Antonio Conte: il futuro comincia adesso

Antonio Conte ha da poco vinto la Premier League con il Chelsea, conquistando il suo primo trofeo in terra straniera da allenatore alla sua prima stagione lontano dall’Italia. Una gioia immensa per il tecnico pugliese, che dopo il più che positivo Europeo in Francia con la Nazionale italiana, era stato investito del tutt’altro che semplice compito di risollevare le sorti dei Blues, piazzatisi decimi nella stagione precedente e dunque fuori dalle coppe europee. Ribattezzato sin dal suo insediamento Fire Ant ed entrato immediatamente nel cuore dei tifosi londinesi, Conte è stato in grado di ridare morale ed autostima a calciatori che l’anno scorso sembravano ormai avulsi dal progetto del club, oltre ad integrare al meglio i nuovi acquisti e ad avere il coraggio di provare una soluzione tattica intrigante.

Antonio Conte festeggia la vittoria della Premier League insieme ai suoi giocatori. (Fonte: thesun.co.uk)

Il passaggio al 3-4-3 ha permesso al Chelsea di risultare praticamente invincibile, prendendosi la vetta della classifica in breve tempo e non mollandola più. E i meriti in questo senso vanno in modo particolare proprio a Conte, che ancora una volta ha dimostrato tutte le sue capacità di allenatore in un contesto decisamente diverso da quelli in cui aveva lavorato finora. Il calcio inglese, infatti, ha tanti aspetti che differiscono dal campionato italiano e, soprattutto, la concorrenza per la lotta al titolo è molto più folta. Se è vero che Manchester City, Arsenal e Manchester United hanno alzato bandiera bianca prima di tutte le altre, è pur vero che il Liverpool – fino alla fine dell’anno solare – e il Tottenham (quest’ultimo fino a venerdì scorso) hanno dato parecchio filo da torcere ai Blues, che però dal canto loro hanno risposto con un’impressionante solidità difensiva, un collaudato sistema di gioco e un collettivo unito e compatto all’insegna di un’atmosfera positiva che si è respirata nello spogliatoio dall’inizio dell’annata ad oggi.

Il tecnico del Chelsea Antonio Conte parla ai microfoni dei giornalisti in conferenza stampa. (Fonte: chelseafc.com)

Calciatori come Azpilicueta, Moses e Alonso, inoltre, hanno raggiunto la definitiva maturità calcistica nel corso di questa stagione, ennesimo grande traguardo di un allenatore che crede ciecamente nei valori del suo gruppo e ama avere un buon rapporto con ognuno dei singoli componenti, lavorando magistralmente per migliorare il rendimento di tutti i calciatori. Un altro aspetto per cui Antonio Conte è considerato il più grande artefice della cavalcata del Chelsea verso la Premier League, culminata con la vittoria del trofeo per la sesta volta nella storia del club, e il suo nome è finito sul taccuino di numerose società in vista dell’anno prossimo. In primis va segnalato l’interesse dell’Inter, che avrebbe individuato in lui il condottiero ideale per tornare agli antichi splendori dopo troppe stagioni a dir poco fallimentari. È un vincente, ha esperienza da vendere ed è un motivatore efficacissimo: tutte qualità che ai nerazzurri non farebbero altro che bene.

Marcello Lippi e Antonio Conte ai tempi della Juventus, in cui il primo allenava e il secondo era il capitano e condottiero in campo. (Fonte: giallorossi.net)

I dubbi, però, sono tanti, tra cui quello relativo al suo passato bianconero: bandiera della Juventus da giocatore dal 1991 al 2004 e da allenatore dal 2011 al 2014, il tecnico pugliese potrebbe trovare ostile l’ambiente nerazzurro, come già avvenuto al suo ex allenatore Marcello Lippi dal 1999 al 2000. L’ex commissario tecnico dell’Italia campione del mondo nel 2006, infatti, non entrò mai in sintonia con la realtà interista e ciò, oltre al cattivo rapporto con alcuni giocatori (Roberto Baggio e Christian Panucci su tutti), portò a un clima di tensione che sfociò nell’esonero   del tecnico. Situazione che – per quanto Conte e Lippi siano stati due simboli della Juventus e condividano il fatto di aver allenato sia i bianconeri che la Nazionale – appare per certi aspetti diversi: l’Inter che si affidò alla guida di Lippi, infatti, era una squadra vincente, piena di uomini prima che di grandi campioni, ed era una delle principali rivali della Vecchia Signora nella corsa allo Scudetto, mentre l’Inter attuale è una squadra che ha smarrito la sua identità di top club e da qualche anno fatica a trovare quella continuità fondamentale per inaugurare un nuovo ciclo nell’era post-Triplete.

Antonio Conte durante una sessione di allenamento del suo Chelsea. (Fonte: spazioj.it)

Gran parte dei tifosi nerazzurri, inoltre, accoglierebbe volentieri un tecnico esperto e grintoso qual è Conte, puntando tutto sulla sua voglia di dimostrare anche in Italia di essere il migliore e di interrompere il dominio della “sua” Juventus. La questione economica, poi, non rappresenterebbe affatto un ostacolo, in quanto il gruppo Suning accontenterebbe le richieste dell’allenatore, garantendogli il ritorno di Gabriele Oriali (già team manager della Nazionale durante il biennio del salentino come ct), l’arrivo di Cristian Stellini, suo ex giocatore al Bari e assistente al Siena e alla Juventus, e il ritorno di Andrea Butti come responsabile dei rapporti con l’Uefa. Basterà per convincere Conte? Difficile dirlo, anche perché non è semplice convincere un allenatore che ha appena concluso un primo anno da record con il Chelsea ed ha riportato il club in Champions League, ma molto dipenderà anche dalle contromisure che prenderà Roman Abramovich. Il patron dei Blues, infatti, non ama vedersi soffiare calciatori e allenatori ed ha pronto il piano per far restare Conte alla guida del Chelsea, offrendogli un corposo budget per il mercato estivo e investendolo del compito di creare una dinastia vincente in quel di Londra.

Conte ha la grinta e il temperamento adatti per risollevare ls sorti di un’inter che fatica a ritrovare la propria natura di squadra vincente. (Fonte: it.eurosport.com)

A giocare in favore dell’Inter, inoltre, potrebbe essere il fatto che la moglie Elisabetta e sua figlia Vittoria sono rimaste in Italia, dato che però lascia il tempo che trova, in quanto Conte avrebbe in programma di portarle con lui in Inghilterra. Dopo un ambientamento risultato difficile in un primo momento – come del resto è normale che sia per uno che ha sempre vissuto e lavorato nel suo paese e si trova a 47 anni a dover fare i conti con una nuova realtà – l’ex commissario tecnico si è adattato alla grande in Inghilterra, i tifosi e i calciatori del Chelsea sono tutti dalla sua parte ed è stimato anche da gran parte degli altri colleghi della Premier League, chi più chi meno. Insomma, gli elementi per restare a Londra anche nella prossima stagione sembrerebbero esserci tutti, con l’Inter che, dopo non essere riuscita a convincere Simeone, potrebbe rischiare di veder saltare anche l’opzione Conte: nel calcio, però, nulla è impossibile e scontato, per cui bisognerà aspettare ancora prima di saperne di più circa il futuro dell’attuale allenatore del Chelsea.

Fonte foto in apertura: supernews.superscommesse.it

Dennis Izzo

Aspirante giornalista sportivo, collabora per Voci di Sport da luglio 2014 e si occupa di calcio in generale (in particolare Serie A, Premier League e Nazionale italiana) e - da aprile 2017 - di basket NBA. L'obiettivo è quello di trasmettere nei pezzi la propria passione, per far sì che i lettori siano sempre informati esaurientemente e che sia stimolata la loro curiosità.

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