Carlo Ancelotti: il re di coppe abbatte le critiche

“Le critiche sono la tassa che un uomo paga al pubblico per essere famoso”: può essere questa citazione del noto scrittore e poeta irlandese Jonathan Swift la frase adatta per riassumere efficacemente la carriera di Carlo Ancelotti, uno che tra campo e panchina ha dovuto spesso e (mal)volentieri inghiottire critiche talvolta rivelatesi pesanti e affrettate. Inutile quanto superfluo dilungarsi sui tanti trionfi ottenuti dal tecnico di Reggiolo tra le esperienze con Milan, Chelsea, PSG, Real Madrid e, appunto, Bayern Monaco, sulla cui panchina siede dalla scorsa estate. La sua avventura in terra tedesca si è rivelata più complicata del previsto e in questo senso la conquista della Bundesliga è servita soltanto parzialmente a stemperare gli animi di una piazza che si aspettava qualcosa in più in Champions League, soprattutto considerando il grande feeling del buon Carletto con la Coppa dalle grandi orecchie.

Nella sua prima stagione alla guida del Bayern Monaco, Carlo Ancelotti ha messo in bacheca una Supercoppa di Germania e una Bundesliga. (Fonte: goal.com)

Se è vero che dopo la tempesta viene sempre la quiete, è pur vero che nel corso della recente preparazione estiva i deludenti risultati raccolti dalla compagine bavarese non hanno fatto altro che gettare benzina sul fuoco, con Ancelotti finito sul banco degli imputati per le sconfitte nella International Champions Cup contro il suo ex Milan (4-0) e l’Inter (2-0), il doppio tonfo nell’Audi Cup per 3-0 contro il Liverpool e per 2-0 contro il Napoli, con la vittoria per 3-2 contro il Chelsea di Conte che non è di certo bastata ad evitare una nuova ondata di critiche all’allenatore emiliano. Pur trattandosi soltanto di amichevoli estive, in cui la condizione fisica dei giocatori è tutt’altro che ottimale e tanti nomi illustri restano a riposo per permettere ai più giovani o alle riserve di dire la loro e giocarsi un’eventuale conferma in squadra (non bisogna sottovalutare, sotto quest’aspetto, che l’apertura della sessione di calciomercato giochi un ruolo fondamentale nelle scelte degli allenatori), i tifosi bavaresi si aspettano sempre grandi cose da una delle squadre più forti e blasonate d’Europa e del mondo, nonché la corazzata più temibile di Germania.

Il Bayern Monaco di Ancelotti ha lasciato parecchio a desiderare nelle amichevoli estive, riscattandosi però con il successo ai rigori ai danni del Borussia Dortmund in Supercoppa di Germania. (Fonte: foxsports.it)

A difesa di Ancelotti si è schierata gran parte della stampa tedesca, che ha analizzato con lucidità i risultati ottenuti fin qui dal tre volte campione d’Europa e lo ha assolto da ogni accusa, incoraggiandolo a non mollare e a far sì che le tante critiche ricevute possano rappresentare un ulteriore stimolo a vincere e convincere nelle occasioni che contano. Del resto, la carriera e il palmarès di Carletto parlano per lui e raccontano in maniera inequivocabile e significativa la storia di un tecnico che nei momenti decisivi ha sempre fatto valere la sua grande competenza calcistica, unita a un’invidiabile capacità di fare gruppo e legare con esso grazie a una straordinaria e infinita umanità, qualità che gli ha permesso di lasciare un bellissimo ricordo ovunque abbia allenato. Tanti campioni e giocatori di media-bassa caratura, infatti, ne parlano sempre con grandissima stima e considerazione, a dimostrazione del fatto che per essere un grande allenatore e portare a casa risultati di un certo prestigio non basti soltanto essere un mago della tattica o uno stratega della panchina, ma è fondamentale anche e soprattutto far sentire ogni giocatore importante e plasmare nel migliore dei modi il gruppo.

Carlo Ancelotti in conferenza stampa in occasione dell’International Champions Cup disputatasi tra Cina e Singapore dal 18 al 29 luglio scorsi. (Fonte: zimbio.com)

Indubbiamente imbattibile anche sotto questo punto di vista, sia nella sua carriera da calciatore che durante quella da allenatore Ancelotti è sempre stato contraddistinto da una grande umiltà e questo, se da un lato lo ha fatto entrare nei cuori di innumerevoli appassionati di calcio e non soltanto dei tifosi delle sue squadre, dall’altro forse lo ha reso più facilmente attaccabile dai critici feroci, che non si sono mai lasciati scappare l’occasione di bocciarne le idee durante i momenti più bui e difficili della sua avventura da allenatore. Dal canto suo, il tecnico di Reggiolo non ha mai dato peso a queste cose, essendo uno che dà molta importanza alla cose concrete e non a quelle futili, ed ha sempre scelto di rispondere con i fatti, reagendo con grande classe, pacatezza e ironia alle speculazioni nei suoi confronti e uscendo il più delle volte da vincitore indiscusso dal confronto con la ferocia della critica. Purtroppo, però, un mestiere come quello dell’allenatore è ingrato, poiché tanti successi e meriti passano inosservati, ma basta un minimo errore per finire in pasto alle accuse. In questo senso, le recenti critiche ad Ancelotti dimostrano come il mondo del calcio stia proseguendo il suo processo evolutivo in maniera fin troppo frettolosa, non lasciando tempo sufficiente per fermarsi a pensare e valutare attentamente una determinata situazione, anche e soprattutto a causa della forte influenza dei social network, che hanno ormai permesso a tutti di dire la loro, generando così un vortice di parole in libertà, spesso frutto dell’istinto.

Carlo Ancelotti ride e scherza con Maurizio Sarri in occasione della finale per il terzo e quarto posto dell’Audi Cup tra il suo Bayern e il Napoli, vinta per 2-0 dagli azzurri lo scorso 3 agosto all’Allianz Arena. (Fonte: corrieredellosport.it)

E se ad essere oggetto delle critiche è uno come Ancelotti, che in carriera ha allenato in cinque paesi diversi ed ha vinto almeno un trofeo in ognuno di loro, il discorso è ancor più complesso: il dubbio che sorge spontaneo è come si faccia ad avere ancora dubbi o perplessità circa uno degli allenatori migliori al mondo, un tecnico che qualsiasi squadra sognerebbe di avere in panchina e che coloro che hanno avuto la fortuna di averlo hanno amato alla follia, chi più e chi meno (vedi l’esperienza alla Juventus, in cui ebbe alcuni screzi con la società e non era benvoluto dai tifosi bianconeri in virtù del suo quinquennio da calciatore al Milan), che si è rivelato capace di mettere in pratica la sua filosofia calcistica in ben cinque campionati diversi e che detiene il record (a pari merito con Bob Paisley) di Champions League messe in bacheca, ben tre tra Milan e Real Madrid. Il calcio d’agosto, inoltre, lascia il tempo che trova, dunque bisognerebbe aspettare prima l’esito della stagione da poco iniziata prima di esprimere un giudizio così netto sull’operato di un allenatore, anche perché come detto le amichevoli estive contano poco o nulla, il loro scopo è principalmente quello di aiutare le squadre a rimettersi in forma per approcciare al meglio alla nuova annata più che di focalizzarsi sui risultati, anche perché ad avere maggiore continuità di impiego sono le giovani promesse del vivaio o i veterani a caccia di spazio.

Carlo Ancelotti ha reagito alle critiche con il trionfo in Supercoppa di Germania, il modo migliore per cominciare la nuova stagione. (Fonte: carloancelotti.it)

Ciò vale soprattutto per le squadre la cui stagione inizia prima ed è proprio il caso del Bayern Monaco, che non ha potuto rischiare tanti pezzi da novanta nelle amichevoli in virtù della sfida contro il Borussia Dortmund valida per la Supercoppa di Germania, primo trofeo stagionale in terra tedesca. È appena sente parlare di trofei prestigiosi, Ancelotti tira fuori il meglio dai suoi giocatori e li conduce con la sua calma olimpica alla vittoria: è quanto accaduto proprio nel duello contro i rivali a tinte giallonere, con i campioni di Germania in carica che si sono aggiudicati il titolo battendo il Borussia ai calci di rigore dopo il 2-2 maturato tra i tempi regolamentari e supplementari. Tra parole e chiacchiere estive, dunque, Ancelotti fa i fatti e porta a casa il suo terzo trofeo made in Germany, il sedicesimo in finale, il ventesimo della sua più che gloriosa carriera. “Le amichevoli non contano, contro il Borussia Dortmund è una finale e di solito le finali le vinciamo noi” aveva dichiarato alla vigilia, rivelandosi ancora una volta una persona molto schietta e sincera, il tutto senza essere presuntuoso o superficiale: inutile dire che ha mantenuto la parola e che abbia tanta voglia di raggiungere traguardi ambiziosi e impegnativi con il suo Bayern, per continuare a gonfiare il suo palmarès stracolmo e zittire una volta per tutte le numerose critiche nei suoi confronti, le quali non bastano a scalfire la magnificenza e l’astuzia di un allenatore che è partito dalle campagne di Reggiolo prima di salire sul tetto d’Europa e del mondo.

I giocatori del Bayern Monaco festeggiano la vittoria della Supercoppa di Germania insieme al loro allenatore Carlo Ancelotti. (Fonte: indiatvnews.com)

Ritrovatosi due volte in svantaggio nel corso dell’incontro di Supercoppa nazionale contro il BVB, per effetto delle reti di Pulisic prima e Aubameyang poi, il Bayern è riuscito a evitare il ko grazie alla firma dell’ex di turno Lewandowski e all’autorete di Bürki propiziata da Kimmich, che ha poi sbagliato la sua conclusione dal dischetto nella lotteria dei rigori. A regalare il trionfo al Bayern – che vince nonostante le pesanti assenze di Neuer, Boateng, Alaba, James Rodríguez, Robben e Thiago Alcántara – sono stati gli errori dell’altro ex della serata Rode e Bartra, con i bavaresi che a circa venti minuti dal fischio finale sembravano incapaci di riportare il risultato in equilibrio ed evitare una sconfitta apparentemente vicina. Ed invece è arrivata la sesta Supercoppa tedesca della storia del Bayern, in pieno stile ancelottiano, ossia con grande cuore, forza di volontà e grinta fino all’ultimo istante di un confronto, quello col Borussia Dortmund, che è ormai da anni un vero e proprio duello per l’egemonia in terra tedesca. Quando il gioco si fa duro, Ancelotti comincia a giocare: in occasione dell’autentico debutto stagionale dei suoi, Carlo Magno sbanca il Signal Iduna Park di Dortmund e si conferma ancora una volta una garanzia in termini di successi, contro tutto e tutti.

Fonte foto in apertura: bleacherreport.com

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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