che per novanta minuti l’ha spinta di nuovo a provare l’impresa e che, quando ha capito che non ce l’avrebbe fatta, invece che fischiare si è alzato in piedi e ha cantato sventolando le bandiere, come se avesse raggiunto l’obiettivo. Scene che non si vedono dalle nostre parti, dove in certi stadi dopo dieci minuti di partita e qualche tocco sbagliato dai propri giocatori, i tifosi iniziano a spazientirsi e a fischiare. La Juventus è un esempio per le sue qualità, tecniche e mentali; il Barcellona, prima che per i suoi campioni, lo è per il suo pubblico.

Fonte foto in apertura: corrieredellosport.it

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