Addio al poker: i nuovi hobby del made in Italy

Preparatevi a dire addio agli appuntamenti settimanali in casa di amici, o ai tavoli virtuali con avversari provenienti da tutto il mondo. Secondo uno studio dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano il poker sta passando di moda.

Dimenticate, dunque, le parole dello scrittore britannico Anthony Holden, tra i più recenti biografi di Shakespeare, che definiva il poker come “una branca della psicologia, una forma d’arte o un modo di vivere, ma è anche solo semplicemente un gioco, in cui i soldi sono un metodo per tenere il punteggio”.

Il trend, infatti, pare essersi invertito. Emblematici, i dati del gioco online, in cui si registra una diminuzione del 18% di introiti rispetto all’anno scorso. Ma il poker non è l’unico settore ludico a soffrire su internet: in ribasso anche le quotazioni di bingo e scommesse virtuali, che hanno chiuso il 2015 con un -7%.

Nulla di preoccupante, però. Gli italiani continuano a divertirsi online, hanno solo modificato i loro interessi: secondo lo stesso studio, i giochi regolamentati con vincita in denaro hanno raggiunto la cifra di 821 milioni lo scorso 31 dicembre.

Del resto, bastano uno smartphone e una connessione internet per entrare in un mondo virtuale fatto di carte, tavoli e slot machine. A fare da traino sono stati i giochi di casinò, per il 60% dominati dalle slot online, con un +27% e un ritorno economico pari a 328 milioni di euro, il 40% del mercato complessivo.

Dicevamo dell’importanza dei dispositivi mobile: la spesa generata da cellulari di nuova generazione e tablet ha raggiunto i 155 milioni di euro, con un tasso di penetrazione del mercato di quasi il 20%. A testimonianza di quanto la tecnologia stia influendo sulle nuove tendenze.

Un noto operatore di lotterie e scommesse italiano, recita: “Gioca senza esagerare.” Sì, perché, se giocare non responsabilmente può portare a patologie derivanti dal gioco d’azzardo, riuscire a divertirsi controllandosi, porta dei benefici, quali il miglioramento delle capacità cognitive e la riduzione di stati ansiosi.

E, a quel punto, non ci sarebbe più alcuna nostalgia per il caro, vecchio poker. Con buona pace di Antony Holden e dei suoi saggi sul poker.

Fonte foto: budapest.com

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