Caro Babbo Natale…

Ognuno di noi, da bambino, ha aspettato con tanta ansia ed emozione il giorno di Natale, una ricorrenza speciale soprattutto per l’arrivo dei regali tanto desiderati. L’attesa che precede il fatidico giorno è un miscuglio di sensazioni diverse, che raggiungono il culmine nel momento in cui tocca scrivere la lettera a Babbo Natale. Crescendo, poi, le lettere a Babbo Natale diventano soltanto un dolce ricordo, anche se ci sono persone che non smettono di sperare nella realizzazione di certi desideri apparentemente irrealizzabili. Appartiene a questa categoria il tifoso, che ogni anno a Natale si ritrova a tirare le somme del rendimento della sua squadra e a fare i conti con l’inizio di un anno nuovo che potrebbe portare tante novità. Che si tratti di uno sfegatato tifoso o di un semplice appassionato, chi ama il calcio e lo sport in generale ha sempre qualche sogno nel cassetto che spera possa presto realizzarsi. E allora, da tifoso ancor prima che da giornalista, caro Babbo Natale, continuo ad invocarti per chiederti dei regali che credo possano essere il desiderio di tutti i numerosissimi amanti del calcio sparsi per il globo.

Caro Babbo Natale, per questo Natale il primo regalo che vorrei – da italiano – è che il cammino europeo delle squadre nostrane possa essere il più lungo possibile e (perché no?) magari anche trionfale. Non sono affatto sfide semplici quelle che ci attendono: la Juventus e il Napoli impegnate in Champions contro il Porto – che ha già eliminato ai preliminari la Roma – e i campioni in carica del Real Madrid, freschi di vittoria del Mondiale per club, la Fiorentina e la Roma avversarie in Europa League di Borussia Mönchengladbach e Villarreal, due squadre ostiche e difficili da battere. Per il bene del calcio italiano, la speranza è che il loro percorso continentale possa regalare tante gioie e soddisfazioni non soltanto ai rispettivi tifosi, ma a tutti gli italiani che credono ancora nella possibilità di rilancio del mondo del pallone nostrano, affinché le nostre squadre tornino ad essere esempi e modelli di riferimento per le società degli altri paesi.

I giocatori del Napoli esultano nella sfida vinta 2-1 in casa del Benfica. (Fonte: tuttosport.com)

Caro Babbo Natale, la seconda richiesta riguarda due attaccanti italiani che stanno faticando parecchio in questa prima parte di stagione. Si tratta di Alberto Gilardino e Manolo Gabbiadini: il primo ha messo a segno soltanto un gol con l’Empoli (peraltro in Coppa Italia) e ha avuto ben poche chance per mettersi in mostra con continuità, al pari del secondo, chiuso a Napoli dall’arrivo di Milik e dall’esplosione di Mertens come falso nueve. Gilardino agli inizi della sua carriera ha rappresentato un possibile erede dei grandi centravanti italiani del passato ed ha contribuito alla vittoria della Nazionale ai Mondiali di Germania 2006, per cui è nel cuore di tutti gli appassionati italiani e l’augurio è che possa finalmente sbloccarsi in campionato e ritrovare quella straordinaria media realizzativa che lo ha contraddistinto per tanti anni. Gabbiadini, invece, è uno dei migliori talenti prodotti dal nostro calcio negli ultimi anni, ma dopo un inizio di carriera più che positivo, il ragazzo non è riuscito a maturare definitivamente al Napoli. A 25 anni ha ancora tutto il tempo per esplodere definitivamente, molto probabilmente lo farà lontano dal Vesuvio, magari all’estero. In ogni caso, la speranza è che possa finalmente mettere in luce tutto il suo talento e abbandonare lo status di “promessa incompiuta”.

Alberto Gilardino, autore di un gol in 14 presenze con l’Empoli fin qui. (Fonte: news.superscommesse.it)

Caro Babbo Natale, regalaci tanti altri giovani – italiani e non – che quest’anno si sono imposti all’attenzione mediatica in pochissimo tempo. I milanisti Donnarumma e Locatelli, gli atalantini Kessié, Caldara, Petagna e Gagliardini, i genoani Simeone e Pellegri, lo juventino Moise Kean, il laziale Murgia, gli interisti Miangue, Gabigol e Pinamonti, il viola Chiesa (figlio di Enrico, ex attaccante di Parma, Sampdoria, Lazio, Fiorentina e Nazionale) e il granata Barreca, senza dimenticare il figlio d’arte Di Francesco – il padre Eusebio allena il Sassuolo, che ha messo in vetrina Lirola, Adjapong e Ricci – lanciato dal Bologna. Il nostro augurio è che i giovani che si sono già affermati ad alti livelli possano migliorare sempre di più (tra questi spiccano Donnarumma e Kessié) e che quelli che hanno ancora tanto lavoro da fare per imporsi sul palcoscenico del calcio che conta riescano il più presto possibile a diventare autentici protagonisti sui campi di Serie A (su tutti Gabigol, che ha tutti i mezzi per diventare un fuoriclasse assoluto). Inoltre, la speranza è che l’anno nuovo ci faccia scoprire altri giovani potenziali campioni, per un calcio italiano che finalmente punta sui talenti, soprattutto su quelli cresciuti in casa propria.

Gianluigi Donnarumma con la Supercoppa italiana vinta dal suo Milan contro la Juventus ai rigori. (Fonte: goal.com)

Caro Babbo Natale, continua a farci assistere alle prodezze dei nostri veterani. È bellissimo vedere che allo scadere del 2016 – e con l’ingresso nel mondo del calcio dei giovani sopracitati – ci sia ancora spazio per quei giocatori che hanno fatto appassionare tanti tifosi a questo sport e che continuano a regalarci perle della loro classe, del loro talento e della loro umanità. In questo senso, è scontato che il riferimento sia (in particolare) a due giocatori che hanno scritto la storia del calcio italiano e delle rispettive squadre di club in cui giocano (Juventus e Roma): Gianluigi Buffon e Francesco Totti. Entrambi campioni del mondo con l’Italia di Lippi nel 2006 in Germania, il primo – prossimo ai 39 anni – sogna di aggiungere ai tanti trofei vinti negli ultimi anni quella Champions tanto agognata e sfuggita tante volte in passato, ma nel frattempo si limita a battere record su record ed è ancora oggi capitano e pilastro indiscusso sia dei bianconeri che della Nazionale. Il secondo, dal canto suo, non ha molta continuità di impiego, a causa soprattutto dell’età avanzata, specie per un giocatore di movimento (40 anni) e della presenza in rosa di attaccanti quali Salah, Džeko, El Shaarawy, Perotti, ma ha comunque avuto modo di emozionare più volte non soltanto i tifosi giallorossi, ma gli amanti del calcio in generale, andando a segno in Serie A per la ventitreesima stagione consecutiva e risultando spesso il salvatore della sua Roma. In un calcio che negli ultimi anni ha salutato tante leggende storiche (Del Piero, Toni, Di Natale, Gattuso, Pirlo) avere ancora due pezzi da novanta quali Buffon e Totti è un gran motivo di gioia. E non dimentichiamo Sergio Pellissier, che a 37 anni è rimasto in massima serie col suo Chievo, squadra di cui è capitano, togliendosi lo sfizio di arrivare a quota 101 gol in Serie A.

Gianluigi Buffon e Francesco Totti con la Nazionale ai Mondiali di Germania 2006. (Fonte: goal.com)

Caro Babbo Natale, regala un’opportunità a Paloschi. Che sia nella sua Bergamo o altrove, l’attaccante scuola Milan è uno dei dubbi più enigmatici degli ultimi anni. Salito alla ribalta con un gol dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo – peraltro decisivo – in una sfida tra Milan e Siena del 2008, Paloschi ha poi proseguito la sua carriera con Genoa, Parma e Chievo. A Verona sembrava aver finalmente raggiunto la maturità, ma si è bloccato nuovamente dopo la poco proficua esperienza con lo Swansea di Guidolin. L’Atalanta pareva essere la scelta migliore per ripartire, ma un inizio tutt’altro che impressionante (sia del giocatore che della squadra) lo ha fatto scivolare ben presto fuori dall’undici titolare di Gasperini, che gli ha preferito Petagna. Paloschi non è di certo un bomber implacabile, ma è uno di quegli attaccanti che ha tutto per rendersi utile anche per le grandi squadre, ecco perché auspichiamo che possa trovare maggiore continuità sia d’impiego che realizzativa.

Paloschi al debutto con l’Atalanta nella prima giornata persa 4-3 in casa contro la Lazio. (Fonte: calciomercato.com)

Caro Babbo Natale, regalaci una rinascita del Leicester. La squadra che ha fatto sognare il mondo intero nella passata stagione, quest’anno sta faticando parecchio e si trova attualmente invischiata nella lotta per non retrocedere. Le Foxes di Ranieri hanno una squadra ben strutturata, con buone individualità e la stessa base dell’anno scorso, ma sembra aver perso quella lucidità e quella brillantezza che ne hanno contraddistinto la magica annata scorsa, culminata con la vittoria della prima Premier League della sua storia. Inevitabile che il Leicester sia entrato nei cuori degli appassionati di tutto il mondo, in particolare di quelli italiani, anche perché al timone della squadra c’è Claudio Ranieri, una nostra conoscenza che ha portato alto il nome e l’orgoglio del calcio italiano oltremanica e nel mondo. Il nostro augurio è che le volpi inglesi possano scalare quante più posizioni possibili in campionato e magari continuare a scrivere la storia in Champions League, dove nel frattempo hanno già staccato il pass per gli ottavi. Nel bene e nel male, il Leicester ci ha regalato tante emozioni, ricordandoci che il calcio è prima di tutto un gioco e che nella vita niente è impossibile se si rema tutti dalla stessa parte e si crede in quello che si fa: una lezione fondamentale non soltanto per il mondo del calcio.

Claudio Ranieri esulta nella scorsa stagione, in cui il suo Leicester ha vinto la Premier League. (Fonte: theguardian.com)

Caro Babbo Natale, tanto per restare in tema di imprese storiche, regalaci un’altra favola stile Leicester. Se per le Foxes rivincere il campionato è praticamente impossibile, considerata l’attuale posizione in classifica, ci sono alcune realtà in Europa che potrebbero ripetere le gesta dei ragazzi di Ranieri. In Germania, ad esempio, c’è il neopromosso Lipsia, che di recente ha perso la vetta della classifica in favore del favoritissimo Bayern Monaco di Ancelotti e nell’ultimo turno ha perso proprio lo scontro diretto all’Allianz Arena. I Tori Rossi hanno ancora metà stagione per provare a soffiare il primato ai campioni in carica e a iscrivere il proprio nome nella storia del calcio tedesco. In Russia, poi, c’è una squadra che potrebbe rivincere il campionato dopo tanti anni: si tratta dello Spartak Mosca, che non mette in bacheca il titolo nazionale dal 2001. Facciamo il tifo per i moscoviti, non soltanto perché ad oggi hanno dimostrato di meritare il primato in classifica, ma anche e soprattutto perché a guidarli è un italiano, Massimo Carrera, ex assistente di Antonio Conte.

I giocatori del Bayern festeggiano nella gara vinta 3-0 contro il Lipsia all’Allianz Arena. (Fonte: goal.com)

Caro Babbo Natale, questa lettera potrebbe contenere tante altre richieste, ma è arrivato il momento di chiudere con i due desideri finali. Il primo riguarda la nostra Nazionale, impegnata nel difficile girone di qualificazione ai Mondiali del 2018 in cui c’è anche la Spagna. L’augurio è che gli azzurri possano farci sognare riuscendo a qualificarsi alla rassegna iridata in programma in Russia, speriamo di poter raggiungere questo traguardo, anche perché un Mondiale senza l’Italia non è lo stesso. L’ultimo desiderio, forse il più importante di tutti, riguarda la crescita del nostro calcio, non soltanto per ciò che concerne la crescita dei giovani, la modernizzazione degli impianti sportivi, i risultati del campo, ma anche e soprattutto per gli aspetti sociali di questo meraviglioso sport: in poche parole, la nostra speranza è che cessino finalmente di esistere episodi di razzismo, scarsa tolleranza e violenza, che il calcio torni ad essere un’occasione di confronto e di spensieratezza da vivere insieme ai propri familiari, amici e conoscenti. Insomma, che il mondo del pallone recuperi la sua essenza, lo scopo per cui è nato e ci ha fatto innamorare per tanti anni: divertire e divertirsi, insieme.

Fonte foto in apertura: it.123rf.com

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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