32 volte campione: il Boca Juniors vince il torneo argentino

A consegnare il trentaduesimo trofeo nazionale al Boca Juniors è stato il San Lorenzo che ha battuto il Banfield martedì notte grazie alla rete dell’ex Genoa Belluschi. La stagione degli Xeneizes è stata quasi perfetta: solo nelle prime giornate la squadra allenata da Barrios Schelotto ha lasciato del terreno alle avversarie, in particolare all’Estudiantes. Il momento decisivo è arrivato tra ottobre e dicembre, quando Tevez e compagni hanno vinto una serie di incontri fondamentali e alcuni scontri diretti di rilievo, che hanno portato il Boca Juniors in vetta alla classifica poco prima di Natale. Memorabile il 2-4 rifilato al River Plate nell’ultimo SuperClasico giocato dall’Apache prima che partisse per la Cina.

L’addio dell’ex Juventus non ha influito perché gli Azul y Oro hanno iniziato bene anche la seconda parte del campionato, questa iniziata con colpevole ritardo a causa di una federazione argentina colpita dal caos più totale. Nonostante i punti di vantaggio sulle altre, una serie di infortuni e di episodi negativi hanno risucchiato l’ex squadra di Diego Armando Maradona, che ha rischiato di perdere la prima posizione.

Il momento critico è stato quello successivo alla giornata numero 24, quella dedicata ai Clasicos. Il River è riuscito a vendicare la gara d’andata vincendo 1-3, e dopo questo risultato ad Ezeiza, luogo in cui il Boca si allena, l’armonia si era dispersa, anche perché i Millonarios avevano 6 punti di distacco con una partita giocata in meno. Insomma la compagine allenata da Gallardo, con una rimonta pazzesca e con il bel gioco che offriva ogni domenica, ha fatto tremare, e non poco, il Boca Juniors.

Però un passo falso della squadra di Nuñez ha regalato un nuovo vantaggio in casa Xeneizes, ma proprio quando sembrava che gli avversari si fossero defilati, ecco che è apparso il Banfield di Falcioni, autore di una rimonta incredibile e di una seconda parte di campionato pazzesca. Ma non è bastato: il Talandro, sceso in campo 24 ore prima del Boca, ha perso sul campo del San Lorenzo, regalando cosi la vittoria agli Azul y Oro.

Contro l’Olimpo la sfida è terminata in pareggio. Con un pizzico di attenzione in più i gol di Centurion e Benedetto avrebbero potuto portare la diciottesima vittoria stagionale, ma poco male, i festeggiamenti non sono stati interrotti per il 2-2 di Bahia Blanca, anzi, proseguiranno fino a domenica prossima, quando il Boca ospiterà l’Union per l’ultima giornata di campionato, e il titolo numero 32 (6 tra gli amatoriali, 26 tra professionisti) verrà celebrato davanti alla Doce.

Questo campionato ha dimostrato, una volta per tutte, che i tornei corti dimezzano lo spettacolo e non favoriscono le squadre che lavorano bene per 9 mesi. Con 30 giornate i valori delle compagini si definiscono e gli allenatori hanno la possibilità di lavorare sui loro progetti in tranquillità. Se si passasse ad un torneo all’europea, a 20 squadre con andata e ritorno, ne gioverebbe tutto il campionato argentino. Ne perderebbero le medie, che nei tornei corti, azzeccando il semestre giusto (preparazione, modulo e mercato), hanno sempre detto la loro, ma un campionato di 38 giornate, acceso come lo sono stati quest’ultimo e quello del 2015, sarebbe il massimo per un movimento calcistico che ha da esprimere ancora tanto.

I giocatori chiave

Tevez nella prima parte è stato fondamentale, ma l’uomo simbolo di questo trionfo è Dario Benedetto. Arrivato a La Boca con tante speranze è partito malissimo. C’è voluto un po’ di tempo prima che liberasse tutta la sua classe ed esplodesse in questo contesto diventando uno dei giocatori più amati di questa stagione dalla tifoseria del Boca. Con 19 reti è in vetta alla classifica dei cannonieri e questo risultato manca in casa Xeniezes dal 2007. L’ultimo giocatore del Boca a vincere questa classifica è stato Martin Palermo. Per ironia della sorte il Pipa ha iniziato a giocare tra i professionisti proprio quell’anno (clicca qui per la storia di Benedetto).

Fondamentale anche l’apporto di Centurion, che tra una bravata e l’altra, ha tirato fuori dal cilindro numeri di livello. Ciò che frena questo ragazzo è la testa. Un talento del genere dovrebbe giocare in nazionale al fianco di Messi, invece, a causa del suo carattere, è fermo nel limbo: troppo bravo per l’Argentina, ma troppo fumantino per rendere eccellentemente in Europa.

Incostante il giovane Pavon, ma questo non vuol dire che non sia stato supporto. Di tutt’altro spessore, invece, è stato l’apporto di Rossi che ha preso il posto tra i pali di Sara. L’intraprendete portiere prelevato dall’Estudiantes a metà anno ha sorpreso tutti con parate importanti e di peso.

In mediana i più costanti sono stati Pablo Perez e Bentancur, ma tra le rivelazioni c’è stato anche il colombiano Barrios che ha sostituito benissimo gli infortunati Gago e Sebastian Perez. Tra le sorprese anche Maroni, un giovane diez che nella prossima stagione avrà il modo di mettersi in mostra.

In difesa ha faticato Peruzzi, mentre la coppia centrale Vergini-Insaurralde ha lavorato discretamente. Eccellente, invece, Fabbra sulla sinistra quello che di consueto viene chiamato martello pneumatico. Diciamo che in generale in casa Boca tutto ha funzionato per il meglio, al netto degli alti e dei bassi che si hanno nelle stagioni a lungo termine. Merito della proprietà che ha regalato al tecnico Schelotto un plantel importante e con tante soluzioni.

L’ultimo pensiero va proprio al tecnico: cacciato da Palermo non appena arrivato, è arrivato alla Bombonera e ha trascinato tutti con il suo entusiasmo e con le sue idee tattiche per nulla banali. D’altronde il suo talento lo aveva evidenziato già con il Lanus. Con il Boca ha ribadito che non è uno dei tanti. Non era facile vincere questo campionato anche se gli Xeneizes partivano da favoriti. Farà tanta strada. Ora non gli resta che preparare la prossima stagione e guardare con insistenza novembre del 2018.

Fonte foto in apertura: elintransigente.com

Lorenzo D' Aloia

Passione per lo sport nata all'età di tre anni, quando in braccio alla nonna guardavo il giro d'Italia, maturata negli anni, scoprendo la passione per calcio, basket e motori. Innamorato di quelle curve calde, colorate e passionali come quelle sudamericane.

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