Champions League: Chelsea, United e PSG a valanga, Juventus ko e la Roma ferma l’Atlético

La prima parte della prima giornata di Champions League offre tanti spunti e temi da analizzare. Dal netto 3-0 con cui il Barcellona ha annichilito la Juventus al Camp Nou al tennistico 6-0 rifilato dal Chelsea al Qarabag, passando per il 3-0 del Manchester United contro il Basilea, al successo col medesimo risultato del Bayern Monaco ai danni dell’Anderlecht, fino al 5-0 del PSG in casa del Celtic, è stato un ritorno magico quello della Coppa dalle grandi orecchie, tra valanghe di gol e innumerevoli sorprese. Da segnalare anche lo 0-0 tra Roma e Atlético Madrid all’Olimpico e i successi esterni di Sporting Lisbona e CSKA Mosca, che battono rispettivamente per 3-2 l’Olympiakos e per 2-1 il Benfica. In attesa delle gare di stasera, diamo un’occhiata al meglio e al peggio della prima parte del primo turno di Champions League.

Zappacosta festeggia insieme ai suoi nuovi compagni dopo il suo primo gol con la maglia del Chelsea, messo a segno nel successo per 6-0 contro il Qarabağ. (Fonte: newindianexpress.com)

OTTIMO AVVIO PER LE INGLESI – Negli ultimi anni il rendimento delle formazioni d’Oltremanica nella competizione più importante d’Europa a livello di club è stato a dir poco deludente, ma quest’anno in molti auspicano un riscatto delle squadre inglesi. Chelsea, Manchester United, Tottenham e Manchester City hanno il compito di tenere alto l’orgoglio britannico e centrare risultati più che soddisfacenti. In attesa che scendano in campo gli Spurs e i Citizens (impegnati quest’oggi, rispettivamente contro Borussia Dortmund e Feyenoord), le prime due hanno cominciato col piede giusto il proprio cammino, riuscendo a fare bottino pieno. I Blues hanno sconfitto il Qarabağ in un match a senso unico, annientando letteralmente la squadra azera (6-0 il punteggio finale), mentre i Red Devils si sono sbarazzati senza troppi patemi d’animo del Basilea, imponendosi per 3-0. Un inizio decisamente positivo, dunque, tra le mura amiche per Antonio Conte e José Mourinho.

Il Chelsea parte da favorito e mette in difficoltà i suoi avversari sin da subito, colpendo dopo appena cinque minuti con un gran destro da fuori area di Pedro che si insacca magistralmente. A dare un tocco in più di Italia alla formazione londinese ci pensa, oltre al tecnico Antonio Conte, il terzino Davide Zappacosta, che alla sua prima presenza da titolare in Champions League, nonché esordio assoluto in carriera nella Coppa dalle grandi orecchie, offre una prova a dir poco positiva, raddoppiando con un gol da cineteca alla mezzora di gioco: l’ex Torino – centesimo marcatore italiano in Champions – percorre tutta la fascia destra partendo dalla sua area e, da posizione defilata, sorprende il portiere avversario con una sorta di tiro cross che si insacca a sorpresa, mandando letteralmente in visibilio il pubblico di Stamford Bridge e rispondendo con i fatti a chi era rimasto perplesso dopo il suo approdo a Londra. Si va all’intervallo sul 2-0 per i padroni di casa, che archiviano la pratica nella ripresa, andando a segno con Azpilicueta su assist del connazionale Fàbregas in avvio di secondo tempo e Bakayoko (primo gol con la maglia del Chelsea anche per lui) e Batshuayi – doppietta per quest’ultimo – negli ultimi venti minuti, con il centrocampista francese e il centravanti belga che arrotondano il risultato, permettendo al Chelsea di chiudere alla grande il suo primo match in Champions League dopo un anno di assenza sul palcoscenico continentale.

L’altra inglese impegnata nella serata di ieri, ossia il Manchester United, non ha deluso le aspettative, superando agevolmente l’ostacolo Basilea. I Red Devils, anch’essi assenti lo scorso anno, ci tenevano a fare bella figura nella prima gara del torneo e sono riusciti nell’intento, facendo capire le loro intenzioni agli avversari sin dalle prime battute. Pogba parte con la fascia da capitano al braccio, ma la sua serata dura poco meno di venti minuti a causa di un infortunio: al suo posto entra in campo Fellaini, che poco più tardi sblocca la contesa con un colpo di testa sugli sviluppi di un cross di Ashley Young. In avvio di ripresa, poi, ci pensa l’implacabile bomber Lukaku, a segno per la sesta volta in altrettante partite disputate con la maglia dello United, quindi a pochi istanti dal fischio finale tocca a Rashford mettere il punto esclamativo sul successo del Manchester United, con il giovane attaccante inglese, entrato in campo appena sei minuti prima al posto di Juan Mata, che sfrutta come meglio non avrebbe potuto la chance concessagli da Mourinho.

Kylian Mbappé, Edinson Cavani e Neymar: il tridente di fuoco del Paris Saint-Germain regala la vittoria ai francesi in casa del Celtic. (Fonte: goal.com)

IL TRIO STELLARE COLPISCE ANCORA – A Parigi sognano ad occhi aperti e lo fanno grazie al fenomenale tridente offensivo composto da Kylian Mbappé, Edinson Cavani e Neymar. I tre assi a disposizione di Unai Emery rappresentano una garanzia di gol e, dopo aver già dato sfoggio delle loro qualità nelle prime giornate di Ligue 1, non hanno esitato a mettere in mostra il meglio del loro repertorio nella prima gara di Champions League, con il Paris Saint-Germain atteso dall’incontro in casa del Celtic. Netto il divario tecnico tra le due squadre, con i francesi che partono da favoriti e ci mettono davvero poco a mettere alle corde i padroni di casa.

In quel di Glasgow, infatti, bastano meno di venti minuti di gioco agli ospiti per passare in vantaggio, con Neymar che a tu per tu con Gordon sfrutta al meglio il suggerimento di Rabiot e fulmina l’esperto estremo difensore scozzese, sbloccando il risultato e indirizzando la gara in favore dei suoi. A poco più di dieci giri di lancette dal termine della prima frazione di gioco, poi, ci pensa Kylian Mbappé a raddoppiare: l’ex Monaco mette a segno il suo secondo gol in altrettante gare disputate con la maglia del PSG, il settimo in carriera in dieci apparizioni in Champions League tra monegaschi e parigini. Prima del duplice fischio del direttore di gara, c’è tempo anche per il tris, offerto gentilmente dal terzo membro del micidiale trio d’attacco del PSG, ossia Edinson Cavani, che trasforma dal dischetto dopo essersi guadagnato il calcio di rigore. Nel secondo tempo, dunque, al Paris Saint-Germain le cose risultano ancor più semplici, in quando gli uomini di Emery si limitano a gestire il largo vantaggio, dilagando nel finale con l’autorete del difensore svedese Lustig e il secondo gol di Cavani, arrivato a quota 26 reti in carriera in Champions League, nove nelle prime sette partite di questa stagione e 139 in 205 presenze con la maglia del PSG.

Il protagonista della sfida tra Roma e Atlético Madrid è Alisson, che salva più volte i giallorossi dagli assalti degli spagnoli. (Fonte: repubblica.it)

RIVINCITA BLAUGRANA, PARI ROMA – Serata agrodolce per le italiane, in attesa del Napoli. La Juventus al Camp Nou appare la brutta copia della squadra che lo scorso 11 aprile si impose per 3-0 allo Juventus Stadium contro il Barcellona e una settimana più tardi riuscì ad arginare gli attacchi dei catalani, bloccandoli sullo 0-0 tra le mura amiche. La formazione di Allegri non riesce a tenere testa a una squadra, quella spagnola, che rispetto allo scorso anno ha cambiato guida tecnica, affidandosi all’ex allenatore dell’Athletic Bilbao Ernesto Valverde, e che, ceduto Neymar, riparte dalle sue certezze principali (Piqué, Iniesta, Messi e Suárez in testa) e si affida alla crescita del remunerativo colpo Dembélé. Dopo la batosta subita a Cardiff, non ci si aspettava di certo una Juventus sull’onda dell’entusiasmo, ma il tris incassato al Camp Nou è impietoso ed è un campanello d’allarme importante per la Vecchia Signora. Proprio come lo scorso 6 giugno al cospetto del Real Madrid nella finalissima, anche col Barcellona i bianconeri partono con l’atteggiamento giusto, tenendo testa alla corazzata blaugrana per l’intero primo tempo prima di capitolare nella ripresa.

Nella prima frazione Buffon salva i suoi, opponendosi prima su Dembélé e poi su Suárez, ma non può nulla sul finire del primo tempo sul diagonale vincente di Leo Messi, che non aveva mai segnato in carriera al numero uno bianconero. In avvio di ripresa la Pulce colpisce il palo e il Barcellona prende in mano il pallino del gioco, raddoppiando con Rakitić, già a segno (peraltro con un gol molto simile) nella finale di Champions League di due anni fa vinta per 3-1 dal Barça ai danni della Juventus. Allegri prova a cambiare le cose gettando nella mischia Bernardeschi, ma poco dopo i padroni di casa chiudono i conti con un Messi scatenato: il fuoriclasse argentino salta Alex Sandro e Benatia come birilli e fredda Buffon, fissando il risultato sul 3-0 e guadagnandosi più che legittimamente la palma di migliore in campo. Nel finale, poi, da segnalare un gol annullato a Suárez per posizione di fuorigioco del Pistolero: il poker sarebbe stato probabilmente fin troppo pesante per la Juventus, ma cambia poco. I vicecampioni d’Europa non sono mai stati in grado di dominare l’incontro e hanno inevitabilmente visto crollare le proprie certezze al cospetto di un Barcellona rivitalizzato e ben messo in campo.

Luci e ombre nel primo match della Roma in Champions League dopo due anni. I giallorossi, che l’anno scorso mancarono l’accesso alla fase a gironi del torneo arrendendosi al cospetto del Porto nei preliminari, pareggiano per 0-0 contro l’Atlético Madrid del Cholo Simeone, l’altra favorita per il passaggio del turno nel gruppo C insieme al Chelsea di Conte. Sugli scudi il portiere brasiliano Alisson, che a conti fatti risulta il vero salvatore della patria in casa capitolina e con le sue parate permette alla squadra di Di Francesco di mantenere la porta inviolata e di portare a casa un punto tutto sommato positivo e sicuramente utile per il prosieguo del raggruppamento. Nel primo tempo i padroni di casa sembrano in grado di tenere testa ai colchoneros e l’incontro è decisamente combattuto. Dopo poco più di venti minuti di gioco, con occasioni da una parte e dall’altra, l’arbitro non assegna un rigore alla Roma per un fallo di mano di Vietto sugli sviluppi di un traversone di Perotti.

Poco più tardi Oblak è costretto a fare gli straordinari sugli sviluppi di una botta dalla distanza di Nainggolan. Un minuto dopo Koke si vede respingere sulla linea da Manolas un suo tentativo, quindi Alisson compie un miracolo su Griezmann. È nel secondo tempo che l’apporto del portiere brasiliano risulta ancor più fondamentale è decisivo per la Roma: l’ex Internacional viene chiamato in causa rispettivamente da Vietto, Saúl e Correa, rispondendo presente sugli sviluppi di tutte le occasioni capitate ai tre giocatori dell’Atlético. Di Francesco fiuta il pericolo e decide di coprirsi, inserendo Fazio in luogo di Defrel e passando dunque alla difesa a cinque. A un quarto d’ora dal fischio finale Perotti viene atterrato in area, ma anche in questo caso per l’arbitro Mazić non ci sono gli estremi per assegnare il penalty ai capitolini. Nel finale, poi, altri due interventi strepitosi di Alisson, che si oppone a un gran tentativo dalla distanza di Correa e al colpo di testa da pochi passi di Saúl.

Fonte foto in apertura: theintelligencer.com

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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